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PAOLO VI UDIENZA GENERALE Mercoledì, 4 marzo 1970
Ricerca dei principi fondamentali del nostro essere Diletti Figli e Figlie! Il periodo quaresimale, nel quale ci troviamo, e possiamo allargare la nostra
prospettiva dicendo: il periodo postconciliare, nel quale parimente ci troviamo,
ci propongono una revisione del nostro modo di vivere, la quale pone molte e non
facili questioni alla nostra coscienza. La riforma promossa dalla Chiesa in
questo nostro tempo, il così detto «aggiornamento», non riguarda soltanto le
«strutture», le modalità esteriori della organizzazione ecclesiale, come si è
soliti a pensare, riguarda la nostra vita personale, riguarda la linea ideale
che dobbiamo imprimere alla nostra condotta, riguarda i criteri direttivi del
nostro senso morale. DISCIPLINA MORALE Tante domande, che ciascuno deve porre a se stesso, e che: anche se
nascondono problemi speculativi delicatissimi e difficilissimi, trovano in
pratica facile risposta, specialmente per noi che abbiamo un Maestro di vita,
quale è Cristo, il Quale, appunto nel suo Vangelo, c’insegna con la parola e con
l’esempio come dobbiamo vivere, e con il sussidio interiore del suo Spirito, la
grazia, e quello esteriore della sua comunità, la Chiesa, ci rende possibile
compiere ciò che Egli ci prescrive. LEGGE NATURALE Ma nessuno si spaventi. Perché la perfezione alla quale siamo chiamati dalla nostra elezione cristiana non complica e non aggrava la vita, anche se ci domanderà l’osservanza di molte norme pratiche, atte piuttosto ad aiutare che non a rendere più difficile la nostra fedeltà. La perfezione cristiana esige innanzi tutto da noi la ricerca dei principi fondamentali del nostro essere umano. Il nostro dovere cerca di adeguarsi al nostro essere. Dobbiamo essere ciò che siamo. È questo il criterio della legge naturale, sulla quale oggi tanto si discute, ma che la semplice ragione rivendica nelle sue esigenze fondamentali, risultanti dalla vita stessa, interpretate dal buon senso, dalla ragione comune (Cfr. Gaudium et spes, 36). È la legge che portiamo in noi stessi, in quanto uomini: non scripta, sed nata lex (CICERONE); la legge che San Paolo riconosce anche nei popoli ai quali non fu annunciata la legge mosaica (Cfr. Rom. 2, 14), e che il Vangelo ha assorbito, convalidato e perfezionato (Cfr. B. SCHÜLLER, La théologie morale, etc. in Nouv. Revue Théol., mai 1966, p. 449 ss.). Del resto, tutti abbiamo sufficiente cognizione di questa legge, che troviamo enunciata nei suoi massimi precetti nel Decalogo. E l’ossequio a questa legge ci fa uomini e cristiani. Ci difende dall’accusa, che spesso la letteratura fa alle persone devote, d’essere cioè scrupolose nell’osservanza di regole pie e minuziose, e di non esserlo altrettanto nell’intransigente fedeltà alle norme basilari dell’onestà umana, come la sincerità, il rispetto alla vita o alla parola data, la correttezza amministrativa, la coerenza del costume con la professione cristiana, e così via. È questa rettitudine che conferisce interiormente e socialmente dignità all’uomo; è questa coerenza fra il pensiero e la vita che costruisce un metro comune di moralità fra il fedele ed il non cristiano; è questa professione di giustizia razionale, che sostiene il sistema legislativo della società civile, e che offre motivo di progresso alla giustizia sociale. Anche le ribelli contestazioni dei nostri giorni si appellano, in fondo, alla necessità di una razionalità normativa più progredita e più conforme ai nuovi bisogni d’una società in evoluzione. Nello smarrimento odierno della nozione di bene e di male, di lecito ed illecito, di giusto e d’ingiusto, e nella demoralizzante diffusione della delinquenza e del mal costume, noi faremo bene a conservare e ad approfondire questo senso della legge naturale, cioè della giustizia, dell’onestà, del bene, quale la retta ragione non cessa d’ispirare nell’interno della coscienza. UNA VITA NUOVA Ma non ci potremo fermare qui. Il Movimento dei Focolari Siamo lieti di accogliere con un particolare benvenuto il gruppo dei
sacerdoti, aderenti al Movimento dei Focolari, venuti da varie Nazioni europee
per frequentare un corso di formazione presso il Centro Mariapoli di Rocca di
Papa. Delegazione di Carmelitani Scalzi Siamo ora debitori di un particolare saluto al venerato Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi, e ai Segretari Provinciali delle Missioni di quella Famiglia religiosa, i quali stanno studiando, qui a Roma, come dare pratica applicazione ai Decreti Conciliari e alle successive Istruzioni, affinché l’Ordine incrementi sempre di più il suo spirito missionario. Lo scopo del vostro Congresso, diletti figli, si inquadra in quel nobile sforzo di rinnovamento, che il Concilio Vaticano II ha suscitato nella Chiesa, come una grande fiamma di luce e di fervore. Ci fa tanto piacere vedere come lo spirito ardentemente missionario di Santa Teresa d’Avila e di San Giovanni della Croce, di cui siete i figli spirituali, trovi in voi rispondenze tanto generose, e così consone con le odierne esigenze di adeguamento all’accresciuto respiro dell’azione apostolica nel mondo. Sappiate che codesta vostra testimonianza di amore a Cristo e alla Chiesa tanto ci conforta e ci allieta: ditelo ai vostri confratelli, che sanno così bene unire alla contemplazione delle cose celesti e all’ascesa del Monte santo di Dio l’ansia inesausta per la salvezza delle anime; ripetete loro, tornando alle vostre Province, che il Papa li ama, li incoraggia, li benedice con grandissimo affetto. Capitolo Generale delle «Figlie della Misericordia» Ci è grato, inoltre, rivolgere il Nostro affettuoso saluto alle religiose
dell’Istituto « Figlie della Misericordia del Terzo Ordine Francescano », che
hanno concluso da poco il loro Capitolo Generale Straordinario. Istituto «Fratelli del Sacro Cuore» Nous avons la joie d’accueillir ce matin les religieux capitulants de l’Institut
des Frères du Sacré-Cceur. A travers vous, chers Fils, c’est à tous les membres
de votre méritante congrégation que nous nous adressons. Istruttori nella Compagnia di Gesù We cannot fail to extend a special word of greeting to the Select group of
the Society of Jesus present here today. Together with the Assistants General
and the Regional Assistants we greet the Masters of Tertians who have come from
all over the world to study questions relative to the Third Year of spiritual
formation of the priests of the Society. The great service which the Church has
received over the centuries from this illustrious company is well known to all.
Can it not be considered that a great part of that zeal and effectiveness is due
to the personal holiness fostered in the Society’s members by the institution of
tertianship so wisely provided by Saint Ignatius?
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