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DISCORSO DI PAOLO VI AI COMPONENTI
DEL COMITATO DEL «TOURING CLUB ITALIANO»

Lunedì, 8 novembre 1965

 

Sì, siamo da gran tempo amici ed ammiratori del Touring Club Italiano; e l’aver voi ricordato questa circostanza nella vostra domanda d’udienza Ci ha fatto piacere, perché oltre essere ciò il riconoscimento d’una verità, Ci rende più gradevole ricevere la visita del Comitato di Presidenza del grande Sodalizio, come quella d’una cara e riverita conoscenza d’antica data, e come quella d’un Ente a cui abbiamo sempre guardato con simpatia e con ammirazione. Non già che Noi siamo stati dei Soci attivi dell’associazione; ma uno dei tanti dei Soci affezionati ed estimatori, sì, lo siamo stati e lo siamo tuttora!

Non possiamo infatti ancor oggi - per cominciare dalle Persone - non salutare con compiacenza e con rispetto il Signor Presidente del Touring Club Italiano, l’Architetto Ferdinando Reggiori, a Noi noto e da Noi stimato per l’alto suo valore professionale e morale da quando, a Milano, avemmo occasione di avvicinarlo e di vederlo all’opera in tanti lavori di difficili restauri e di costruzioni impegnative, come quella, per citarne una alla quale abbiamo qualche Nostro interessamento, della chiesa novissima, costruita accanto all’Università Bocconi e non senza un’intenzione affettuosa per questo moderno e fiorente Ateneo, la chiesa di San Ferdinando. All’Architetto Reggiori il Nostro cordiale e riverente saluto, congiunto con le felicitazioni e con gli auguri che gli dobbiamo per vederlo chiamato alla Presidenza di così grande ed insigne Associazione. Saluto ed augurio che si estende volentieri alle altre degne Persone, che compongono il Comitato di Presidenza ed il Comitato Direttivo e che in parte abbiamo l’onore di conoscere; come pure al Signor Consigliere e Presidente della Delegazione Romana; non che - lo diciamo allargando lo sguardo dello spirito ad un immenso orizzonte umano - all’innumerevole schiera dei Soci del Touring, ai quali siamo felici di mandare in questa occasione un cordiale e benedicente pensiero.

Ma le ragioni della nostra stima per codesto Sodalizio sono principalmente quelle risultanti dai vostri meriti turistici ed editoriali. Sappiamo quanto il Touring ha operato nel campo turistico, dando impulso precorritore a molte iniziative lodevolissime per promuovere la conoscenza d’un Paese tanto degno e tanto bisognoso d’essere esplorato e visitato; e non solo la conoscenza teorica, ma pratica, spingendo in ogni modo il progresso turistico, per i viaggi, sulle strade, con gli alberghi, ecc., e sempre con criteri pratici, sistematici, economici, moderni: è veramente degno di nota che un Ente privato, con le sole sue forze, abbia tanto operato in questo campo, aprendo la via a molte altre iniziative sia private, che pubbliche. Ma sappiamo specialmente quali meriti singolari il Touring si sia acquistati nel settore editoriale: le sue pubblicazioni fanno onore non solo all’Ente che le ha concepite e promosse, ma al Paese a cui sono destinate e alla cultura in genere, a quella geografica ed artistica specialmente. Siamo tentati di accennare alla grande carta geografica d’Italia, alle Guide d’Italia, al grande Atlante internazionale, per tacere dei libri e delle riviste che hanno fatto corona alle pubblicazioni sistematiche e scientifiche del Touring, e dei volumi illustrativi delle bellezze del «Bel Paese».

La nostra lode si risolve in incoraggiamento: codesta è via che bisogna proseguire; e siamo lieti che di ciò voi siete non solo convintissimi, ma siete - e ce lo documentate con l’omaggio delle vostre nuove pubblicazioni - gli intelligenti e coraggiosi prosecutori.

A questi elogi ne vorremmo aggiungere altri! Abbiamo notato nella vostra attività uno stile popolare e un tono d’amicizia, che hanno attirato la simpatia di tanti soci, da ogni ceto sociale, e che hanno educato il vostro turismo ad un contegno semplice, serio, lieto, distinto, che gli fa onore, e che Noi facciamo voti si conservi e si perfezioni con nobile senso sociale e spirituale. Ed a questo riguardo, dal momento che voi venite dal Papa per rendergli onore e per avere la sua parola, lasciate che Noi vi esortiamo a imprimere sempre nella vostra attività turistica una vigilante esigenza morale; questa vi concilierà la fiducia di tutti e vi darà merito d’aver guidato il nostro popolo a fare del turismo una manifestazione di alto livello culturale e sociale. Di più: non dimenticate nel Turismo i valori religiosi; sia quelli che riguardano le comitive turistiche - voi sapete che la Chiesa vi viene incontro a questo riguardo, cercando di favorire quanto meglio possibile l’osservanza dei doveri religiosi degli escursionisti, dei viaggiatori, dei villeggianti, ecc. -, e sia quelli dei luoghi che andate visitando e studiando: come si potrebbe in Italia viaggiare con gli occhi chiusi sulla continua epifania dell’arte e del costume religioso? E come non dovremmo contemplare tali tesori nel loro aspetto, non solo storico ed estetico, ma essenziale, vogliamo dire spirituale, edificante? Questo voi certo già fate; ed è perciò che gradirete che Noi di questo Ci compiacciamo ed a questo ancor più vi esortiamo.

Ricevete dunque la Nostra Benedizione; essa vi dica la Nostra stima, la Nostra riconoscenza e la Nostra beneaugurante affezione.

                                          

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