 |
PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 12 agosto 1973
Il colloquio, a noi concesso, da questo breve, ma cordiale incontro festivo, ci
fa pensare a voi, cari nostri visitatori, con particolare interesse pastorale.
Vorremmo tutti conoscervi, a tutti parlare e di tutti indovinare i problemi
spirituali, i desideri, le sofferenze, le speranze; non è curiosità indiscreta
la nostra: è affezione, è desiderio di suscitare in voi qualche risveglio morale
e religioso; è dovere il nostro di apportare a voi qualche consolazione, qualche
migliore intelligenza su questa complessa e spesso frenetica esperienza, che è
la vita moderna.
Ebbene, pensando a voi come a nostri amici e interlocutori, ci pare di avere in
prima fila i giovani, i giovani d’oggi. Ci sia permesso rivolgere specialmente a
voi, ora, la nostra affettuosa e rispettosa attenzione. Giovani! Volete
ascoltare qualche nostra confidenza a vostro riguardo? Nessuno è escluso, del
resto, da questa ascoltazione; ma voi, giovani, ci siete particolarmente
presenti. Avremmo cose e problemi da non finire per un discorso adeguato alla
vostra presente condizione. Ma vi diciamo solo tre cose, che noi supponiamo
potere scoprire nei vostri animi in questa ora della vostra maturazione, in
corrispondenza con le condizioni morali e sociali del nostro tempo.
La prima cosa: Voi siete in una fase di «ripensamento». Voi vi sentite
autorizzati alla critica del mondo in cui siete cresciuti. Voi lo giudicate. E
sebbene voi. siate colmati dal benessere che questo nostro mondo vi procura, voi
non siete soddisfatti. Siete istintivamente contestatori. Voi scoprite
specialmente le deficienze morali della nostra società: egoismo soprattutto,
ipocrisia, pragmatismo, edonismo, corruzione, esuberanza di mezzi, povertà di
fini, d’ideali veri, di ragioni supreme del vivere. Fase negativa.
Al ripensamento succede in molti un’altra fase, positiva questa: quella del
«ricupero». Bisogna ricuperare valori, travolti dalla contestazione, ma
,indispensabili per la vita: la verità, l’onestà, l’autogoverno, la personalità,
l’amicizia, l’eroismo, l’amore, ecc. Sappiamo di raduni di giovani intenti a
ricuperare in modo originale e autentico questi valori, con una tensione di
animi, che potremmo qualificare silenzio, ascoltazione d’una Parola viva e
profonda, e poi mormorante preghiera.
E finalmente la terza fase: il «rilancio». Non si vive senza scegliere; non si
sceglie senza impegnare tutte le proprie forze, anche se in semplice forma. E
che cosa scegliere?
E a questo momento può avvenire la scoperta di Cristo, con il campionario dei
suoi evangelici valori superiori, quelli per cui non solo vale la pena di
vivere, ma di dare la vita: la dignità dell’uomo, la verità, la fede, l’unità,
la pace, l’amore, la grazia . . .
Così assorti in questi non fallaci miraggi, noi vi pensiamo, giovani, e voi
tutti uomini di buona volontà, edotti dal vuoto sottostante alla torre gloriosa,
ma minacciata nella stabilità del suo equilibrio, del nostro meraviglioso
progresso.
E tutti, quasi attratti dal canto sorprendente e dolcissimo della prossima Festa
della Madonna Assunta, vi salutiamo e vi benediciamo.
|