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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 3 luglio 1977

 

Questa nostra preghiera festiva alla Madonna vuole essere per noi tutti consolatrice, sia per lo splendore della figura non solo ideale, ma reale, nella sua umana e celeste trascendenza, di Maria, che fa un istante irradiare sopra di noi. Noi siamo tutti umiliati e afflitti per la scena antisociale della delinquenza che ci circonda. Perciò noi contempliamo la creatura perfetta ch’è la Madonna, affinché restauri in noi il senso dell’ordine, della bellezza morale, dell’integrità personale e collettiva, di cui la nostra società ha crescente bisogno e ha insieme diminuita capacità di procurarsi da sé.

E poi noi invochiamo questo modello, questo «tipo» di umanità, «umile ed alta più che creatura», ad attingere nel senso religioso, nella fede, nell’obbedienza al dovere, alla legge e alla volontà di Dio la esaltante componente della nostra libertà, rivendicando a questo primo fattore della dignità umana la vocazione e la fortuna di realizzare un disegno di sovrumana statura. Il suo «fiat» ci deve associare alla sua carità, capace di mantenere vivo, ardente il nostro ottimismo morale, il nostro interesse per la nostra società, il nostro spirito di fedeltà e di sacrificio per i bisogni degli altri, che alla scuola di Maria ci è facile qualificare fratelli.

Così sia.

                                                       

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