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PAOLO VI

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 24 agosto 1966

 

La vita della «Ecclesia» richiamo indefettibile al Regno di Dio

Diletti Figli e Figlie!

Vive la Chiesa? Come vive la Chiesa? Quali fatti, quali fenomeni dobbiamo considerare per rispondere a queste domande? Sono le domande che sorgono nelle menti degli uomini intenti a studiare la vita del mondo contemporaneo; sono le domande che si pongono i teologi ed i sociologi, avidi di scoprire gli uni le leggi profonde secondo le quali la Chiesa si realizza in seno all’umanità, gli altri le leggi secondo le quali la Chiesa si manifesta e si rende visibile, calcolabile, in mezzo alla società. E sono le domande che si affacciano alla osservazione empirica di tutti; di voi stessi, Noi supponiamo, quando venite a visitarci, e sentite nascere nei vostri spiriti queste elementari ma formidabili questioni: quella che noi qui vediamo è la Chiesa? È la Chiesa vera? È la Chiesa viva? Quali sono le prove della sua vitalità?

STUDIARE LA NATURA IL MISTERO LA MISSIONE DELLA CHIESA

Figli e Figlie qui presenti! Vorremmo esortarvi a non lasciare senza risposte tali questioni. Questa udienza vuol essere uno stimolo non solo a porle, ma a mantenerle insistenti nelle vostre anime; a studiare cioè con maggiore attenzione, con maggiore interesse prima il volto, poi la natura, poi il mistero, poi la missione ed il destino della Chiesa, nella convinzione, che il recente Concilio vuole infondere in tutti, che tutto ciò ha un’estrema importanza, e ci tocca personalmente.

E chi vorrà sostare sulla considerazione della vita della Chiesa sarà naturalmente portato a studi molto vasti e non a tutti accessibili: quelli storici, ad esempio; quelli rigorosamente biblici; o teologici, o spirituali. La Chiesa è una realtà molto seria e complessa. Ma senza arrivare a tanto, ogni persona intelligente e volonterosa, senza grandi fatiche speculative, potrà intravedere qualche cosa di ciò che forma la vera vita della Chiesa, e cioè il suo duplice rapporto: con Cristo e col mondo. Ciò che dimostra la vita della Chiesa è la sua unione con Cristo; dove questa unione è attuale, è autentica, e operante, e trasparente, la Chiesa si rende al tempo stesso visibile e rivelatrice dello Spirito invisibile che la anima; così, ciò che ancora dimostra la vita della Chiesa è la sua capacità a distinguersi ed insieme a rivolgersi al Mondo, sia per annunciargli quel regno di Dio nel quale l’uomo troverà la sua pienezza e la sua salvezza, e sia per rischiarargli quel regno della terra, nel quale l’uomo vive ed opera, spesso ignaro, senza quella luce, dei valori e della loro gerarchia, che costituiscono il bene della vita temporale (cfr. Card. Journet, Le progrès de L’Eglise dans le temps, Angelicum, 43, 1966).

ALCUNI SEGNI INDICATIVI DI SORPRENDENTE OPEROSITÀ

Ma la grande domanda può anche fermarsi alla superficie, e chiedere semplicemente alcuni segni indicativi della vitalità della Chiesa: che cosa fa oggi la Chiesa per dimostrare ch’è viva? È questo l’angolo visuale ordinario dei pubblisisti; la cronaca è il campo del loro primo interesse; ed è quello comune della gente che guarda cose e avvenimenti esteriormente, riservandosi poi, se occorre, di «pensarci su».

Se limitiamo a questa osservazione puramente superficiale, ma non senza valore, la Nostra domanda sulla vita presente della Chiesa, Noi possiamo richiamare la vostra attenzione sopra un gruppo di manifestazioni pubbliche, celebrate nel campo cattolico, che meritano d’essere ricordate e considerate come sintomi positivi della vitalità ecclesiastica.

Possiamo vedere in queste manifestazioni, non già la ricerca della pompa esteriore, del «trionfalismo», come talora le accusa una critica mordente e ingiustificata (anche al Signore fu mosso una volta tale rimprovero! - cfr. Luc. 19, 40), ma i segni di un’attività collettiva ed armonica, molto rispondente all’indole della Chiesa e anche molto conforme agli usi moderni; e insieme possiamo notare l’indizio d’una direzione comunitaria verso qualche punto della dottrina cattolica, o della formazione cattolica.

