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INDIZIONE DELL'ANNO SANTO 1975

LETTERA DI PAOLO VI
AL VICARIO GENERALE IL CARDINALE UGO POLETTI

 

A Sua Eminenza Rev.ma
il Signor Cardinale Ugo Paletti
Nostro Vicario Generale

Signor Cardinale,

La solenne celebrazione liturgica, che avrà luogo domenica prossima in S. Giovanni in Laterano, Ci sollecita a farle giungere la Nostra parola per essere spiritualmente vicini alla Comunità della Chiesa di Roma, Nostra sede episcopale, nel momento in cui in tutte le diocesi del mondo cattolico prende avvio quel moto di interiore rinnovamento, che culminerà nell’Anno Santo del 1975.

Penseremmo di mancare al Nostro dovere verso questa porzione eletta del gregge di Cristo, se non rivolgessimo a Lei, che Ci rappresenta e coadiuva in tale funzione e, per suo tramite, al Clero ed ai fedeli dell’Urbe un invito di particolare urgenza, perché l’evento, al quale ci si sta preparando, abbia una piena accettazione e una profonda maturazione a livello personale e comunitario.

Fine primario dell’Anno Santo vuol essere - come abbiamo già avuto occasione di annunciare - la riconciliazione degli uomini con Dio e tra di loro, da attuare nello spirito genuino della penitenza cristiana, che è riforma di se stessi, abbandono del peccato, conversione al bene. È questo, certo, un obiettivo permanente nell’azione apostolica della Chiesa, ma l’insistervi, il richiamarlo e il proporlo con più lucida incisività è una rispondenza ad un maggiore e più avvertito bisogno del nostro tempo e della nostra società, inserita ormai in un complesso e irreversibile processo di trasformazione, che può avere ed ha anzi, talvolta, pericolose ripercussioni sul piano religioso e morale.

Anche l’Anno Santo, del resto, può sembrare un avvenimento abituale per la sua periodicità, consacrata ormai da una consuetudine plurisecolare; ma pure tale cadenza venticinquennale è scelta sapiente, è senso di tempestività, è aderenza alle necessità delle generazioni che si succedono e si rinnovano. Se, dunque, antica e connaturata alla missione ecclesiale è questa offerta di spirituale purificazione, nuova e originale e fresca di energie e di propositi dev’essere, da parte dei singoli fedeli e d’ogni singola Comunità, l’accettazione della stessa offerta per avere accesso ai tesori della pace, della grazia e della vita divina.

In questo moto dinamico la Chiesa di Roma non può non esser la prima: lo esige la sua posizione «unica» nel contesto della Chiesa di Cristo; lo vogliono le altre Chiese, che a lei guardano come ad esempio e guida; lo suggerisce la tradizione stessa dei precedenti Anni Santi, che l’han vista non solo ricettiva e ospitale verso i pellegrini, ma salda nella fede e coerente nel suo comportamento religioso.

Mentre Ella presiederà, a Nostro nome, la concelebrazione nella basilica Lateranense, «omnium totius orbis Ecclesiarum mater et caput», Ci piace pensare che nel medesimo giorno, sacro allo Spirito Santo, tante altre assemblee liturgiche si terranno nelle Chiese Cattedrali sotto la presidenza dei rispettivi Pastori. Sarà come il preludio della «diaconia della riconciliazione», che essi - come insegna l’Apostolo - son sempre tenuti a prestare perché sono ambasciatori di Cristo (Cfr. 2 Cor. 5, 19-20), ma che ora li spinge ad un impegno pastorale ancor più generoso. Sarà uno spettacolo molteplice ed insieme armonico in vista dell’evento giubilare, che dovrà, sì, manifestare, ma anche rinsaldare, mediante il rinnovamento interiore, la unità invisibile e reale di tutta la Chiesa. Sarà un coro di preghiera che si leverà a Dio, perché infonda il suo Spirito nei cuori degli uomini e li apra alla grazia che discende dall’alto.

Noi vogliamo essere spiritualmente presenti nella comune implorazione di queste assemblee ecclesiali, ma in codesta Basilica lo saremo ad un titolo del tutto speciale. Invochiamo fin d’ora su di Lei, Signor Cardinale, sul Vicegerente e sui Vescovi Ausiliari, sui membri del Comitato diocesano per l’Anno Santo, la protezione del Signore, perché confermi e fecondi le iniziative pastorali che saranno promosse nell’Urbe, ed avvaloriamo l’espressione del Nostro incoraggiamento e della Nostra fiducia con la Benedizione Apostolica, che estendiamo ben volentieri ai Sacerdoti, Religiosi e fedeli che converranno presso la Nostra Cattedrale.

Dal Vaticano, 8 giugno dell’anno 1973, decimo del Nostro Pontificato.

PAULUS PP. VI

 

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