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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 19 settembre 1976
Questi sono giorni non senza gravi amarezze, che non devono soltanto
affliggere i nostri animi, ma devono altresì renderli più buoni.
Il terremoto nel Friuli, ad esempio, ed i fremiti sismici in altri punti di
questo nostro Paese ed in altre parti del mondo. Questo flagello aggiunge alle
rovine incalcolabili un timore, una paura che sembra non avere rimedio, e scuote
in taluni perfino la nostra fiducia nella Provvidenza. Ma non sia scossa la
fortezza della nostra fede nell’arte divina di trarre il bene anche dalle nostre
sventure, che forse contengono un duro, ma paterno stimolo alla penitenza e alla
preghiera (Cfr. Luc. 13, 1-5), e che meravigliosamente germinano fiori di
bontà, di solidarietà, di carità proprio dalle ferite del sanguinante corpo
sociale. Mandiamo un pensiero di fraternità a quanti soffrono, e quanto!, per
simili incontenibili calamità; e un pensiero d’incoraggiamento e di plauso a chi
si prodiga nell’apprestare soccorsi e nel portare conforto.
E che dire delle guerriglie che intossicano la convivenza civile in tanti
paesi? e delle minacce di guerra che si addensano sui cieli del mondo? e della
piaga della delinquenza armata, che con quella di vizi degradanti si diffonde
come un’epidemia nelle nuove generazioni, senza scrupoli e senza ideali?
Stringono il cuore certe cronache, ormai ricorrenti sulla stampa, che pare, a
volte, farsi complice delle sue tristi notizie! Eppure anche in questo campo di
facile contagio della criminalità e del malcostume la serena reazione del bene
non manca, anzi spesso si moltiplica, e ci offre esempi di giovani vite
immacolate e coscienti, che, senza alcuna baldanza pubblicitaria, si affermano
con immenso coraggio ed offrono silenzioso e cavalleresco aiuto a colleghi
travolti dall’edonismo permissivo e gaudente. La coscienza del bene e l’energia
per compierlo non solo non mancano, ma si vanno risvegliando ed affermando,
all’incontro con Cristo. Speriamo; speriamo ed operiamo con Lui.
Poi non taceremo le penetranti sofferenze che procurano alla Chiesa quei
figli che ne offendono la comunione. «I nemici dell’uomo - ci ammonisce il
Signore - sono quelli della sua casa» (Matth. 10, 36). Quanto dolore! ma
la preghiera è balsamo e la carità rimedio. Ricordiamolo con la Madonna, madre
di misericordia.
Come segno della sua viva sollecitudine per le popolazioni tanto provate
del Friuli, il Santo Padre mette a disposizione dell’Arcivescovo
di Udine e del Vescovo di Concordia-Pordenone 10 roulottes per casi
particolarmente urgenti.
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