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PAOLO VI
UNIVERSALITA' DELLA CULTURA CATTOLICA
PERENNE RICONOSCENZA DELLA F.U.C.I. ALL'INDIMENTICABILE VENERATO MAESTRO
Lunedì, 2 settembre 1963
La giovinezza universitaria cattolica d'Italia, "che
s'inginocchia e crede . . . con umiltà di fede", corona nel modo
più alto e promettente, dinanzi al Vicario di Gesù Cristo,
il suo XXXVII congresso nazionale, svoltosi a Padova.
La memorabile udienza avviene nell'Aula della Benedizione in
Vaticano dove il Santo Padre Paolo VI - giunto appositamente da Castel
Gandolfo - fa ingresso alle ore 18 di lunedì 2 settembre 1963.
Ogni cuore nota il gesto di squisita bontà dell'antico
Assistente generale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana e
ne prende motivo sia per rievocare quegli anni di ardue difficoltà,
ma pur di generose conquiste e di fioriture stupende, in questo ramo, così
importante e vitale, dell'Azione Cattolica, per affinare energie e
moltiplicare intenti nell'attività da svolgere, in questo momento,
ad onore della Chiesa di Dio per il bene incomparabile della Nazione
cristiana.
Sono presenti numerosi Arcivescovi e Vescovi, con la rappresentanza
dell'Azione Cattolica Italiana.
Al completo la Presidenza Centrale della F.U.C.I.: l'Assistente
Ecclesiastico Monsignor Franco Costa, Vescovo di Crema, i vice Assistenti
Monsignori Zama e Ferrari Toniolo, i Presidenti Dott. Italo del Curtis, e
Dott. Adriana Foti e componenti il Consiglio superiore.
Ardente di gratitudine e pegno di vivo apostolato è
l'indirizzo d'omaggio letto da Monsignor Costa.
Questa udienza crea a Noi e, pensiamo, crea a voi una difficoltà,
non tanto protocollare, quanto psicologica; quella di trovare
l'atteggiamento dell'animo corrispondente alla natura e agli scopi di
questo incontro.
La FUCI s'incontra col Papa: una FUCI, che non è più
quella di ieri, cioè di oltre trent'anni fa; perché un così
lungo periodo di tempo ne ha cambiate e rinnovate le file più
volte; e gli Studenti del Cile che oggi la compongono sono diversi nelle
persone non solo, ma anche nelle peculiarità morali e sentimentali
che caratterizzano la presente generazione studentesca a differenza di
quelle che la precedettero altro è il suo modo di sentire e di
esprimersi, altri i problemi. E una FUCI che non conosce questo suo antico
Assistente Ecclesiastico, il quale le è rimasto estraneo, da quando
l'ha lasciata, e non ha più voluto interferire nello svolgimento
della sua attività e nel processo della sua evoluzione culturale e
organizzativa. Per di più, chi Lo ricordasse in mezzo agli Studenti
di quel tempo, come Lo fanno vedere certe sbiadite e divertenti
fotografie, avrebbe qualche difficoltà a riconoscerLo ora, anche se
in non troppo mutate sembianze, negli abiti pontificali, che Lo rivestono.
Così Noi non abbiamo di voi diretta e familiare conoscenza, nè
voi avete di Noi consueta e confidenziale notizia.
Eppure, Noi pensiamo, da una parte e dall'altra si avverte che
l'incontro è dovuto, è voluto; non può essere che
spiritualmente facile e pieno; ed ecco la difficoltà, a cui
accennavamo: quale l'atteggiamento, quale la forma, quale lo spirito?
