DISCORSO DI PAPA PAOLO VI A UN GRUPPO DI
ESULI LITUANI CONVENUTI A ROMA PER LA CONSACRAZIONE EPISCOPALE DI MONS.
FRANCESCO BRAZYS
Sabato, 13 febbraio 1965
Con cuore paterno e con animo lieto vi accogliamo,
diletti figli della cattolica Lituania, convenuti a Roma da vari Paesi d’Europa
e d’America per assistere alla consacrazione episcopale di S. E. Mons.
Francesco Brazys, eletto alla Chiesa titolare di Zella, con l’incarico dell’assistenza
spirituale dei lituani fuori patria, residenti in Europa.
Non è necessario che vi diciamo quanto sia vicina
al Nostro cuore di Padre la vostra nobile Nazione.
Il Nostro pensiero si rivolge innanzitutto ai
diletti figli che in Patria danno prova del loro amore e della loro fedeltà a
Gesù Signor Nostro superando gravissime difficoltà ed affrontando immensi
sacrifici. Ci è di conforto il pensare che quei Nostri figli, pur in mezzo a
tante angustie e a tanti dolori, custodiscono grandi tesori che nessuna forza
terrena potrà mai strappare dal loro cuore: una fede intrepida che le
innumerevoli prove hanno reso ancor più salda, ed un attaccamento filiale,
devoto, incondizionato a questa Sede Apostolica ed al Vicario di Cristo.
Sono questi impareggiabili tesori, strenuamente
difesi, che danno loro la forza per superare ogni difficoltà e sopportare ogni
dolore.
Per la conservazione della fede nel caro popolo lituano e per l’incremento
dell’unione alla Sede di Pietro nulla vogliamo tralasciare di quanto è nelle
Nostre possibilità.
Per i Nostri diletti figli in Lituania Noi preghiamo incessantemente e vorremmo
essere vicini a ciascuno di loro per incitarli al bene, per invitarli a
perseverare nell’eroica professione della fede cattolica.
Possa Iddio benedetto, Padre del Nostro Signor Gesù Cristo, Padre delle
misericordie e Dio di ogni consolazione, confortarli in ogni loro tribolazione
(cfr. 2 Cor. 1, 3-4).
Con paterna sollecitudine e grande affetto seguiamo anche voi tutti, figli della
Lituania sparsi per il mondo.
Esprimiamo il Nostro compiacimento al Nostro venerabile fratello Monsignor
Vincenzo Brizgys per la zelante attività che egli svolge a vostro favore. Per
sollevarlo, almeno in parte, dalle fatiche del gravoso ministero, accogliendo le
suppliche che Ci sono pervenute, abbiamo elevato alla dignità vescovile un
altro figlio della Lituania a cui abbiamo affidato l’incarico dell’assistenza
spirituale dei Lituani residenti in Europa.
L’esultanza con cui avete accolto la nomina di Monsignor Francesco Brazys e la
stima generale che egli gode tra di voi Ci assicurano che il suo ministero
pastorale in mezzo a voi sarà fecondo e benedetto.
E non possiamo dimenticare i cari sacerdoti e chierici che in questa alma
Città, sotto la saggia guida dello zelante Rettore del Pontificio Collegio
Lituano San Casimiro, attingono alle fonti più pure tesori di scienza e di
pietà. Ad essi va il Nostro paterno augurio di bene.
A tutti poi ripetiamo con l’Apostolo: « Il Dio della speranza vi ricolmi di
ogni gioia e pace nel credere onde possiate abbondare nella speranza per la
virtù dello Spirito Santo » (Rom. 15, 13).
Sono questi i voti che formuliamo per voi tutti e che affidiamo alla materna
intercessione della Vergine Santissima ed al vostro grande Patrono San Casimiro.
Ed in pegno dei celesti favori impartiamo a ciascuno
di voi e a tutte le persone che vi sono care l’Apostolica Benedizione.
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