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PAOLO VI AI RAGAZZI
DELL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA
Sabato 20 maggio 1978
Paolo VI riceve in udienza
circa dodicimila ragazzi dell’Azione Cattolica
Italiana, provenienti da tutte le regioni d’Italia. Sono presenti all’
incontro il
Presidente Agnes, l’Assistente Nazionale e tutti i responsabili del
settore
Ragazzi.
Il Papa rivolge a queste migliaia di giovani e di giovanissimi, il seguente
discorso.
Ragazzi carissimi,
È VERAMENTE GRANDE la nostra
letizia nell’incontrarci oggi con
voi, nel costatare la vostra fede e il vostro entusiasmo, e
nel vedere con quale fremito gioioso e con quanta intensità di sentimenti
voi qui rappresentate tutti i vostri amici dell’Azione Cattolica
Ragazzi d’Italia. Vi rivolgiamo il nostro più cordiale benvenuto
e con voi salutiamo, con paterno affetto, i vostri benemeriti
Educatori e i Responsabili centrali dell’Associazione, e, in modo
particolare, Monsignor Marco Cè e il Prof. Mario Agnes.
La vostra numerosa e festosa presenza dice già da sola quanto
generosamente voi avete aderito non solo alla proposta cristiana
che vi veniva dalla vita associativa di codesta organizzazione cattolica,
ma anche all’Incontro Nazionale di questi giorni e all’odierno
appuntamento con noi: vi esprimiamo di cuore la nostra compiacenza
e la nostra sincera gratitudine.
Come non scorgere in voi, secondo quanto già scrivevamo nel
Messaggio per la Giornata della Pace del 1° gennaio scorso, i « ragazzi
del tempo nuovo » ? Voi, infatti, siete un segno confortante
della viva e dinamica presenza nella Chiesa di quel Signore, che,
secondo il profeta Isaia, fa nuove tutte le cose, producendo germogli
densi di vita e di promesse. (Cfr. Is. 43, 19)
Cari ragazzi, solamente pochi giorni fa abbiamo celebrato la
solennità di Pentecoste, cioè la festa dello Spirito Santo, che solo
è in grado di « rinnovare la faccia della terra ».(Ps. 104, 30) E voi tutti sapete
quanto abbia bisogno di rinnovamento questo nostro tempo, così
contrassegnato da atti di violenza disumana, i quali sono tristi segni
di decadimento e generatori di morte. Ebbene, che cosa potete fare
voi per ringiovanire questa società? Certamente molto, se vi lasciate
docilmente guidare dallo Spirito di Dio.(Cfr. Rom. 8, 14)
È l’Apostolo Paolo che ci
illumina su ciò che è richiesto dal nostro
comportamento quotidiano, vissuto all’insegna di quello straordinario
avvenimento della Pentecoste, che non si è verificato solo
a Gerusalemme agli inizi della Chiesa, ma anche in ciascuno di voi
già col Battesimo e poi, in pienezza, con il sacramento della Confermazione.
Ecco ciò che San Paolo ci dice: « il frutto dello Spirito
è amore, gioia, pace, generosità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza,
dominio di sé » (Gal. 5, 22). Voi capite subito che non c’è un ideale più
alto di questo, nulla di più entusiasmante e anche nulla di più fecondo
e costruttivo sul piano dei rapporti umani. Sarebbe troppo
lungo meditare su tutti e nove i frutti dello Spirito propostici dall’Apostolo.
Noi ci accontentiamo, ora, di illustrare brevemente i
primi tre, che sono anche i più fondamentali.
Innanzitutto l’amore: di esso possiamo ben dire che non è solo
una virtù tra le altre, ma che racchiude in sé la somma intera di
tutto ciò che compone la novità cristiana. Infatti, « noi sappiamo
che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli ».(1 Io. 3.
14) Questa è la testimonianza, di cui il mondo ha assolutamente
necessità.
