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PAOLO VI

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 11 agosto 1971

 

Corresponsabilità del laicato nella missione della Chiesa

Un'altra parola, fra quelle più ripetute e cariche di significato rivelatore e innovatore del volto della Chiesa, risuona a noi dal Concilio, ed è quella sul Laicato. Salutiamo questa parola come un termine fondamentale della costituzione della Chiesa, come una definizione che tutti ci riguarda, come un programma che fa parte della missione apostolica della Chiesa stessa. Se ne è tanto parlato in questi ultimi anni, prima e dopo il Concilio, che sembra superfluo sceglierla come tema di nuovo discorso. Ma non è vano dedicarvi un istante di riflessione per quanto a Noi preme: fare cioè degli insegnamenti originali e caratteristici del Concilio concetti operanti nella nostra coscienza ecclesiale.

ESPLICITI RIFERIMENTI

Il termine «laico» non è originale nella nomenclatura nostra, perché era studiato e adoperato anche prima del Concilio nel significato medesimo che il Concilio fece proprio. Ecco, ad esempio, come già nel 1946, si esprimeva il Nostro grande e venerato Predecessore: «Essi, specialmente essi (i Laici) devono avere sempre più chiara consapevolezza non solo d’appartenere alla Chiesa, ma d’essere la Chiesa, vale a dire la comunità dei fedeli sulla terra, sotto la condotta del Capo comune, il Papa, e dei Vescovi in comunione con lui. Essi sono la Chiesa» (AAS, 1946, p. 149; Y. CONGAR, Jalons pour une Théologie du Laïcat, Unam Sanctam, Paris 1953). Ma caratteristico, sì, perché il Concilio Vaticano secondo dedica ai Laici lunghe trattazioni, e spesso vi fa esplicito riferimento. Basti ricordare come la Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium, riserva ai Laici tutto il capitolo quarto, e come un Decreto speciale sia tutto riservato all’apostolato dei Laici: Apostolicam actuositatem. Non si può avere un’idea adeguata, anche se sommaria sulle dottrine del Concilio, senza assegnarvi un posto speciale sul Laicato.

Ma facciamo attenzione al significato polivalente della parola «laico». L’etimologia ci porta a identificarla con quella di «popolare»; «laos», in greco, significa popolo. Perciò, per noi, laico è colui che appartiene al Popolo di Dio; espressione questa esaltata dal Concilio quasi a farne l’equivalente storico, sociale, spirituale della Chiesa, da integrarsi con quelle altre espressioni che ne tentano la definizione, specialmente con quella vertice di «Corpo mistico» di Cristo. Laico per la Chiesa, è colui che vi è inserito come membro vivo ed operante, mediante i sacramenti dell’iniziazione cristiana, primo fra essi il battesimo. Un aspetto negativo limita la fisionomia ecclesiale del Laico, perché questi non è qualificato dall’ordinazione sacramentale, che fa del cristiano, cioè del Laico, un ministro insignito di particolare potestà, diaconale o sacerdotale, ovvero dall’appartenenza ufficiale allo stato religioso: il Laico non è un prete, il laico non è un religioso. E tanto bastò perché il termine laico assumesse nel linguaggio comune il significato di profano (ricordiamo il verso oraziano: odi profanum vulgus et arceo), anzi di secolare e poi di areligioso o peggio, come oggi si dice, di laicista, e sovente di antireligioso e anticlericale.

LE NORME DELLA «LUMEN GENTIUM»

Ma noi stiamo al significato riconosciuto nella nostra famiglia ecclesiale per ricordare come laico per noi vuol dire ciò che ognuno di noi è, un cittadino del Popolo di Dio, un membro della Chiesa, un fedele, un cristiano. E procuriamo di avere caro questo titolo per la duplice dignità con cui il Concilio lo esalta. Possiamo semplificare concettualmente: la dignità del suo essere e la dignità della sua missione; vale a dire dei suoi diritti e dei suoi doveri. Possiamo rintracciare la carta dei diritti del Laico cattolico nel primo documento citato, la Lumen Gentium e trovare ampiamente illustrati i doveri suoi nel Decreto pure citato sull’attività dei Laici, che assurge alla qualifica e alla funzione di apostolato.

