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SUA SANTITA' PAOLO VI

L’ ANNO SANTO SI INOLTRA NEL CORSO DELLE STAGIONI PIÙ FAVOREVOLI

UN’ ESPERIENZA SPIRITUALE
CHE È UN INVITO ALLA FEDE

Sabato 10 maggio 1975

 

Nella mattina il Santo Padre riceve in udienza alcuni gruppi di pellegrini italiani, francesi e australiani. Fra i pellegrinaggi più folti, quello dei partecipanti al Congresso del 188" distretto del Rotary internazionale, che convengono a Roma in occasione del 50° anniversario della fondazione della sezione di Roma con il Governatore Generale S. E. Guglielmo Roehrssen, il presidente avv. Carlo d’ Amelio, ed inoltre il cav. di Gr. Cr. prof. Mario Fontana e l’ ex Sindaco di Roma, ing. Salvatore Rebecchini. Ai pellegrini della parrocchia della Basilica di Desio, presenti con il parroco Monsignor Luigi Castelli, il sindaco Benito Tacconi e con 250 pellegrini, i1 Papa ricorda il Pontefice Pio XI che è stato il più illustre cittadino della bella cittadina in Archidiocesi di Milano. Paolo VI vuole anche sottolineare la presenza del folto pellegrinaggio dell’ Associazione degli Artigiani cristiani della provincia di Varese (guidati dal presidente comm. Giacomino Turri e dall’ Assistente Ecclesiastico don Angelo Manzoni) e dell’ Associazione dei Partigiani Cristiani di Milano. Per questi ultimi Paolo VI ha parole di incitamento a conservare lo spirito cristiano, animatore delle loro imprese in difesa della Patria. Infine, il Papa rivolge ai pellegrini australiani un saluto in lingua inglese, intrattenendosi poi con il direttore del pellegrinaggio, il sacerdote di origine italiana D. D. Gennaro Litio. A tutti i presenti, Paolo VI indirizza il seguente discorso, al termine del quale recita con i presenti il « Pater Noster » ed imparte la Benedizione Apostolica, lasciando poi l’ aula, in sedia gestatoria, tra le vive acclamazioni dei presenti.

LE UDIENZE si moltiplicano in questi giorni, a mano a mano che l’Anno Santo, cominciato subito con gli auspici più promettenti, s’inoltra nel corso delle stagioni più favorevoli. E, così, abbiamo sempre più spesso la gioia di vedere gruppi sempre più numerosi di pellegrini di ogni provenienza, che, come le onde del mare, si riversano senza posa a Roma, e in questa Basilica, presso il sepolcro glorioso dell’Apostolo Pietro, come nelle altre Basiliche e nei luoghi di preghiera della Città fatidica dei destini eterni della Chiesa di Dio.

Anche stamani si rinnova per noi quest’esperienza spiritualmente corroborante. Ecco qui i partecipanti al Congresso del 188" distretto del Rotary Internazionale, che commemorano anche il cinquantenario del Rotary Club di Roma; il gruppo dell’Associazione Artigiani della provincia di Varese, nel trentennio di fondazione; una rappresentanza dei cari « Martinitt » di Milano; e poi i pellegrinaggi delle Parrocchie della Basilica di Desio; di Santa Lucia, di Milano - Quarto Oggiaro; dell’Immacolata, di Genova; e di S. Maria Assunta, di La Spezia. 

Vi accogliamo dunque con tutto il cuore, figli carissimi; e vogliamo lasciarvi qualche pensiero, che vi sia di viatico nel pellegrinaggio che avete compiuto a Roma per il Giubileo - simbolo del pellegrinaggio che tutti dobbiamo proseguire, nei giorni che il Signore ancora ci concederà - e vi rammenti sempre queste vostre fervorose giornate romane.

E il primo pensiero non può essere, a costo di ripeterci, che un invito alla fede. L’Anno Santo, nel suo movimento verticale di ritorno a Dio, come nel suo espandersi orizzontale verso la riconciliazione con i fratelli, sarebbe un fatto incomprensibile se non fosse visto in questa ottica di fede. Voi stessi siete qui perché avete fede.

La fede, non altro, vi ha tratti a Roma, a sottoporvi a certi disagi, soprattutto a entrare per la Porta Santa e accedere alle fonti della Grazia, dischiuse dal Giubileo a tutti gli uomini di buona volontà. Se non aveste fede, almeno un barlume di fede, voi non sareste qui, vero? Ebbene, custodite questa pietra fondamentale su cui cresce tutto l’edificio della vita cristiana: « Chi si accosta a Dio deve avere la fede », dice la Lettera agli Ebrei; (1) e ancora: « Poiché abbiamo un grande sommo sacerdote . . . Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede . . .

Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia al momento opportuno ».(2) Solo la fede infonde luce, chiarezza, forza, fiducia, nella mente e nel cuore, per mantenere « ferma », in mezzo alle vicissitudini e alle contraddizioni della vita e del mondo, « la professione della nostra fede ». 

E ancora un altro pensiero, collegato col primo, che non possiamo non trarre dal momento che viviamo nell’anno liturgico: l'attesa dello Spirito Santo, che celebreremo nei gaudii della prossima Pentecoste. Se la fede vive nel nostro cuore, è perché essa ci è stata infusa come virtù soprannaturale, teologale, nel Battesimo, per operazione dello Spirito Santo: questi è l’ospite segreto delle nostre anime, come lo prega la celeberrima Sequenza della Solennità di Pentecoste: ospite che opera invisibilmente nel nostro intimo, perché, appunto nel Battesimo, abbiamo « ricevuto uno spirito da figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: " Abbà, Padre! " (3). Ma è lo stesso Spirito che opera invisibilmente nella Chiesa, la tiene unita nella conoscenza della Verità rivelata da Cristo, la porta alla pienezza della verità e alla comunanza di vita col Padre e col Figlio.(4) Vibra il vostro spirito in questa attesa dello Spirito Santo? È quanto ci fa pregare intensamente la Chiesa in questi giorni di preparazione.(5) Noi ce lo auguriamo: come siamo certi che avrete sempre una profonda, vitale, tenera, forte devozione allo Spirito Santo, forse dimenticato da alcuni nel profondo della coscienza, ma che tutti invece dobbiamo saper amare e invocare per vivere alla sua luce e nelle sue ispirazioni, per lasciarci guidare da lui, dalla sua « mentalità », dai suoi pensieri, perché « i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace (6). Ce n’è tanto bisogno, oggi, vero? Perciò preghiamo, confidiamo, speriamo. 

Con la Nostra Apostolica Benedizione.


(1) Hebr. 11, 6.

(2) Ibid. 4, 14. 16.

(3) Rom. 8, 15.

(4) Cfr. Io. 14, 16-18. 20-21. 23-26.

(5) Cfr. la tradizionale novena.

(6) Rom. 8, 6.

 

  

 

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