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PAOLO VI
REGINA COELI
Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali Domenica, 30 maggio 1976
Come non metteremo nell’intenzione di questa preghiera festiva quel
grande fatto, che classifichiamo sotto il titolo di «comunicazioni sociali»? È
un fatto enorme, crescente, esaltante, invadente e seducente, che interessa al
sommo per noi l’espressione del Verbo, la diffusione della Parola, la
trasmissione della Verità, il Vangelo dello Spirito.
Oggi la Chiesa, quasi per prepararci alla Festa di Pentecoste, la festa della
voce, resa veicolo dell’annuncio della fede, del piano della nostra salvezza,
invita gli uomini a riflettere su questo meraviglioso fenomeno delle
comunicazioni sociali, che caratterizzano il nostro tempo: stampa, telefono,
telegrafo, cinema, radio, televisione, telecomunicazione, eccetera, per
ricordarci l’importanza (e tutti la conosciamo) e la responsabilità (e a questa
non sempre pensiamo) di questi mezzi famosi, affinché il nuovo modo di vivere,
che scaturisce da questo irruente e attraente frastuono di voci che ci circonda.
Abbia il suo vero stile, la sua saggezza, la sua dignità, la sua bellezza, che
lo conservi degno dell’uomo, della sua nuova civiltà.
Dovremo, primo : essere noi stessi promotori e sostenitori di questa buona
effusione del linguaggio umano; secondo: essere poi selettori, cioè critici e
attenti alla qualità e alle finalità per cui questo linguaggio alimenta e
condiziona l’opinione comune, la nostra specialmente, e quella della crescente
generazione; importantissima e delicatissima deontologia del nostro tempo, cioè
l’esercizio della responsabilità, di cui dicevamo; terzo (non è un paradosso,
non è una contraddizione): dovremo tutelare, ciascuno per sé, dei momenti, delle
zone di silenzio esteriore e soprattutto interiore; silenzio per rianimare il
dialogo con noi stessi, cioè con la nostra coscienza. E sarà questo un atto, se
pur momentaneo, di personale liberazione, nel quale altre voci, quelle appunto
del silenzio, si fanno sentire, tra le quali non mancherà forse la voce stessa
del Maestro interiore, quella dello Spirito operante nel segreto dell’anima, e
proveremo forse l’impulso a profferire dentro di noi una voce nostra, originale
e incantevole: la preghiera del cuore.
Anche qui, ci sia maestra Maria.
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