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BENEDIZIONE
URBI
ET ORBI
DI SUA SANTITÀ
PAOLO VI
Venerdì, 25 dicembre 1964
Anche da questa facciata, Figli carissimi, e su
questa piazza, vogliamo formulare l’augurio del «Buon Natale».
Lo diamo ai presenti, ed a quanti sono in ascolto; e
sia a tutti chiara l’intenzione, che è quella divina e che passa attraverso
il Nostro ministero: il Natale è per tutti; e vuole arrivare ad ogni anima, ad
ogni famiglia, ad ogni comunità, ad ogni società, ad ogni nazione: all’intera
famiglia umana.
Vi salutiamo perciò con questo augurio, in ogni
vostra categoria e rappresentanza. Salutiamo le Autorità, gli schieramenti
militari, le famiglie, i papà e le mamme, e specialmente, in questo giorno, i
fanciulli, i bambini. Salutiamo tutti coloro che hanno concorso a questa ben
riuscita adunanza, nonostante il tempo piovoso, a cominciare dagli autisti,
tanto degni della Nostra menzione. Salutiamo tutta la Nostra grande e bella
Città di Roma nel suo aspetto sacro e civile; salutiamo l’Italia, la Nostra
patria terrena, ed inviamo un saluto a tutte le Nazioni del mondo.
Dicevamo essere volontà di Dio che il Natale sia
una festa di tutti: e ciò in rispondenza diretta alla universalità della
Redenzione. Il Signore è venuto per tutti; il Signore vuole arrivare a tutti i
cuori; intende porsi in comunicazione con ogni espressione umana. E questo è
molto bello, ma arreca grande responsabilità ai nostri cuori. Tutti, tutti
siamo stati amati dal Signore; ciascuno può dire di sé: dilexit me; mi
amò; e tradidit semetipsum pro me: diede se stesso per me.
Che ognuno avverta di essere oggetto, termine d’un
amore divino. E ciascuno risponda a tale dilezione con fiducioso amore.
In tal modo viene celebrato bene il Natale, che a
tutti auguriamo pio, santo, buono, pacifico e felice.
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