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PAOLO VI 

LA CHIESA E L'INSEGNAMENTO

30 dicembre 1963

La XVII assemblea della Federazione Istituti dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica (F.I.D.A.E.), dopo alcune adunanze in Roma, si trasferisce in Vaticano, lunedì 30 dicembre 1963, per l'udienza pontificia.
Sono presenti, il Signor Cardinale Giuseppe Pizzardo, Prefetto della Sacra Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi, con il Segretario dello stesso Sacro Dicastero Monsignor Dino Staffa, Arcivescovo tit. di Cesarea di Palestina, e Monsignor Umberto Cameli, Direttore dell'Ufficio Scolastico per l'Italia; il Padre Giuseppe Giampietro S. J., Presidente della F.I.D.A.E., con il Segretario Don Ulrico Marinelli; Monsignor Pasquale Margret, Presidente della XVII assemblea generale; i vice Presidenti della F.I.D.A.E. Monsignor Maggioni, Mons. Codini e Fr. Mansueto SS. CC.; il Segretario alla Presidenza generale, Don Zacchero, e il Segretario dell'assemblea F.I.D.A.E., Padre Michelini, barnabita ed altri dirigenti.


 

La sua parola, Signor Cardinale, sempre così alta ed esperta, e sempre da Noi ascoltata con particolare attenzione e con affettuosa venerazione, e la vostra presenza, diletti figli e figlie, Ci procurano viva soddisfazione. Prima di ogni cosa, amiamo esprimervi il Nostro grato compiacimento, per aver voluto suggellare con questo lietissimo incontro nella casa del Padre Comune la XVII Assemblea Generale della Federazione Istituti dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica, a cui avete partecipato negli scorsi giorni.

Voi confermate così il vostro filiale ossequio al magistero della Chiesa, dal quale le vostre Scuole ricevono singolare sostegno ed alto prestigio; voi esprimete con commovente evidenza il vostro proposito di perseverare nella vostra nobilissima missione scolastica, che tanto concorre a quella apostolica; voi dimostrate la vostra fiducia nell'assistenza divina a quanti lavorano con rettitudine coraggiosa per la causa dell'educazione cattolica; e voi attendete dalla Nostra parola e dalla Nostra benedizione il conforto a fatica, che ben sappiamo quanto ardua e delicata, quanto necessaria e meritoria. Siamo perciò a voi tutti riconoscenti di questa vostra presenza.

Le vostre operose giornate romane volgono ormai al termine: e siamo certi che esse hanno suscitato nel vostro spirito rinnovati incitamenti al fedele compimento della missione educativa, a voi affidata; hanno acceso nuova luce, e dato nuovi orientamenti alla attività, in cui effondete i vostri talenti di intelligenza, di tatto e di metodo; e soprattutto vi hanno infuso nuovo entusiasmo.

La Nostra parola incitatrice vuole aggiungersi a queste fecondissime acquisizioni, portandovi tutto il plauso, la lode, l'incoraggiamento che meritate. E ne prendiamo lo spunto dalla silenziosa efficacissima lezione, che in questi giorni di santa letizia del tempo di Natale Ci proviene dalla culla di Betlem, parlando essa con penetrante soavità al nostro cuore. Quel Bimbo che apre le mani all'abbraccio dell'umanità intera, ch'è venuto a salvare, è la Sapienza del Padre, il Verbo eterno di Dio, "il solo potente, il Re dei re, e Signore dei dominanti, che ... abita in una luce inaccessibile " (1 Tim. 6, 15-16). Il sacro rispetto dovuto all'infanzia, alla fanciullezza, alla adolescenza, che si forma alla vita, parte per noi principalmente di lì, da quella mangiatoia, ove sono innalzati i valori umani autentici e sono rovesciati i tanti altri futili valori correnti; comincia specialmente di lì, ove il Figlio di Dio si è fatto piccolo e debole, per insegnare ad amare i piccoli, a rispettarli, a guidarli premurosamente sui sentieri del mondo, vedendo in essi la dignità della loro anima immortale ed il riflesso del volto di Dio.

Quale lezione anche per voi, che fate di questa vocazione la ragion d'essere della vostra vita! E, diciamo, specialmente e in primo luogo per voi, che, in fattiva dipendenza dall'Autorità Ecclesiastica, ne siete i primi collaboratori nella grande, insostituibile opera della educazione - completa sotto l'aspetto intellettuale e morale e religioso - della gioventù. La scuola cattolica trae dalla così vera e dalla così sublime concezione della vita, che le viene dal Vangelo, il suo ideale e la forza ispiratrice; e perciò essa non trascura nessuno degli elementi che compongono la personalità integrale del cristiano. Per questo suo incomparabile umanesimo già merita cittadinanza nella società, e va sostenuta e avvalorata nella sua compagine, nei suoi metodi, nel suo corpo insegnante, come nell'incremento della popolazione scolastica. A questo proposito, non Ci sono ignoti i vostri problemi e le vostre difficoltà, nè ignoriamo quanto voi chiedete all'Autorità dello Stato per la tutela della libera scuola in condizioni di onorata dignità. Vi siamo vicini con l'appoggio della preghiera e dell'interessamento concreto, per quanto sta in Noi: ma lo spirito animatore per la vostra lodevolissima azione a difesa e ad avvaloramento delle scuole cattoliche, l'impulso decisivo, che vi guidi e sostenga sia sempre questo: l'amore cioè a Cristo Figlio di Dio, che voi volete servire, come nel prolungamento della sua umanità fragile e indifesa, in ciascuno dei vostri piccoli, nella loro mente, nel loro cuore, nel ricordo delle sue eterne parole: " Chi accoglie uno di tali fanciulli nel nome mio, accoglie me; e chiunque accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato " (Marc. 9, 36).

Nel rinnovarvi di tutto cuore l'espressione della Nostra benevolenza, con l'augurio di ogni consolazione per l'attività che si apre col nuovo anno, siamo lieti di avvalorare i Nostri voti con la particolare Benedizione Apostolica, che estendiamo a tutti quanti vi sono cari nei legami della famiglia e della scuola.

 

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