INCONTRO DEL PAPA CON I NUOVI MILITANTI
Carissimi: un ricordo Ci sovviene propizio, quello di Pio XI, Nostro
grande Predecessore, il quale, quando ancora la FUCI era agli inizi del
secondo periodo della sua vita, quello di una attività ordinata e
sistematica, le fu così prodigo di bontà, di accoglienza, di
sostegno, da farsene paternamente e sapientemente educatore, e da
suscitare gradevole ammirazione in quelli stessi che avevano la fortuna di
assistere alle sue Udienze. Se un Pontefice, così pensoso e
maestoso, si compiacque ammettere alla sua scuola gli Studenti d'allora
associando l'altezza degli insegnamenti alla semplicità dei modi,
quanto più possiamo Noi stessi abbreviare le distanze di questo
incontro e risolvere la difficoltà, che dicevamo, nella semplicità
d'una analoga conversazione, la quale non darà a voi, come ai tempi
di Pio XI l'ebbrezza di salire al livello del maestro, ma darà a
Noi la soddisfazione di rimetterci al livello dei discepoli, degli
Studenti, e di risentirCi fra di loro amico e guida, come fossimo ancora
l'Assistente di quegli anni passati.
Vogliamo dire che il colloquio dev'essere schietto e facile, e che, se
tante cose sono da allora trascorse, e voi stessi siete nuovi a questo
dialogo, almeno una cosa non è cambiata, ed è il Nostro
cuore verso la carissima FUCI. E senza pretesa di dare alla Nostra parola
tono ufficiale e disegno completo la trarremo ora appunto dal cuore.
ELOGIO ALL'ASSISTENTE ECCLESIASTICO
Veramente non è soltanto questa la cosa rimasta di quel Nostro
lontano periodo, che non possiamo in questo momento dimenticare. E
rimasto, ad esempio, il vostro Assistente, a Noi succeduto ed a voi
tuttora conservato, l'ottimo e a Noi carissimo Monsignor Franco Costa, qui
presente, al quale Noi dobbiamo pubblicamente tributare la Nostra
riconoscenza per aver dato alla Federazione Universitaria Cattolica
Italiana i suoi anni di vita studentesca (Noi ricordiamo d'averlo
incontrato per la prima volta a Genova, quando egli, presidente di quella
associazione studentesca cattolica, era riuscito a far porre una lapide
commemorativa di Papa Benedetto XV, che fu alunno dell'Ateneo genovese,
sullo scalone di quella Università; e allo scoprimento della
lapide, vi pronunciava, ancora studente, un discorso a cui faceva eco la
parola del Rettore Magnifico). E poi, fatto Sacerdote, Don Costa dava al
movimento cattolico universitario in Italia trent'anni dì
ministero, che lo hanno reso guida, amico e fratello di innumerevoli
schiere di giovani studenti.
Questa prolungata, instancabile, coerente assistenza spirituale ha
assicurato alla FUCI altri elementi di continuità, che le hanno
conservato il volto originario, e la rendono ancor oggi conoscibile ed
apprezzabile anche a chi non ne ha potuto seguire le fasi di naturale
sviluppo e di opportuna trasformazione: è rimasto, accanto alle
persone dell'Assistente Ecclesiastico e dei suoi valorosi Colleghi, un
magnifico gruppo, una catena anzi di amicizie, vera società di
spiriti, che ha dato alla Nazione una rete modesta nel numero, ma eletta
nella qualità, di persone preparate e generose, temprate alla
scuola del pensiero cristiano, professanti una fede cattolica con
semplicità e con fierezza, liete di trarne principi ed impulsi da
trasfondere in operosità rinnovatrice a servizio della cultura e
della società. Siamo lieti di salutare qui presenti alcuni
eccellenti campioni ditale gruppo!