Il nostro scopo è di costruire una « civiltà dell’amore »; ma
ricordate bene che nulla può costruire un mondo di amore se non
l’amore stesso, il quale è nel contempo il fine e il mezzo, e quindi
la sostanza unica del vivere umano a dimensione cristiana.
In secondo luogo, lo Spirito crea gioia (Cfr .
Act. 13, 52) e la gioia è effusiva.
Anche questa è una testimonianza, che voi potete e dovete offrire
agli uomini del nostro tempo, resi sovente freddi e infelici dall’egoismo.
La vostra letizia non derivi soltanto dai vostri anni verdi, che
purtroppo passano, ma abbia solide garanzie di intramontabile durata
per il suo radicarsi « nel Signore », (Phil. 3, 1; 4, 4.10) in Colui che il Salmista
canta come « il Dio della gioia e del mio giubilo », (Ps.
42, 4)’ perché assicura
a tutti la sua adorabile misericordia.
E infine la pace. Voi certo sapete quanto questo tema ci sta
a cuore. Come dicevamo nel Messaggio citato, e nella parte di esso
a voi riservata, la pace rende i cristiani « capaci di lottare per la
giustizia e di risolvere tante questioni con la generosità, anzi col
genio dell’amore ». Siate anche voi, ragazzi carissimi, artigiani di
pace, voi che siete la speranza di un domani migliore, nella misura
in cui già oggi vi impegnate per una vita non solo di rispetto, ma
di autentica bontà verso tutti.
Per concludere, non vogliamo trascurare un’ultima, essenziale
caratteristica dello Spirito Santo, che è quella di suscitare degli apostoli,
impegnati nell’annuncio della salvezza che ci viene da Gesù
Cristo. Infatti per noi l’amore, la gioia e la pace non sono dei sentimenti
superficiali, ma devono portare con sé il sigillo indelebile
di Cristo e del suo Spirito, Anche voi, dunque, ragazzi di Azione
Cattolica, siete chiamati fin d’ora ad un’opera di evangelizzazione,
nei modi e nelle forme che la vostra Associazione vi propone. È
così che la vostra crescita cristiana assicura alla santa Chiesa di domani
il volto antico e sempre nuovo di una comunità radicalmente
fedele al suo Signore, ma anche aperta e disponibile al servizio degli
uomini.
Il nostro augurio finale è che « lo Spirito della vita in Cristo
Gesù » (Rom. 8, 2) vi riempia della sua forza e vi guidi per le strade del
mondo, facendovi scoprire la confortante presenza di Chi « cammina
con voi ogni giorno ». (Matth.
28, 20).
Vi accompagniamo di cuore con la nostra paterna Benedizione
Apostolica, che estendiamo ai vostri Educatori, ai vostri Genitori e
a tutti i vostri cari.
Al gruppo della
Società Corale Arnatese
di Gallarate
UN AFFETTUOSO SALUTO desideriamo
anche rivolgere ai membri
della « Società Corale Arnatese » di Gallarate, che hanno
voluto celebrare con un incontro col Successore di Pietro il 50°
anniversario di fondazione della benemerita istituzione.
Conosciamo da tempo, figli carissimi, il vostro entusiasmo, la
vostra dedizione, la vostra serietà! Vi diciamo pertanto il nostro
paterno compiacimento per tutto quello che la vostra Corale ha
realizzato in questi anni mediante varie e molteplici iniziative. Ma
guardando al futuro, auspichiamo che il vostro canto, oltre che
espressione di delicata sensibilità culturale, diventi soprattutto preghiera
fervida ed intensa, la quale animi, fecondi e sproni il vostro
impegno, sempre crescente e ravvivato, di essere lieti e sereni testimoni
del Cristo, vivendo le esigenze evangeliche a dimensione personale,
familiare, professionale, comunitaria, in una società che talvolta
sembra ostile, sorda o indifferente ai valori cristiani.
Con questi voti vi impartiamo di cuore una particolare Benedizione
Apostolica, che estendiamo ai vostri familiari e a tutte le
persone che vi sono care.
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