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LETTERA APOSTOLICA DI PAOLO VI
CON LA NOMINA DEL CARDINALE UGO POLETTI A
VICARIO GENERALE PER LA CITTÀ DI ROMA E DISTRETTO

 

Al Venerabile Nostro Fratello Ugo Poletti Cardinale
del titolo dei SS. Ambrogio e Carlo

È consuetudine dei Romani Pontefici affidare a uno dei Cardinali l’ufficio di Vicario Generale, di reggere cioè la Diocesi di Roma con potestà vicaria, ma ordinaria. Tale ufficio noi abbiamo stabilito di affidarlo a Lei, Signor Cardinale, che recentemente abbiamo fatto membro del Sacro Collegio. Sappiamo bene che si tratta di un peso non lieve, ma abbiamo presente il suo zelo pastorale, cui si aggiungono altre doti del suo animo, delle quali ha dato prova in questa Diocesi prima come Vice-Gerente, poi, dopo la morte del compianto Cardinale Angelo Dell’Acqua, come Pro-Vicario Generale. Nutriamo, quindi, la speranza che questa alma Città, dove è il seggio di Pietro, per opera sua avanzerà spiritualmente e saprà sempre più ampiamente diffondere la luce di Cristo. Pertanto, con «motu proprio», con certa scienza e nella pienezza della Nostra autorità Apostolica, in virtù di questa Lettera, Le conferiamo ed attribuiamo il predetto ufficio, da esercitare personalmente o per mezzo di legittimi Officiali, con tutti e singoli i diritti, le facoltà, le prerogative, le obbligazioni e gli oneri, dei quali poterono e anche dovettero usare e fruire gli altri Vicari Generali in campo spirituale dei Romani Pontefici, Nostri Predecessori, per questa stessa Città e per i suoi sobborghi e Distretto. Noi La nominiamo, dunque, e pubblicamente La dichiariamo Nostro Vicario nel campo spirituale e Giudice per la Città di Roma, per i suoi sobborghi e Distretto, affidandole in pieno la cura, il governo, l’amministrazione ed il libero esercizio dell’ufficio suddetto. Le diamo, quindi, mandato, Signor Cardinale, di prender quanto prima - a tenore di questa Lettera - formalmente il possesso o il quasi-possesso, direttamente o per mezzo di un suo Procuratore, dell’ufficio del Vicariato e di tutto quanto è ad esso annesso, di esercitare, parimenti, lo stesso ufficio del Vicariato, così come lo esercitarono, o poterono e dovettero esercitarlo i suoi Predecessori; di compiere, svolgere, ordinare ed eseguire tutte e singole le altre funzioni, che son proprie di tale ufficio per disposizione canonica o per legittima consuetudine. La preghiamo, perciò, Signor Cardinale, che, nell’assumere con pronta disponibilità questo grave servizio di amministrazione e di governo, Ella abbia a svolgerlo con tutta la prudenza che Le ha donato il Signore, onde ne conseguano i frutti sperati e possa così meritare il premio e la ricompensa divina. Raccomandiamo, infine, ai nostri Figli carissimi, appartenenti sia al Clero che al Popolo di questa nobilissima Città, di accoglierla con la dovuta riverenza, di assecondarla e di prestarle sollecita e fedele obbedienza.

Nonostante qualsiasi contraria disposizione.

Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 6 marzo dell’anno 1973, decimo del Nostro Pontificato.

PAULUS PP. VI

 

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