UNIVERSITÀ E VITA UNIVERSITARIA OGGI
Sarebbero qui da considerare le condizioni in cui la vostra FUCI viene
oggi operando, condizioni nuove e diverse da quelle di ieri, quali, ad
esempio, l'aumento quantitativo della popolazione universitaria, lo
sviluppo della scuola universitaria, il riflesso della vita democratica
odierna sull'Università. Ma questo è studio in cui ora non
vogliamo inoltrarCi. Ci basta notare piuttosto qualche carattere
permanente della Vostra presenza nella vita universitaria. E noteremo
semplicemente che si è venuto formando e sviluppando un vostro
metodo di partecipazione alla vita universitaria, desunto dalla sua stessa
natura di scuola, che solleva il sapere e lo studio alle loro ultime
istanze ed invita l'alunno a penetrare le ragioni fondamentali, le quali
giustificano la validità sia delle singole scienze, sia del
pensiero, che le Va esplorando e costruendo. Lo studente cattolico si
trova a questo riguardo in una condizione felicissima, che si potrebbe
quasi considerare privilegiata; perché dal patrimonio di verità,
che la sua fede religiosa gli affida, egli può subito estrarre quel
semplice e fecondissimo nucleo di presupposti filosofici che, volere o no,
costituiscono il fondamento della razionalità umana, e infondono
subito allo studio sicurezza, fiducia, organicità, capacità
speculativa e costruttiva, e mettono a disposizione un repertorio di
concetti e di espressioni, che facilita in partenza la formulazione d'un
linguaggio superiore umanistico e danno allo stesso linguaggio
scientifico la possibilità di chiare ed univoche definizioni. E
cotesto, ancor più che un metodo, un programma, quello di integrare
la specializzazione dello studio universitario in un quadro dottrinale,
che stabilisca qualche rapporto logico con i vari ed immensi campi dello
scibile umano, e conservi allo studio universitario l'aspirazione all'unità
del sapere, collocata non già nella visione immediata, parziale,
unilaterale, a cui ogni studioso d'una particolare disciplina è
tentato, ma al vertice delle ragioni supreme del sapere, che hanno virtù
di sintesi, perché si avvicinano alla Fonte della verità,
non più soltanto conosciuta, ma creatrice ed informatrice
dell'universo.
Programma superbo, che non potrà lo Studente svolgere da sé
ed esaurire nelle sue più alte pretese; ma programma meraviglioso e
provvidenziale, come può giudicare chiunque abbia nozione della
natura d'una scuola universitaria, e conosca quali siano le condizioni
reali delle Università del nostro tempo; programma che lo Studente
cattolico ha il merito di porre da sé e per sé, offrendo così
il più prezioso contributo che lo studio universitario e la sua
pedagogia possano desiderare, quello della collaborazione spontanea e
complementare alla scuola universitaria, quello dell'allenamento
speculativo, quello della fiducia nella logicità e nell'
obbiettività del pensiero, quello della tensione ideale, morale e
spirituale, di cui il giovane ha bisogno per vivere in bellezza gli anni
irrepetibili della stupenda primavera universitaria.
PROGRAMMA MERAVIGLIOSO E PROVVIDENZIALE
La vostra organizzazione, Noi lo sappiamo, con i suoi gruppi di studio,
con i suoi corsi di filosofia fondamentale e di religione studiata ed
amata nelle sue forme autentiche ed essenziali, con i suoi convegni e
congressi, con la sua assistenza a chi più fatica e più
studia, ha ormai acquisito e sviluppato il metodo e l'attuazione del
programma; ed anche se, in un terreno così difficile e così
largo com'è lo studio universitario, è sempre poco quanto si
è fatto, merita tuttavia la Nostra compiacenza ed il Nostro elogio
il fatto che voi avete conservato il disegno originario dell'attività
della FUCI, lo avete seguito con intelligenza e con perseveranza, e lo
avete arricchito di magnifici incrementi, che sono, al tempo stesso,
conquiste e promesse per la vita universitaria italiana.
CARATTERI DEL MOVIMENTO UNIVERSITARIO CATTOLICO
Diremo di più: avete mantenuto lo spirito del movimento.
Difficile a definirsi lo spirito vostro, ma facile a riconoscersi, almeno
in alcuni caratteri principali, che certamente formano tuttora oggetto
della vostra interiore riflessione e della vostra gelosa custodia.
Vorremmo riconoscere fra questi caratteri il primo, e cioè l'amore
all' Università.
