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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 8 luglio 1973
Raccomandiamo oggi alla vostra preghiera l’esercizio d’una delle principali
funzioni del nostro ufficio apostolico, il magistero. Perché questo? perché
nella scorsa settimana due fatti notevoli, assai diversi l’uno dall’altro, hanno
dato occasione al magistero della Santa Sede di far ascoltare la sua voce. Il
primo fatto è la Conferenza per la sicurezza europea, celebrata ad Helsinki, con
la presenza e con l’intervento anche del Rappresentante di questa Sede
Apostolica. L’altro fatto è la Dichiarazione, pubblicata dalla S. Congregazione
per la Dottrina della Fede, circa la dottrina per difenderla da alcuni errori
oggi correnti.
Adesso noi non entriamo nel merito né dell’uno, né dell’altro. Solo ne facciamo
menzione, affinché ne sia da tutti avvertita l’importanza, e ne sia notato un
aspetto comune, quello della testimonianza alla verità, quale è suggerita, in
circostanze diversissime, dall’insegnamento della Chiesa. È chiaro per tutti,
noi pensiamo, in tali atti l’intento di servire il bisogno dell’uomo di
principii veri e fecondi, per la progressiva formazione, in un campo, della
mentalità veramente umana e universale in ordine all’instaurazione della
giustizia e della pace nella attuale, storica convivenza fra i popoli; e,
nell’altro campo, per l’autentica interpretazione dei dati della nostra fede in
ordine specialmente alla sua coerente stabilità e alla sua salvifica finalità.
Questa missione pedagogica della Chiesa, affidata a questa Cattedra di S. Pietro
ed all’Episcopato in comunione con essa, esige, oltre l’esercizio di non poche e
non facili virtù umane, l’assistenza misteriosa dello Spirito di verità promesso
da Cristo agli Apostoli (Cfr. Io. 16, 13); ed è per la rettitudine e
l’efficacia di tale missione che ora si esprime la nostra orazione festiva,
auspice la Madonna, sede della Sapienza.
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