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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 5 settembre 1976

 

Si è conclusa giorni fa a Bologna la XXVII Settimana Liturgica Nazionale Italiana, promossa dal Centro di Azione Liturgica e impegnata sul tema del culto alla Madonna oggi, studiato nelle espressioni dottrinali e liturgiche, quanto anche nelle forme della devozione popolare e privata.

È questo un avvenimento che merita la nostra attenzione per l’importanza che la pietà verso Maria Ss.ma riveste sia nell’ordine della fede, tanto la Madonna è inserita al centro del disegno divino della nostra salvezza, e sia nella pratica religiosa comune, tanto Ella, la Madonna, rende a noi accessibile il mistero umano di Cristo.

La religione della Madonna è a noi, cittadini della terra, così vicina che facilmente rende devoti anche molti di coloro che non hanno abituale familiarità nel campo misterioso della preghiera.

Chi, appena se cristiano, rifiuta di mormorare un’«Ave Maria», in un’ora di grave pericolo o di intenso dolore, ovvero quasi a corona di un avvenimento felice della vita? E nello stesso tempo la religione della Madonna è di natura sua così eccellente che apre la «porta del cielo» anche agli spiriti esigenti non sempre disposti a varcarne le soglie. E voi, fedeli tutti, che per vostra fortuna fate della devozione a Maria uno dei punti forti della vostra spiritualità, non vi siete accorti che non si è mai saputo tutto, né tutto detto abbastanza di questa umile Ancella del Signore, di questa Donna profetica e regale «umile ed alta più che creatura»? «De Maria numquam satis!». Di Lei non si è mai detto abbastanza, anche restando rigorosamente aderenti alla verità dottrinale e alla poesia del Vangelo.

Questo diciamo, facendo eco al recente convegno liturgico affinché nell’apatia religiosa del tempo nostro sia sempre in onore per il nostro mondo ecclesiale la devozione alla Madonna, sia quella ispirata dalla Sacra Scrittura, dalla teologia e dalla riconosciuta tradizione cultuale ed artistica e sia pure la devozione popolare, privata e personale (Cfr. Lumen Gentium, 27; PAULI PP. VI Marialis Cultus, 24; etc.). Troveremo tante cose buone e belle in questo culto mariano: l’impegno ad una esigente e limpida purezza di costumi, oggi purtroppo in decadenza; il conforto alle tante nostre tribolazioni, sia individuali che sociali e soprattutto un forte invito ad amare e a seguire Cristo, unico nostro Salvatore, e sempre perciò una sorgente di letizia e di fiducia.

                            

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