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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Mercoledì, 8 dicembre 1976

 

La Chiesa ha il genio delle festività, delle vere, delle grandi festività, che interessano tutta l’umanità, e che lungo i secoli invece d’impallidire e di spegnersi risplendono con più evidente chiarezza. È lo Spirito Santo che fiammeggia nei misteri della rivelazione e ne descrive nei secoli la scia luminosa.

Guardate la festività odierna, quella della Madonna Immacolata: ogni anno è nuova, ogni anno è bella, ogni anno ci invita ad una meditazione traboccante.

Pensiamo alla sintesi dottrinale ch’essa oggi ci fa celebrare: la sventura fatale del peccato originale, la storia drammatica che ne è derivata per l’umanità peccatrice, il disegno divino della salvezza, che ha in Maria il punto immacolato di approdo sulla terra del Verbo di Dio che si fa Figlio dell’uomo, con tutto il resto dell’economia della Redenzione.

Pensiamo perciò specialmente allo splendore nascosto nell’umiltà del Vangelo, ma trasparente nella Donna immacolata, fra tutte benedetta, nel mistero dell’Incarnazione: quale sintesi di pedagogia umana, di bellezza spirituale, di bontà morale, di fortezza sovrumana e di santità cristiana. Maria, come diceva S. Ambrogio, è tipica, è esemplare per la Chiesa e per ogni essere umano.

Facciamo bene perciò a dare importanza riformatrice e consolatrice ad una festa come quella odierna dell’Immacolata, che alla scivolante degradazione permissiva del costume oppone la serena, la risoluta energia della coscienza della dignità personale e comunitaria dell’uomo rigenerato dal battesimo e dall’appartenenza alla «società dei santi», che è la Chiesa, la quale si sente rappresentata e sorretta dalla umile e grande Donna del «Magnificat».

E faremo bene ad associarci oggi almeno in spirito al tributo di devozione e di amore, che il Popolo credente di Roma rende alla colonna dell’Immacolata, aleggiante in Piazza di Spagna: come espressione di fedeltà cattolica, come impegno di coerenza cristiana, come segno di letizia spirituale e collettiva, come fidente invocazione d’una protezione celeste e vicina, che più valida e più materna non potremmo sperare.

                                 

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