Quante cose da dire, da studiare, da fare ci sono insegnate in queste pagine bellissime e memorabili. A tutti rivolgiamo l’esortazione di meglio conoscerle. Si vedrà come la struttura del Laicato nella Chiesa abbia le sue radici nella compagine interiore, sacramentale della Chiesa stessa; si vedrà come il Laicato, scaturito dal battesimo, corroborato dalla cresima, alimentato dall’Eucaristia, formi la base d’eguaglianza per tutti quanti hanno la fortuna di essere membra della Chiesa; tutti siamo eguali, siamo fratelli (Matth. 23, 8), siamo animati dallo stesso Spirito vivificante e santificante (1 Cor. 12, 4 ss.), e si vedrà come l’unità sia il principio e il termine della vita della Chiesa, la sua esigenza vitale, quella stessa che genera e giustifica la pluralità delle funzioni operative e gerarchiche del medesimo corpo ecclesiastico; così che esso sarà un popolo sacerdotale (Cfr. Apoc. 1, 6; 1 Petr. 2, 4-10), dedicato cioè al culto divino e alla santificazione propria e del mondo, formato e governato da un Sacerdozio più pienamente partecipante a quello di Cristo, e dotato di proprie facoltà sovrumane e specifiche per il ministero dei fratelli (Cfr. Lumen gentium, 10, 34). La compagine mistica e visibile della Chiesa apparirà più evidente nel suo carattere unitario e comunitario, e al tempo stesso organico e gerarchico; carismatico e istituzionale insieme. È questo un punto che oggi merita attenta considerazione.

LA FORMULA CLASSICA DELL'AZIONE CATTOLICA

E dell’apostolato dei Laici che cosa diremo? vocazione esso è, libero perciò ma moralmente doveroso. Una delle verità affermate con maggiore energia è questa: la partecipazione alla missione della Chiesa è aperta a tutti i cristiani suoi figli; aperta, ma obbligante. Perché non deve esistere un membro inerte e passivo nel Corpo mistico di Cristo; tutti ed ognuno devono collaborare, in diversa forma e misura, ma con comune corresponsabilità all’opera apostolica della Chiesa. Se ne è parlato tanto; ma davanti all’indifferenza di molti cattolici, alla diffidenza anzi che troppi oggi dimostrano per le forme associative, per il proselitismo, per l’ansia di comunicare agli altri la fede e la carità della Chiesa, c’è quasi da chiedersi se l’apostolato attivo, organizzato, comunitario sia in fase di progresso, ovvero di stasi e di dissolvimento.

Per fortuna molti sono i modi, in cui questa vitalità della fede e della carità, che oggi chiamiamo apostolato, si manifesta; e ciò lascia bene sperare e merita comprensione e sostegno. Rimane tuttavia formula classica quella che stabilisce rapporti stretti ed organici fra l’attività apostolica dei Laici e la Gerarchia ecclesiastica, e che ancora si chiama, quasi per antonomasia, Azione Cattolica; e che Noi non cessiamo di raccomandare al Clero, affinché la favorisca e la assista; ai Laici più coraggiosi e più generosi, affinché vi sappiano infondere la loro intuizione dei bisogni dei tempi, la ricchezza delle loro energie, la comunione totale con la Chiesa di Dio (Cfr. Apostolicam actuositatem, 1, 20).

Ai Laici tutti, a cui non torni ostica o straniera questa Nostra parola; e a voi tutti qui presenti la Nostra affettuosa Benedizione Apostolica.


I corsi estivi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Anche quest'anno abbiamo il piacere di rinnovare un incontro, A ormai tradizionale: quello con i professori e gli alunni sia dei corsi estivi internazionali di lingua e cultura italiana, sia dei Classical Medieval Renaissance Studies in English, organizzati dall’Università Cattolica del S. Cuore, presso la Facoltà di Medicina in Roma: ci procura grande consolazione trovarci tra di voi, diletti giovani di ogni parte del mondo, che venite a perfezionare la vostra conoscenza dell’Italia e della sua storia civile e letteraria, accomunati dall’ammirazione e dall’amore per le grandi lezioni che Roma classica e cristiana sa dare alle anime pensose del bene, della verità e della bellezza. Noi siamo certi che queste voci, che salgono a voi dai secoli, e che voi, guidati dagli esperti insegnanti, sapete cogliere dalle testimonianze umane e cristiane con cui venite a contatto, vi trovano disposti ad aprirvi per apprenderle, per approfondirle, per assimilarle, e per tradurle poi nella vostra sensibilità affinché continuino a vivere nella specifica temperie spirituale, propria delle vostre culture e civiltà. È un incontro, il vostro, ricco di fermenti: non solo sul piano culturale, ma anche e soprattutto, su quello personale - nella esperienza di vita fraterna, di comprensione reciproca, di affinamento e di arricchimento interiore, che vi viene offerto nell’ambito dei Corsi presso l’Università Cattolica. Sappiatene profittare: con l’acuta perspicacia dei vostri giovani anni, andate in cerca dei valori veri, che non tramontano con le mode effimere, ma nel segno dell’umanesimo, illuminato dalla grandezza che gli viene da Dio, perseguite nella ricerca di ciò che vi dà il possesso della vera, duratura sintesi tra il pensiero e l’azione, tra lo studio e la vita, tra l’otium - nel senso romano - della cultura e l’impegno dell’azione, a cui chiama oggi l’umanità stanca e oppressa. Vi seguiamo con grande simpatia e su tutti invochiamo le copiose benedizioni del Signore.

