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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 22 luglio 1973

 

E' stato pubblicato l’altro ieri il nostro messaggio per la Giornata Missionaria mondiale, che sarà celebrata il 21 ottobre, ispirato dalla festa di Pentecoste, ma poi consegnato alla Chiesa nella solennità degli Apostoli Pietro e Paolo, il 29 giugno. Preme a noi ed ai promotori di questa ricorrente Giornata Missionaria che il grande tema sia enunciato in antecedenza affinché esso sia diffuso nel mondo e meditato da tutti in preparazione d’una degna ed efficace celebrazione di tale Giornata.

Noi confidiamo che questo messaggio meriti la vostra attenzione: leggetelo, per favore, figli carissimi, e fatene alimento della vostra riflessione. Bisogna tenere desta in tutti la coscienza missionaria, nella quale trova adeguata espressione la coscienza cristiana, convinta che essa non può essere autentica e perfetta senza sentire l’impulso, il dovere, la gioia dell’espansione della fede, fortuna nostra personale, ma bene destinato a tutti, vicini e lontani, all’umanità intera mediante uno sforzo singolare e comune, un servizio coordinato e coraggioso, che chiamiamo apostolato missionario. La fede è la luce del mondo, ma essa non arriva al mondo se non mediante la carità che con cuore universale e con spirito di sacrificio a tutti la offre.

Ognuno ha l’onore e la responsabilità di cooperare al compimento di questo disegno divino della salvezza, il quale si fa disegno umano, storico, concreto nell’attività missionaria.

Noi profittiamo di questo richiamo all’economia divino-umana delle nostre missioni cattoliche per esortare, per incoraggiare, per ringraziare, per benedire quanti si interessano con intenzione speciale della causa missionaria. E vogliamo mandare ai Missionari e alle Missionarie d’ogni tipo e d’ogni grado un nostro affettuoso saluto.

E vogliamo portare a loro tutti il nostro conforto, specialmente là dove la loro opera è respinta, ovvero non è accolta con favore, e là dove la loro attività è sospettata e qualificata con sinistra opinione.

Siamo giusti. Nessuno potrà incolpare i missionari, e dietro a loro la Chiesa, di spargere sangue, o di favorire l’oppressione della gente a cui essi recano il messaggio evangelico; e nessuno potrà accusarli di valersi della prepotenza altrui, pubblica o privata che sia, per difendere le proprie posizioni religiose; e neppure d’aver lasciato senza deplorazione i misfatti perpetrati contro inermi popolazioni, delle quali essi condividono, anzi, le prove e le sofferenze.

La verità e la giustizia esigono che l’onore dei nostri missionari sia riconosciuto, anche perché proprio l’opera loro mira costantemente all’elevazione spirituale e civile delle popolazioni indigene, e tende con tanta dedizione e sapienza ad educarle alla loro maturità sociale nel progresso, nella libertà e nella pace.

Preghiamo dunque per le nostre missioni, sparse ormai in ogni parte del mondo, e impegniamoci tutti a sostenerle con la solidarietà della nostra stima e del nostro suffragio materiale e spirituale.

Ci assista tutti Maria, Regina delle Missioni.

                                               

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