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DISCORSO DI PAOLO VI
AGLI ORATORI DELL’ARCIDIOCESI DI MILANO

Martedì, 22 settembre 1964

 

Il Santo Padre dapprima saluta i singoli Presuli. Fra le scritte ha visto «Oratorio di Seveso»: al Signor Cardinale Confalonieri che ne è stato esemplare alunno il saluto speciale di Sua Santità.

L’Augusto Pontefice dà quindi il benvenuto ai carissimi ragazzi degli Oratori di Milano e di tutta la diocesi, e si dichiara molto lieto di vederli. Non sarà il Papa a parlare ai diletti alunni dell’Oratorio, bensì Roma, che riempirà i loro occhi e i loro animi di incancellabili visioni, a ricordare le quali ogni espressione sarebbe inadeguata. Ripete loro solo quel che diceva vedendoli a Milano: bravi, bravi ragazzi della arcidiocesi di Milano, la quale estende le sue sollecitudini sino all’Africa, rappresentata all’udienza da cari bambini di quel continente.

Il Santo Padre vuol raccomandare ai carissimi figli che si trovano dinanzi a Lui e a tutti quelli che essi rappresentano di pensare sempre che l’Oratorio è come una bussola che indica il modo di orientarsi, il cammino che si deve scegliere per procedere bene, alacri e probi, da forti e bravi cristiani nella vita che il Signore ha accordata.

L’Oratorio è veramente una ottima, grande e provvidenziale istituzione, e il Papa lo può ripetere ai giovanetti e ai sacerdoti che vi si dedicano. Non lontano dal Vaticano, sul Gianicolo, c’è una iscrizione che ricorda come San Filippo Neri ivi si facesse fanciullo con i fanciulli, sapientemente. È, qui, tutto un programma per i cari sacerdoti affinché la loro esistenza, il loro ministero conservino sempre l’originaria freschezza e sappiano diffondere le virtù e tutte le cose buone che i ministri del Signore hanno appreso negli anni di seminario. Ciò sarà bene rilevante per la Chiesa, per la società, alla quale gli Oratori portano una grande e fattiva collaborazione, per la famiglia e la scuola, e la cui opera di formazione essi favoriscono e completano.

Il Santo Padre si sofferma poi sull’evidente contributo degli Oratori per una nuova primavera cattolica, per concorrere a che le nuove generazioni siano saldamente cristiane.

Con un saluto, un elogio, e una esortazione ai parroci, ai maestri e collaboratori, ai genitori, a quanti lavorano per un’impresa così alta e benemerita; dopo aver tutti esortato a svolgere e perfezionare sempre con più intenso fervore e zelo la loro attività spirituale e ricreativa, il Santo Padre rinnova, dal profondo del cuore, la sua Benedizione Apostolica.

                                            

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