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LETTERA DEL SANTO PADRE
PAOLO VI
Al diletto Figlio il Prof. Giuseppe Lazzati L’avvicinarsi della Giornata Universitaria, che mobilita le
coscienze cattoliche italiane in favore dell’Ateneo del S. Cuore, a Noi sempre
diletto e vicino, come lo è stato ai Nostri Predecessori, Ci offre la gradita
occasione di rivolgere con maggiore intensità il pensiero a codesta Università,
e di far sentire il Nostro invito a sostenerne le molteplici iniziative. Per tali motivi abbiamo sentito il bisogno di dirigerci oggi direttamente a lei: non soltanto per trasmetterle il Nostro obolo, ma anche per ribadire la fiducia e la speranza che riponiamo sull’Università Cattolica italiana, tanto a Noi più cara perché ci ricorda gli anni del Nostro ministero sulla Cattedra ambrosiana. Ne abbiamo conosciuto e ne seguiamo le benemerenze nel campo della scienza e della cultura, il prestigio che essa ha acquistato per la serietà dei suoi studi e per il valore dei suoi Docenti, la cura dedicata alla maturazione umana e cristiana degli alunni, per renderli elementi costruttivi, uomini formati al senso cattolico, dalle idee chiare e dalla decisa volontà, nella società di domani. Ben si può dire che l’Università Cattolica ha corrisposto, fin dall’inizio, con chiaroveggenza che diremmo profetica, a quella ideale figura delineata dal Concilio Vaticano II con urgente ansia pastorale, con parole che debbono continuamente essere richiamate alla riflessione dei Professori e degli Studenti: «l’Università Cattolica deve effettuare una presenza, per così dire, pubblica, costante ed universale del pensiero cristiano in tutto lo sforzo dedicato a promuovere la cultura superiore, ed inoltre deve formare tutti i suoi alunni in modo che essi diventino uomini veramente insigni per sapere, pronti a svolgere compiti impegnativi nella società e a testimoniare la loro fede di fronte al mondo» (Gravissimum educationis, 10). Le realizzazioni dell’Ateneo Cattolico, nei decenni della sua
vita, dimostrano la verità di queste parole; che l’avvenire non le smentisca! Su
questo chiaro programma, tracciato dai Vescovi della Chiesa universale,
l’Università Cattolica deve continuare la sua missione, vagheggiata come suprema
aspirazione dai cattolici italiani in lunghi anni di preghiera e di azione, e
avviata a realtà, con sforzo generoso, da quella nobile corona di spiriti
eletti, i quali, con l’indimenticabile Padre Gemelli, seppero imprimerle
l’impulso che tuttora la muove. E se le odierne esigenze hanno richiesto, e
richiederanno ancora, il necessario adeguamento alle realtà presenti, unico e
irrinunciabile deve essere il suo compito, di testimoniare, con l’adesione
fedele alla verità che fa liberi (Cfr. 8, 32) e al Magistero che la propone, con
la rigorosità della ricerca scientifica, e con la concordia operosa degli
spiriti, la presenza, la validità e la continuità perenne del messaggio
cristiano nel mondo della cultura e della vita pubblica. Dal Vaticano, il 12 marzo dell’anno 1970, settimo del Nostro Pontificato. PAULUS PP. VI
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