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PAOLO VI

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 11 dicembre 1963

 

Diletti Figli e Figlie!

Questa udienza, pare a Noi, raccoglie gli echi spirituali del Concilio Ecumenico, che, una settimana fa, chiudeva qui solennemente la sua seconda sessione.

E l’eco principale qual è? È quello che ci porta la voce della Costituzione sulla Sacra Liturgia. Ne sentirete parlare ancora e molto. Intanto noi ascoltiamo la parola di questa grande assemblea dei Pastori della Chiesa cattolica, che ci dice: primo dovere, prima riforma, primo annuncio al mondo: bisogna pregare bene!

Avete mai sentito l’accusa fatta alla Chiesa cattolica di dare primaria importanza alle sue leggi canoniche, alla sua autorità visibile, alla sua organizzazione esteriore e terrena, in confronto della vita interiore e propriamente spirituale e religiosa? Se sì, ecco una bella risposta, che difende la Chiesa e dice la realtà della sua vita: l’autorità della Chiesa, nella sua più solenne espressione, ha dato, anche questa volta, l’importanza prima e superiore a tutte le altre manifestazioni possibili dell’organismo ecclesiastico, alla preghiera, cioè al colloquio con Dio, all’attività propriamente religiosa e spirituale, alla sua vita interiore nell’atto di comunicare, mediante Cristo ed il suo Sacerdozio, con il mondo divino.

Vedete: autorità e spirito, come si corrispondono, come l’una serve all’altro nella realtà religiosa della Chiesa! Non si oppongono, non si escludono; ché anzi l’autorità della Chiesa, il Sacerdozio nel suo magistero e nel suo ministero, altro non fa che alimentare e dirigere la spiritualità vera dei fedeli, per corrispondere, secondo la parola di Gesù, al desiderio del Padre celeste, che cerca veri adoratori che lo adorino «in spirito e verità» (cfr. Io. 4, 23).

Questo insegnamento, che risulta dal Concilio, può essere salutare e benefico anche per voi tutti; e ne potete fare il ricordo di questo incontro col Papa. Che cosa, infatti, vi dice e vi ripete il Papa, se non quello che l’esempio del Concilio ci insegna? pregate, pregate bene, pregate con la Chiesa; pregate col suo Sacerdozio, che nella santa Liturgia ha il potere di rappresentare Cristo in mezzo al popolo fedele, anzi di renderlo misteriosamente presente ed operante.

E questa raccomandazione, che vale sempre, è ora più opportuna, mentre ci prepariamo al Natale: pregate bene, pregate per la Chiesa, per incontrare il Signore. Chi può dire quante grazie può portare un Natale bene celebrato? quante buone ispirazioni, quante nuove energie di virtù cristiane, quante grazie divine?

E con l’esortazione a bene pregare, derivata dal Concilio e suggerita dal prossimo Natale, vi sarà il Nostro augurio migliore per ciascuno di voi: che Cristo possa in voi rinascere e rivivere, e riempire le vostre anime, le vostre case, le vostre rispettive comunità, civili o religiose, della sua grazia e della sua pace.

Questo sia: con la Nostra Benedizione Apostolica.

                                   

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