Non sarà quest'amore vostra esclusiva prerogativa, no certo; ma
assumerà in voi una nobiltà ideale, da farlo apparire
talvolta quasi originale. L'amore all'Università innanzi tutto come
istituzione superiore e sacra, come "alma mater", a cui è
dovere e vanto rendere onore in ogni sua cosa: nella sua autorità,
nelle sue tradizioni, nei suoi edifici, nella sua dignità
costituzionale, la quale non può non essere rivestita di autonomia
interiore e di giusta libertà, sebbene ciò debba sempre
essere in quell'ordine morale e civile, che l'Università per prima
vuole rappresentare e promuovere. Non si è mai sentito che la FUCI,
in tanti anni di vita non sempre felice e tranquilla, sia venuta meno a
questo appassionato culto per l'Università, per chi ne regge le
sorti, per il suo onore, per la sua prosperità. E si è
invece dovuto ammettere che la vostra schiera studentesca è stata
sempre fedele alla legge intrinseca dell'Università, cioè
all'impegno di studio e di pensiero, ch'essa esige per essere quello che è;
fedele alla vocazione spirituale e culturale, ch'essa enuncia e coltiva,
nel dramma della problematica universitaria per la scelta e per
l'orientazione delle vie del pensiero; fedele al senso di gravità e
di responsabilità del sapere, a cui l'Università si sente
legata per la sua stessa funzione di organo superiore della cultura della
comunità sociale; fedele soprattutto a quella religiosità
cattolica che non altera, non soffoca, sì bene sveglia, presidia e
alimenta la ricerca della verità, come bene supremo a cui tende la
scuola; e, con tutto questo, fedele parimente alla gioconda e vivace
espressione delle energie giovanili, che la vita universitaria sa
suscitare.
ASCESA INTELLETTUALE ILLUMINATA DA DIO
Potrà sembrare che codesta concezione della vita universitaria
sia troppo intellettualistica, e non tenga conto delle tendenze moderne,
che oggi la caratterizzano, di più facile accesso da parte della
generazione giovanile del nostro tempo, incline a certo scetticismo verso
la validità del pensiero speculativo, e a certa preferenza per le
forme volontaristiche dello spirito, o per il decadentismo
esistenzialistico, diventato quasi maniera in certi cenacoli studenteschi;
modi questi derivati assai spesso da influssi esteriori all'Università,
talora dagli avvenimenti politici o dalla moda letteraria o mondana, non
già germinanti dalle genuine esigenze della scuola superiore.
Ma sappiamo, e ripetiamo volentieri, la vostra apologia all'indirizzo
intellettualistico che vi qualifica; non volere significare il vostro
intellettualismo un cerebralismo prezioso e astruso, che esige iniziati e
crea cenacoli chiusi e utopistici, ma semplicemente una serietà di
studio e di pensiero a cui ogni vero studente può aspirare; essere
piuttosto tale indirizzo reclamato ad un tempo dal genio intrinseco
dell'Università, nascente dall'attività dell'intelligenza e
dalla fiducia nella sua capacità conquistatrice, non che dal canone
fondamentale della spiritualità cattolica, che pone evangelicamente
alla sommità d'ogni cosa la luce del Verbo; costituire tale
indirizzo non solo lo stile mentale dello Studente universitario, ma lo
sforzo ascetico a cui è per vocazione votato, e da cui deve trarre
l'arte sua propria, quella di sapere studiare, quella di possedere le virtù
specifiche della vita intellettuale; non impedire tale indirizzo che i
principii speculativi del sapere, le verità connesse con la vita,
diventino nello Studente esperienze interiori vivissime, gli infondano
inoltre sentimenti forti e sani pronti ad effondersi nell'esercizio della
carità e della preghiera, non che emozioni talvolta tempestose e
sublimi, e si traducano in imperativi morali e sentimentali da esaltare in
lui la generosità delle azioni eroiche e la vibrazione lirica
dell'espressione artistica: ed infine presentare l'indirizzo stesso il
problema della cultura, nelle sue più varie istanze, alla
considerazione dello Studente universitario cattolico.
UN TIROCINIO INCOMPARABILE
Quest'ultima conseguenza della formazione intellettuale, che la FUCI
persegue, è cosa di grande importanza. Non è che la FUCI sia
sola a considerare questo problema; e nemmeno si dice che spetti ad essa
risolverlo. Ma spetta ad essa di avvertirlo, di averne coscienza, di
conoscerne i molteplici aspetti, di favorirne le soluzioni possibili.
Spetta alla FUCI, profittare a fondo, dicevamo, dello strumento più
qualificato della cultura organizzata scolasticamente, e cioè
dell'Università, palestra quant'altre mai idonea ad allenare uomini
alle professioni culturali.
