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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 4 gennaio 1976

 

Salutiamo oggi l’infanzia: i nascituri, i neonati, i bambini, i ragazzi, tutta la nuova generazione, che entra nella vita inconsciamente, ma non di meno oggetto, fino dal primo istante della loro esistenza, d’un Pensiero creatore, infinitamente amoroso, quello del Dio Vivente, Padre nostro. Salutiamo questi piccoli Fratelli, ed onoriamo in loro, in ciascuno di loro, il prodigioso mistero della vocazione all’umana esistenza. Noi li benediciamo, questi figlioli, con la tenerezza che reclamano dal cuore la meraviglia, la gioia, la innocenza, e poi il problema della loro presenza fra noi, della loro educazione e del loro destino nel tempo ed oltre il tempo.

È dal presepio, cioè dalla nascita di Gesù, Verbo di Dio fatto uomo, anzi gracile e inoperante Bambino nelle braccia di Maria, la Madre incomparabile, che noi attingiamo questa superlativa simpatia, questa soprannaturale affezione, questa trascendente consapevolezza di ciò che è una nuova vita umana nel mondo (Cfr. Io. 16, 21).

Ad una ad una benediciamo codeste piccole, grandi vostre care creature, o Genitori, che avete scelto la vocazione della famiglia ordinata e feconda! La nostra benedizione, che vuol avere in se stessa la virtù biblica del disegno divino su gli umani avvenimenti, è oggi specialmente per voi, procreatori responsabili dei nuovi cittadini della terra; per voi, Genitori degni di tal nome, che noi scongiuriamo ad essere difensori e protettori dei vostri figli, fin da quando essi riposano vivi ed inermi nel grembo materno. Per voi, specialmente Padri e Madri, fondatori della prima, sacra società, ch’è la Famiglia cattolica, ai quali noi raccomandiamo, con l’intensità degli interessi superiori dell’umana e cristiana sollecitudine, di inserire subito, e con la dovuta coscienza, i vostri bambini venuti alla luce, nella Famiglia immortale, ch’è la Chiesa, col santo battesimo, del quale voi, con i padrini da voi scelti, dovete essere i cultori, gli educatori, quali tale rinascita spirituale esige fortunatamente che voi siate.

Sì, tutto questo, e tante altre cose, quelle specialmente relative al pane, alla casa, alla scuola di codesti Figlioli, vorremmo dire per la loro e per la vostra felicità; ma ci basti ora invocare sull’infanzia tutta la protezione della Madre di Gisto e Madre nostra, Maria.

                                          

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