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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 27 luglio 1975

Questa nostra, per così dire, conferenza stampa domenicale, offre oggi, come tema del nostro spirituale interesse, un atto internazionale di rilevante importanza, la Conferenza per la sicurezza europea, la quale, in questa settimana, concluderà ad Helsinki, in Finlandia, la sua terza fase, con un «atto finale» sottoposto alla firma di 35 rappresentanti di Stati ad alto livello, compresi fra i quali quelli degli Stati Uniti, del Canada, dell'Unione Sovietica, e, con essi, il nostro delegato, quello della Santa Sede, Mons. Casaroli, che gia partecipò, come membro ufficiale, alla prima fase della conferenza stessa, nel 1973.

È un impegno multilaterale, significativo per la pace e per la cooperazione internazionale, perché indica un comune proposito, dei Paesi firmatari, di evitare il ricorso alle armi, proprio quando ancora si sta cercando di evitare l'impiego di quelle più micidiali (forse avete sentito parlare delle difficili trattative del cosiddetto SALT), e quando, come in questi mesi, fremiti di conflitti armati interni ed esterni turbano la vita di diversi Popoli e sembrano insidiare la fragilità della pace, mentre di nuovo insorgono dissidenti psicologie politiche e rivalità collettive che non preludono certo a serene prospettive.

La pace, con la concordia, con la fraternità fra le Nazioni, avrà ad Helsinki, con le sue promesse di integrativa e leale giustizia, una sua solenne affermazione. Dobbiamo accoglierne con speranza l'avvenimento proprio per far progredire quella psicologia, quella pedagogia della Pace a cui deve essere rivolta l'umana convivenza e la moderna civiltà. Che una presenza, sui generis, di un rappresentante della Santa Sede sia bene accolta in questa Conferenza di Helsinki, accresce la comune fiducia e richiama ogni cristiano cosciente a suffragare con la propria preghiera l'esito sincero e felice dell'avvenimento. Per questo fine sia oggi la nostra preghiera

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