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PAOLO VI UDIENZA GENERALE Mercoledì, 17 giugno 1970
L'idea di servizio nella Chiesa forza rigeneratrice del dovere Nella nostra ricerca delle idee principali del Concilio, ricorrenti nelle
dottrine dei suoi documenti, e informatrici dello stile ecclesiale, che tutto lo
penetra, una troviamo, sulla quale non possiamo non fermare la nostra
attenzione; ed è l’idea di servizio. POTESTÀ E MINISTERO Questo insegnamento del Signore è stato espressamente e intenzionalmente assunto dal Concilio, e riferito in modo esplicito e diretto all’autorità che governa il Popolo di Dio, riprendendo un tema che pervade tutta la tradizione ecclesiastica, e che identifica la potestà col ministero (Cfr. CONGAR, Pour une Eglise servante et pauvre, p. 15 e n. 2). Sant’Agostino ci offre al riguardo le formole più incisive, e con lui San Gregorio Magno (Cfr. ID., L’Episcopat et l’Eglise universelle, p. 26 ss.; 101-132). E ministero vuol dire servizio, servizio per amore, per altrui utilità, con sacrificio di sé. L’affermazione del Concilio su questo punto (Cfr. Lumen gentium, 32) è molto importante ed è destinata a rettificare e ad autenticare l’esercizio dell’autorità nella Chiesa, a riportarne le forme alle sue genuine espressioni pastorali, a rivelare il titolo fondamentale della potestà gerarchica nella Chiesa, l’amore, a rivendicarne, nell’umiltà e nella dedizione, la dignità e la necessità. È un’affermazione che, prima d’ogni altro, riguarda l’ufficio a noi commesso nella Chiesa universale; e noi preghiamo Cristo Signore, come ci raccomandiamo alla pietà dei nostri fratelli e dei nostri figli, per potervi dare fedele ed esemplare osservanza, quale si conviene a chi fa proprio il titolo di «servo dei servi di Dio». Questo tema del servizio come ragion d’essere dell’autorità nella Chiesa si presta a molte considerazioni, sia per chi vuole rintracciare nelle pagine del Nuovo Testamento l’eco alla parola magistrale di Gesù; ovvero per chi lo cerca nella documentazione patristica, o teologica (Cfr. ad es. Summ. Theol., II-II, 88, 12); oppure per chi rintraccia nella lunga storia della Chiesa la congiunzione della potestà pastorale con l’autorità civile con le relative complicazioni e alterazioni del concetto evangelico dell’ufficio gerarchico; o anche, come oggi si sta facendo, per chi va cercando le forme e lo stile con cui la Chiesa deve esercitare la sua autorità gerarchica: l’idea del servizio rimane il parametro di confronto e di perfezionamento canonico del potere conferito da Cristo ai suoi Apostoli e ai loro successori per la guida del Popolo di Dio. L'AUTORITÀ DELLA GERARCHIA Ma Noi qui ci limitiamo ad alcune rapide e semplici osservazioni. Il fatto
che Gesù Cristo ha voluto che la sua Chiesa fosse governata in spirito di
servizio non vuol dire che la Chiesa non debba avere una potestà di governo
gerarchico: le chiavi conferite a Pietro dicono qualche cosa, dicono assai; come
la parola di Gesù che trasferisce agli Apostoli la sua divina autorità, quasi
identificandosi con loro: «Chi ascolta voi, ascolta me; e chi disprezza voi,
disprezza me» (Luc. 10, 16), c’insegna di quale potere, pastorale sempre,
e destinato al bene della Chiesa, ma forte ed efficace, siano rivestiti coloro
che rappresentano Cristo, non per elezione dalla base, o per incarico della
comunità, ma per trasmissione apostolica, mediante il sacramento dell’ordine
sacro; e ci spiega come l’apostolo Paolo, il quale aveva ben chiara coscienza
d’essere al servizio di tutti: debitor sum (Rom. 1, 14), non tema
di minacciare i Corinti riottosi di ritornare da loro, se occorresse, in
virga (1 Cor. 4, 21), col bastone del castigo; ed anche di tradere
. . . Satanae, cioè di scomunicare, di consegnare a Satana l’incestuoso
infelice. DUPLICE COMPITO ECCLESIALE E questo vale per ogni singolo fedele, ma ancor più per tutto il corpo
ecclesiale; la Chiesa intera è al servizio dell’umanità; è questa l’idea
centrale, della Costituzione pastorale
Gaudium et spes (Cfr. Gaudium et spes, 3, 11, 42, 89, etc.). È
fuori dubbio che, se la Chiesa sarà imbevuta di questa coscienza del servizio di
salvezza, ch’essa deve al mondo, essa sarà più premurosa e gelosa d’essere
unita, d’essere santa, d’essere disinteressata, d’essere missionaria, d’essere
comprensiva dei bisogni del nostro tempo; e diventerà più sollecita nella
fedeltà al duplice compito che, a tal fine, le è assegnato: mantenere intatta la
fede, cioè il patrimonio di verità e di grazia, che Cristo le consegnò; e
rendersi progressivamente capace di comunicare agli uomini il suo messaggio ed
il suo carisma di salvezza. Così che l’idea di servizio, lungi dall’incombere
sulla Chiesa come un peso opprimente e paralizzante, l’abilita a rinnovarsi
nella sua autentica vocazione interiore e ad effondersi in apostolato sempre
nuovo, sempre geniale, sempre generoso. È la forza rigeneratrice del dovere; è
l’energia espansiva dell’amore. La «Mariapoli» di Rocca di Papa Con vivo piacere accogliamo stamane anche un gruppo di cristiani separati,
provenienti da vari Paesi d’Europa e del Libano, attualmente ospiti del « Centro
Mariapoli » di Rocca di Papa per una settimana di incontri col Centro del
Movimento dei Focolari. Salutiamo affettuosamente questi nostri fratelli, e
cogliamo l’occasione per attestare loro la nostra simpatia e la nostra stima. We are very happy to extend a special greeting to our Anglican brethren from England and Australia. We welcome you most cordially and hope that your visit in Rome is a pleasant one. We wish to make our own the greeting of Saint Paul: “The grate of our Lord Jesus Christ be with your spirit, brethren” (Gal. 6: 18). Ein Wort herzlicher Begrüssung richten Wir noch an die ökumenische Gruppe von Studenten der Universität Oslo. Sehr geehrte Herren! Die katholischen und evangelischen Christen begegnen sich in ihrem gemeinsamen Glauben an den Gottmenschen Jesus Christus. Mögen Sie durch Ihre Studien als Historiker in diesem Glauben stets wachsen und in einem wahrhaft christlichen Leben ihn immer fruchtbarer werden lassen!
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