Queste manifestazioni sono moltissime, per numero e per varietà. Denotano appunto che la Chiesa è viva, e che dal suo centro, questa Sede Apostolica, viene ad esse il riconoscimento d’autenticità, l’impulso, l’inserzione nella sapienza e nella carità della Chiesa, l’implorazione dell’assistenza divina, e spesso la traccia ideale, che le sostiene e le guida.

UN PROGRAMMA DI MOLTEPLICI RIGOGLIOSE INIZIATIVE

Accenniamo, a titolo d’esempio, ad alcune fra le più recenti e fra le più importanti.

I Congressi Eucaristici: citiamo, per tutti, quello nazionale francese di Bordeaux, dal titolo: «L’Eucharistie, clarté du monde nouveau» (12-14 aprile 1966).

Le Settimane Sociali: del Cile, sulla proprietà privata (Valparaiso, gennaio 1966); della Spagna, sulle esigenze sociali d’una politica dei redditi e dei salari (Zaragoza, marzo 1966); della Francia, sull’opinione pubblica (Nizza, luglio 1966); dell’Italia, sullo sviluppo economico e l’ordine sociale (avrà luogo a Salerno, dal 24 al 29 settembre). Va aggiunto con speciale menzione il Katholikentag di Bamberga, dal titolo «Sulla Tua parola», tenutosi nello scorso luglio. Sarà certamente importante la riunione a Roma, in settembre, dei più rinomati Maestri di Teologia cattolica.

Abbiamo i Congressi Nazionali della Dottrina cristiana, a Pittsburgh, negli Stati Uniti; delle Missioni cattoliche, nel Messico, entrambi nel prossimo mese; degli Editori cattolici italiani ad Alghero in Sardegna sul tema «Il libro per l’uomo»; dell’Apostolato del mare, a Porto Ferraio (settembre 1966). E con questi il Congresso mondiale di Pax Romana (Lyon, luglio 1966); internazionale per la Musica sacra, che si tiene in questi giorni a Chicago; quello internazionale sulla Filosofia scolastica nel settimo centenario della nascita di Duns Scoto in Inghilterra e nella Scozia (settembre 1966); quello internazionale delle Infermiere cattoliche (Brighton, luglio 1966).

Poi le «Settimane»: di Pastorale Liturgica, la prossima settimana a Pavia; di aggiornamento pastorale per il Clero (Roma, 5-9 settembre); della Pro Civitate Christiana (in questi giorni, ad Assisi); i vari Corsi di Cultura, promossi dall’Università Cattolica, alla Mendola e a Milano; e così via.

Magnifica la celebrazione del 75° dell’Enciclica Rerum novarum a Bruxelles (giugno 1966). Ed altre.

PROPOSITI SERI UMILI E FORTI

Pellegrinaggi, convegni, commemorazioni, Capitoli generali, «giornate», assemblee (come quella delle Organizzazioni Internazionali cattoliche, a Londra, nello scorso luglio), quante altre manifestazioni potremmo ancora elencare, e da tutte potremmo dedurre la prova consolante del fervore che anima la Chiesa, specialmente in quest’ora post-conciliare; dappertutto propositi seri, propositi nuovi, propositi forti ed umili, che la fede ispira, la grazia feconda, la gerarchia guida a buon fine.

Certamente non sempre e non tutto quello che si muove è per ciò stesso sano ed encomiabile; anche nel campo, che si qualifica cattolico, vi possono essere tentativi di movimenti o di manifestazioni, i quali perseguono metodi e scopi, che la gerarchia responsabile non può convalidare; e questi non sono certo testimonianze della buona e positiva vitalità della Chiesa, ma piuttosto fenomeni di dispersione di forze, alla fine non costruttive, nonostante le intenzioni, donde scaturirono, alle volte nobili e generose.

Ma ringraziamo il Signore, che fra tante avversità pone davanti a noi lo spettacolo d’una stupenda e promettente vitalità della Chiesa. Lo conoscete voi, questo spettacolo? Cercate voi di capirne il significato, a cui ci richiama, di «regno di Dio»? Anzi: siete, più che spettatori passivi, anche voi, in qualche modo partecipanti attivi? È ciò che vi esorta a pensare e a fare la Nostra Benedizione Apostolica.

                                                 

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