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DISCORSO DI PAOLO VI
NEL 50° ANNIVERSARIO DEI «CAVALIERI DI SAN
COLOMBANO»
Venerdì, 1°
ottobre 1965
Dear knights of Saint Columbanus
We bid you a sincere welcome, and We
greet with particular affection His Eminence the Cardinal Archbishop of Armagh,
the Most Reverend Bishops of Ireland here present, and your own officers and
directors.
To all the members of your Order We
present Our benevolent felicitations on the Golden Jubilee of its foundation. In
the name of Holy Mother Church, We thank you for your valuable contribution in
the past to the cause of Catholicism; and We pray that God may bless in the
future all your projects, efforts and undertakings for His glory and the
salvation of souls.
In pledge of rich divine graces and
favours, We lovingly impart to you all, to your families and loved ones at home,
Our paternal Apostolic Blessing.
* * *
Ci è molto cara l’occasione per dire quanto apprezziamo questa vostra
presenza, e, soprattutto, quanto di bene, di esemplare, di fervoroso, di
cattolico Ci viene dall’Irlanda.
La vostra presenza - prosegue Sua Santità - richiama a Noi molti ricordi
nell’animo. Dapprima le memorie che, anche in Italia, si hanno di San Colombano,
sia a Bobbio, sia in altri paesi dell’Italia settentrionale. Vi sono vari
comuni, tra cui uno vicino a quello in cui il Papa è nato, che si chiamano
appunto San Colombano. Ciò autorizza il Padre delle anime a considerarsi
associate a voi nel festeggiare il vostro grande Santo.
Un’altra serie di ricordi è quella delle Nostre visite alla vostra bellissima
Patria, l’isola Verde, l’isola dei Santi. Portiamo nel cuore non soltanto la
visione dei luoghi e paesaggi, così belli; semplici, e pur incantevoli; ma,
soprattutto, gli esempi che Ci vengono dall’Irlanda, e cioé: la professione
della fede cattolica, la fermezza delle sue tradizioni, il fervore dei suoi
sentimenti religiosi. Ciò è per Noi di grandissimo conforto. Diremo di più: è un
tesoro che Ci serve - e cerchiamo sempre di valorizzarlo - come esempio per
tutta la Chiesa Cattolica.
Ci sia quindi consentito, in questa circostanza, di raccomandarvi: figli
carissimi, siate fedeli!
Nella Nostra più recente visita all’Irlanda, abbiamo visto notevoli
cambiamenti; nelle case, nelle vie; innovazioni esteriori delle vostre città, di
Dublino specialmente. Ma suscitò intenso gaudio il rilevare la sempre costante
frequenza alle chiese, ai Sacramenti da parte del popolo: un popolo che si
comporta in maniera edificante nell’assistere alla S. Messa, nella preghiera. È
sommamente bello veder pregare colà gli uomini, professionisti, operai, gruppi
di ogni classe sociale.
Tale splendente realtà indica appunto una fede vissuta, una religione
profonda. Ecco perché - tra l’altro - Ci ha fatto molto piacere rivedere il
vostro bellissimo Seminario centrale di Maynooth. Tutto questo dimostra che, pur
essendo moderni, vivi, ed accettando anche voi il rinnovamento esteriore,
sociale, proprio dei nostri tempi, sapete anche conservare intatto, anzi
rifiorente, il tesoro della vostra fede.
Perciò il Papa vi vuole molto molto bene e di gran cuore tutti vi benedice.
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