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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 21 ottobre 1973

 

Le missioni oggi sono al centro del nostro spirituale interesse. Sì, le Missioni cattoliche sono tale impresa, sono tale dovere da impegnare la nostra personale riflessione, la logica della nostra fede, la coerenza della nostra Cariti; nessuno può rimanere estraneo alla causa della diffusione del Vangelo nel mondo. È una causa che primeggia su ogni altra, perché riguarda il destino superiore e la salvezza eterna degli uomini; perché risponde al disegno misterioso di Dio sul significato della vita e della storia dell’umanità; perché scaturisce dall’essenza della rivelazione della Verità illuminatrice e salvatrice di Cristo, e deriva dalla sua universalità e dal mezzo umano-divino, la Chiesa, che Egli, Cristo, ha voluto segno e strumento della nostra unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano. È una teologia centrale, una teologia feconda, una teologia urgente, quella delle Missioni.

Può un semplice fedele esimersi da questa pressione ideale? Non vi provvede già la gerarchia responsabile o il volontariato di anime religiose e generose? No, ciò non basta; tutti siamo obbligati alla solidarietà missionaria, se siamo cristiani. Sarebbe cecità, sarebbe egoismo, oggi non essere in qualche forma, in qualche misura a fianco delle Missioni.

Ma è ancora necessario lo sforzo missionario, dopo tanto lavoro compiuto? Necessario, sì; più che mai necessario, quando la maggior parte dell’umanità ancora non conosce il Vangelo, e quando le vie di comunicazione oggi sono aperte e moltiplicate.

Ma è opportuno oggi, qualcuno si chiede, il proselitismo missionario? Non conviene lasciare a ciascuno la libertà di pensare in buona fede come vuole? Libertà, sì, lasceremo a tutti e adesso più che mai; ma non dobbiamo vincolare l’annuncio della Parola di Dio con la nostra ignavia, o per l’altrui sordità, se tale Parola è la vera Verità e la sola sorgente autentica della beatitudine e della vita. Essa sola ha il vero carisma della pace.

Che cosa dunque faremo? Ecco. Dobbiamo innanzitutto comprendere il primato dell’idea missionaria, la quale non mortifica, né sostituisce l’opera umanitaria e sociale dei Popoli bisognosi di sviluppo, che anzi essa lo promuove e lo sostiene. E poi dobbiamo amare le Missioni, col cuore, con l’elemosina, con la preghiera!

Sia dunque per essa ora la nostra orazione alla Madonna, Regina degli Apostoli.

                                               

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