Come pure, dicevamo, spetta alla FUCI educare i suoi soci all'uso retto
e proficuo del pensiero; e sarà parimente sua missione iniziare i
volenterosi alle prime manifestazioni della loro cultura, funzione questa
assai importante, tanto più degna di essere favorita, quanto meno
lo fosse dalle presenti condizioni del tirocinio universitario.
Voi sapete molto bene queste cose; ed a Noi non resta che incoraggiarci
a dare alla buona cultura, sia umanistica che scientifica, l'incremento
migliore che a voi sia consentito. Vorremmo piuttosto raccomandarvi d'aver
a cuore la cultura cattolica, in quanto tale. Voi potete, innanzitutto,
esplorarne i tesori: una delle deplorevoli lacune della cultura
contemporanea è l'ignoranza delle verità religiose,
specialmente nella loro formulazione autentica, nelle fonti, nel
patrimonio tradizionale del pensiero cattolico, nelle espressioni del
magistero ecclesiastico; questa lacuna può essere colmata dallo
studio della religione, reso prezioso elemento integrativo dello studio
universitario. Voi potete scoprire prima e rivelare poi la fecondità
del pensiero cattolico, cominciando dall'osservazione elementare che
l'enunciazione dogmatica delle sue dottrine fondamentali, lungi
dall'arrestare lo sviluppo dinamico ed originale della cultura, lo provoca
e lo favorisce, come è proprio delle verità armate di
sicurezza e orientate alla vita. Voi potete appunto dimostrare come la
cultura cattolica sia di natura sua rivolta a manifestazioni organiche in
tutto l'ambito umano; non è speculazione astratta, superflua ed
egoistica, ma è dottrina che esige, per un verso, di coordinarsi
alla vita morale di chi la possiede, e, per un altro verso, esige di
effondersi socialmente, superando il confine istintivo
dell'individualismo, dell'utilità economica, della timidezza,
dell'incapacità espressiva, per farsi dono ai fratelli, luce alla
società.
MISSIONE DELLA CULTURA CATTOLICA
Oggi, come non mai, la cultura cattolica ha bisogno di allievi e di
maestri, di studiosi e di scrittori, di artisti e di apostoli; e la FUCI
deve considerarsi chiamata a darle specialmente sotto questo riguardo, il
suo volenteroso contributo.
Del resto, siete voi stessi, cari Professori e Studenti, reduci dal
vostro Congresso di Padova, a confermare queste Nostre osservazioni, dal
momento che tema del Congresso medesimo è stato quello della "Cultura e unità europea", giustamente definito uno dei più
vivi del momento presente. La scelta stessa del tema indica come la vostra
attenzione per la cultura non vi distrae dalla realtà storica e
sociale, nella quale siete chiamati a vivere, ma piuttosto vi inserisce,
come studiosi e come cattolici, nel cuore della vita contemporanea, e ve
ne fa contemplare il panorama, non come inerti e preziosi spettatori, ma
come conoscitori e come partecipi della scena del mondo, chiamati con
qualche responsabilità ad esercitarvi la funzione che vi è
propria, di gente dotata d'un pensiero vitale, e pronta a darvi
testimonianza, diffusione ed efficienza.
Siamo infatti persuasi che la grande questione della unità
europea sia ormai un dovere risolverla positivamente, in misura ed in
forma che non spetta a noi suggerire, da parte delle società
nazionali che compongono il nostro continente, come pensiamo che sia
dovere di ogni cittadino dare in tal senso l'appoggio del suo giudizio e,
per quanto possibile, della sua opera.
FONDAMENTI PER LA UNITÀ EUROPEA
Come pure siamo persuasi che la soluzione della questione esiga, sì
una serie di ordinamenti unificatori su diversi piani: economico, tecnico,
militare e politico, ma reclami non meno la formazione d'una mentalità
unitaria, la diffusione di una cultura comune; senza di questa, l'unità
europea non si potrà veramente raggiungere; e, quando raggiunta per
certi determinati scopi, sarà una somma di addendi estranei gli uni
agli altri, se non forse reciprocamente contrastanti; fenomeno perciò
incompleto e fragile, quando non sia insincero e insidioso. Voi avete
messo in evidenza questo fondamentale aspetto dell'unificazione europea,
il bisogno cioè del processo effettivo e positivo di tale
unificazione d'essere alimentato da una cultura generale comunitaria e di
essere ad essa rivolto.
