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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Solennità dell’Epifania del Signore
Martedì, 6 gennaio 1976
Anche oggi festa maggiore: festa della manifestazione di Cristo, l’Epifania;
qui il mistero diventa problema. Cioè noi siamo invitati a riflettere sulle
modalità che rendono a noi percepibile la presenza dell’Uomo-Dio nel mondo.
L’incarnazione, fonte della nostra salvezza, diventa motivo della nostra
responsabilità; dobbiamo cercarla, dobbiamo accoglierla questa venuta di Dio
sulla terra. La storia dei Magi che cercano e trovano Cristo si fa modello
dell’itinerario fortunato, che giunge alla stazione terminale: l’umiltà ed
insieme lo splendore della rivelazione; e si fa accusa per chi non cerca e per
chi non sa volere e non sa trovare; e questo aspetto potrebbe riguardare anche
noi, figli del regno, che spesso restiamo passivi, se non pure indifferenti e
ostili alla luce a noi tanto vicina e copiosa, mentre da lontano gente onesta e
pensosa sa individuare presso di noi la sorgente luminosa della fede salvatrice.
Pensiero grave.
Ma un altro pensiero, grandioso ed eroico questo, qualifica questa festività;
ed è il carattere universale del cristianesimo, la religione per l’intera
umanità, vera fede unificatrice dei Popoli, posta alla confluenza della storia
totale dell’umanità. Grande festa delle Missioni perciò l’Epifania, che celebra
appunto la vocazione delle Genti, a livello di parità, verso l’unico, universale
Vangelo, a condizione, tuttavia, che al compimento di tanta fortuna vi siano «gli
operai della messe», i Missionari e le Missionarie: il regno di Dio esige questo
sforzo, questo sacrificio (Cfr. Matth. 9, 37; 11, 1.2). Daremo le ali
oggi alla nostra preghiera, affinché voli lontano, nei Paesi di Missione, per
consolare e per sostenere quanti vi dedicano la vita; pensando insieme che la
lontananza può essere a noi localmente assai vicina, se l’incredulità ha
separato dalle nostre comunità di Fedeli tanti fratelli, bisognosi e degni di
ritrovare Cristo presente.
Anche all’Epifania, Maria è al centro, e come sedes sapientiae ci
presenta sul suo ginocchio Cristo Salvatore.
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