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PAOLO VI

REGINA COELI

Domenica, 13 maggio 1973

 

Difficile il nostro discorso quest’oggi. Esso è fissato per tutta la Chiesa nel mondo sul tema, - tema difficile - delle vocazioni. Non possiamo tuttavia tacerlo. Riguarda la vita della Chiesa nella sua espressione più tipica e strumentale; riguarda il libero reclutamento di giovani vite, risolute ed educate a darsi completamente ed esclusivamente al Vangelo, alla sua personificazione, al suo annuncio, al suo servizio, al suo amore. Chiunque abbia una concezione esatta della vita sa ch’essa ha bisogno di Dio; e chiunque abbia penetrato la concezione religiosa nella sua autentica realtà spirituale, storica e sociale, sa che il rapporto vero ed efficace con Dio ha bisogno d’un segno e d’uno strumento, che si chiama la Chiesa (Cfr. Lumen Gentium, 1), e a sua volta questa ha bisogno di persone che vi siano dedicate, consacrate, sacrificate, per via di vocazione.

Vorremmo gridare sopra il tumulto della nostra società, tutta assorbita ed affannata nella sua febbrile attività temporale: Cristo chiama, Cristo ha bisogno (non per sua impotenza, ma per un suo stupendo disegno comunicativo), ha bisogno di qualcuno che lo segua, che lo aiuti, che lo rappresenti, che distribuisca la sua parola e la sua grazia, che con Lui riviva per il nostro mondo, il mistero della sua redenzione; . . . chi vuol venire? chi viene?

Voce nel deserto la nostra? chi ascolta oggi questa nostra parola? (Cfr. Io. 12, 38)

Tutti sono tentati di sottrarsi all’invito importuno ed eccezionale. Ma no. Innanzitutto ricordiamo, come il Concilio ha ben ammonito, che ciascuno di noi deve concepire la propria vita come una certa vocazione al regno di Dio, al servizio dei fratelli, al dono di sé, al dovere di un trascendente amore. E poi ricordiamo che tutti siamo interessati a che qualche privilegiata e generosa persona, qualche anima giovanile specialmente, risponda con un sì eroico alla chiamata intima e profetica di Cristo per attualizzare fra noi il regno di Dio; e tutti siamo almeno obbligati a pregare, come Cristo ci ha ordinato di fare, affinché Dio «mandi operai nella sua messe» (Matth. 9, 38). Ed è ciò che oggi intenzionalmente dobbiamo fare, auspice Maria, la Regina degli Apostoli.

                                    

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