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Porgiamo il Nostro saluto al gruppo di insegnanti ed allieve dell’Istituto internazionale di Scienze dell’Educazione, con sede qui a Castelgandolfo. Sappiamo che questo vostro Istituto è frequentato da studentesse di ogni parte del mondo, che desiderano perfezionare la loro preparazione nella scienza pedagogica. Vi porgiamo il Nostro vivo compiacimento per il senso di responsabilità che dimostrate, nel volere - a contatto con persone di varia provenienza e di diversa pratica educativa - porre le basi del vostro domani con un’esperienza valida, destinata ad arricchirvi molto, nella mente e nell’anima. Voi attendete all’acquisizione delle scienze, quella di formare gli animi alla conoscenza della verità. Vi è necessaria grande apertura di spirito, studio volonteroso, conoscenza aggiornata dei metodi pedagogici, capacità di sintesi, secondo le indicazioni che il Concilio Vaticano II ha dato sia sul compito dell’educazione cristiana (Gravissimum educationis), sia sulla necessità di una cultura unificatrice, illuminata dalla luce del Verbo (Gaudium et Spes, 53-42).

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Lo que aprendéis en estos cursos os será de gran utilidad para la tarea que estáis llamadas a desarrollar, corno mujeres, no solamente en centros educativos, sino también en la familia y en la comunidad eclesial: ahí podéis encontrar la razón de Nuestra estima y de Nuestra benevolencia. Os formulamos, por tanto, los mejores votos para que saquéis el mayor provecho de vuestra permanencia en estas colinas de Albano; y os acompañamos con Nuestra particular Bendición Apostólica, que extendemos a cuantos se dedican a vuestra formación integral.

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Parmi tant de pèlerins qui se pressent à tette audience de Castelgandolfo, Nous sommes heureux de saluer tout particulièrement les étudiants universitaires africains guidés par le Père Georges- Xavier Everard de Harzir, directeur du Centre d’assistance culturelle aux étudiants africains. Vous savez que demain s’ouvre à Accra un Symposium sur l’apostolat des laïcs, avec une importante participation d’Africains venus de tout le continent. C’est vraiment un avenir plein de promesses qui s’ouvre pour la foi en tette terre fécondée par l’apostolat des missionnaires et le sang des martyrs. De tette foi, vous êtes venus à Rome chercher l’enracinement historique, auprès du tombeau des saints apôtres Pierre et Paul. Que ces géants de la foi soient vos modèles et vos inspirateurs: en le leur demandant dans la prière, de grand coeur Nous vous donnons Notre paternelle Bénédiction Apostolique.

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Our special greetings go to the students from Nanzan University in Japan. We appreciate your visit and recall that of your colleagues in the past. We feel that We are friends of all of you and are most happy to welcome you this morning.

We are happy to offer a special word to the members of the Men’s Sodality of Our Blessed Lady from Dublin and their families, who have come to Rome on the occasion of the centenary of their association. We are grateful for your visit and We pray that the Blessed Virgin may ever guide you along the path of holiness. We ask you to take our greeting also to those members who have not been able to come on this pilgrimage. Upon you all We invoke the abundance of God’s grace.

With Our Apostolic Blessing.

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Aunque no podáis escuchar directamente nuestra voz, deseamos dirigiros un especial saludo, amadísimos sordomudos que hoy habéis querido visitarnos, y estamos seguro de que en vuestro espíritu comprendereís perfectamente Nuestros vivos sentimientos de paternal afecto, junto con Nuestros fervientes votos para que la gracia y la alegría del Señor moren siempre en vuestros corazones.

                               

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