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PAOLO VI  

LETTERA APOSTOLICA MOTU PROPRIO

FINIS CONCILIO OECUMENICO VATICANO II

VENGONO ISTITUITE ALCUNE COMMISSIONI POSTCONCILIARI

Dato che si è concluso il Concilio Ecumenico Vaticano II, indetto e iniziato, dal Nostro Predecessore, di venerata memoria, Giovanni XXIII e da Noi continuato e concluso, dal quale nessuno dubita che siano scaturiti avvenimenti di grandissima importanza per la cattolicità, pensiamo confacente al Nostro ufficio Apostolico, di porre la massima cura e sollecitudine, affinché tutto ciò che è stato stabilito in quel Consesso e fu da Noi promulgato, venga quanto prima stabilito in pratica.
Per questo, come si può accertare, abbiamo istituito sia il Consiglio per applicare la Costituzione sulla Sacra Liturgia, sia il Consiglio Pontificio preposto agli strumenti di comunicazione sociale. Per quanto riguarda la revisione del Codice di Diritto Canonico, il Nostro Predecessore di felice memoria Giovanni XXIII istituì una Commissione speciale, che, secondo le giuste norme del Concilio, è già al lavoro.
Ma poiché, dopo la costituzione di queste Commissioni, il sacrosanto Concilio ha emanato nuovi decreti, ne deriva che debbono essere istituite delle nuove Commissioni, in modo che possiamo usare del loro studio e dei loro consigli per stabilire le norme con cui vengano messi in pratica quei decreti.
Per la qual cosa con questa Lettera Apostolica data in forma di motu proprio, stabiliamo e comandiamo quanto segue.

1. Affinché siano promossi studi e formulate norme adatte per realizzare le nuove leggi emanate dal Concilio, con la Nostra autorità istituiamo delle nuove Commissioni, denominate post-conciliari.

2. Conformemente ai decreti del Concilio vengono da Noi costituite le seguenti Commissioni post-conciliari:
a) Commissione per i Vescovi e il governo delle diocesi;
b) Commissione per i Religiosi;
c) Commissione per le Missioni;
d) Commissione per l'educazione cristiana;
e) Commissione per l'apostolato dei laici.

3. Ciascuna di queste Commissioni si occuperà soltanto di quanto si occupava la corrispondente Commissione del Concilio.

4. Avranno come Preside, Vice-Preside, Membri e Segretari gli stessi che avevano tale ufficio nella corrispondente Commissione conciliare. Ogni Commissione poi è retta dalle norme, per quanto a ciascuna compete, fissate nel Regolamento per la celebrazione del Concilio Ecumenico Vaticano II.

5. Inoltre istituiamo una Commissione denominata Centrale, che ha il compito di coordinare i lavori di tutte le commissioni post-conciliari, e riportare a Noi le loro deliberazioni, dopo averle studiate con ogni diligenza.
È inoltre compito della medesima Commissione di dare una esatta interpretazione delle Costituzioni e dei Decreti del Concilio, quando ciò sembrerà necessario od opportuno.
Per questo essa è designata con questo nome specifico di Commissione Centrale per il coordinamento dei lavori post-conciliari e per l'interpretazione dei Decreti del Concilio.

6. Presiederanno questa Commissione Centrale, come Nostri delegati, sia il Cardinale che era il Primo nel Consiglio di Presidenza durante lo svolgimento del Concilio, sia il Cardinale che, durante il medesimo periodo, era Presidente della Commissione per il coordinamento dei lavori del Concilio.
Saranno poi Membri della Commissione Centrale, quei Padri Cardinali che erano Membri della Commissione sopra ricordata.

7. La Commissione Centrale avrà un suo Prelato, denominato Segretario Generale e dei Sottosegretari, che lo aiuteranno nelle sue mansioni e lo sostituiranno qualora fosse assente o impedito. In questa Commissione avranno l'ufficio di Segretario Generale e di Sottosegretari, coloro che occupavano lo stesso ufficio nel Concilio Ecumenico. I medesimi faranno parte della Commissione Centrale.

8. Al Segretario Generale non solo compete di raccogliere tutti gli atti e i documenti del Concilio e di disporli nell'archivio generale, ma anche di dare alla stampa ciò che bisogna pubblicare.

9. Saranno a disposizione della Commissione Centrale, come delle singole Commissioni post-conciliari, dei Consultori che, per le varie questioni in cui siano veramente competenti, dietro proposta del Presidente e con l'approvazione del Sommo Pontefice, saranno scelti dalla Commissione per la maggior parte tra coloro che avevano lo stesso compito di Periti nel Concilio.

10. Le Commissioni porranno ogni cura affinché coloro che ne fanno parte assolvano con alacrità i lavori, in modo che i decreti del Concilio vengano quanto prima realizzati. Una volta terminati questi lavori, le Commissioni non sussisteranno più.

11. Per continuare poi i rapporti con coloro che sono insigniti del nome di cristiani, ma sono ancora separati da questa Sede Apostolica, riconfermiamo il Segretariato per favorire l'unione dei cristiani, istituito dal Nostro Predecessore di venerata memoria Giovanni XXIII, il 5 giugno dell'anno 1960, con la Lettera Apostolica Superno Dei nutu. Tale Segretariato comprenderà le stesse persone, da cui era formato durante lo svolgimento del Concilio.
Per mostrare infine la sollecitudine, che Ci urge, verso tutti gli uomini, abbiamo istituito altri due Segretariati, di cui uno si occupa dei non cristiani, l'altro dei non-credenti.
Tutto ciò che è stato decretato con questa Lettera Apostolica data in forma di motu proprio, stabiliamo che sia fermo e inamovibile, nonostante qualsiasi altra cosa in contrario.

Dato a Roma, presso S. Pietro, il 3 gennaio dell'anno 1966, terzo del Nostro Pontificato.

PAOLO PP. VI

 

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