E abbiamo inoltre la convinzione che la fede cattolica possa essere un
coefficiente d'incomparabile valore per infondere vitalità
spirituale a quella cultura fondamentale unitaria, che dovrebbe costituire
animazione d'un' Europa socialmente e politicamente unificata.
Il cattolicesimo purtroppo non copre più che in parte l'area
europea, e nemmeno arriva oggi a tanto la cristianità; ma è
certo però che tutta l'Europa attinge dal patrimonio tradizionale
della religione di Cristo la superiorità del suo costume giuridico,
la nobiltà delle grandi idee del suo umanesimo, e la ricchezza dei
principii distintivi e vivificanti della sua civiltà. Quel giorno
che l'Europa ripudiasse questo suo fondamentale patrimonio ideologico
cesserebbe di essere se stessa. E' ancora vera la parola apparentemente
paradossale dello storico inglese Belloc che stabilisce un'equazione fra
la fede cattolica e l'Europa. Il Rosmini a suo tempo aveva detto già
qualche cosa di simile. E sarà certamente contributo positivo il
vostro, se saprete illustrarla, quella parola, nelle attività della
cultura e dei contatti internazionali, sempre usando i dovuti riguardi a
quanti non hanno la fortuna di condividere la vostra fede religiosa, e
saggiamente accogliendo l' altrui leale e positiva collaborazione.
SEMPRE COERENTI NELLA FIDUCIA PER L'AZIONE
Voi avrete così sperimentato, anche dal Congresso che volete
concludere con questa Udienza, quale importanza e quale attualità
rivesta il vostro movimento universitario, e come, ponendo davanti a sé
grandi prospettive e temi gravi, superiori alla sua pratica efficienza,
esso interpreti fedelmente lo spirito giovanile, lo spirito universitario,
e lo spirito cattolico.
Andate avanti con fiducia. State uniti e siate sempre coerenti con i
vostri principii e con le vostre tradizioni. Risoluti a fare del vostro
movimento una scuola alta, esigente, determinata di pensiero, di preghiera
e di vita, voi vi obbligate con ciò stesso a rivolgere le vostre
cure su gruppi scelti di Studenti intelligenti e volonterosi decisi a
superare i confini della mediocrità, della facilità,
dell'opportunismo, delle contingenze pratiche; e subirete forse così
le conseguenze della selezione qualitativa; ma procurate tuttavia di
occuparvi quanto meglio potete di tutti i vostri colleghi di studio, non
siate chiusi tra voi stessi e sequestrati dal campo culturale e sociale in
cui si svolge la vostra vita; ma siate comprensivi, accoglienti,
desiderosi di dare al vostro movimento anche il suffragio e la gioia del
numero, la capacità di accostare altre categorie sociali, quelle
lavoratrici e quelle professionali, in ispecie, e di tessere rapporti,
come va facendo "Pax Romana", con Studenti cattolici d'altri
Paesi.
E ripetiamo: andate avanti con fiducia. Non crediate che le esigenze
obbiettive della verità e la tutela, con cui la Chiesa presidia la
sua verità religiosa, abbiano ad inceppare la libertà dei
vostri studi e della vostra professione intellettuale. Conservate "la passione della fedeltà" alla Chiesa, che fu prerogativa
gloriosa della FUCI fin dai suoi primi passi; e conservate quale
patrimonio, che non è peso portare, ma riserva d'energia, l'esempio
dei migliori che dettero alla FUCI un volto vivo, moderno e cristiano,
come Mons. Giandomenico Pini, Pier Giorgio Frassati, Igino Righetti, Renzo
De Sanctis, Sergio Paronetto, Teresio Olivelli, Carlo Bianchi, Itala Mela,
Mons. Luigi Pelloux, Luigi Scremin, per citare solo alcuni di chi ci ha
preceduto nell'altra vita.
E sappiate che vi segue con l'affezione, con l'augurio, con la fiducia,
con la preghiera il vostro antico Assistente, che, dandovi ora la sua
Benedizione Apostolica, pegno di quella divina, molto, molto ancora
aspetta da voi.
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