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RADIOMESSAGGIO DI PAOLO VI NEL
40° ANNIVERSARIO DELLA RADIODIFFUSIONE CATTOLICA IN OLANDA
Lunedì, 15 novembre 1965
Ci è assai gradito intrattenerci per qualche istante con voi, come a cordiale
colloquio, diletti figli della Chiesa Cattolica in Olanda, che degnamente
solennizzate il quarantesimo anniversario della vostra Stichting Katholieke
Radio Omroep. La Nostra voce viene tra di voi, entra nelle vostre famiglie,
grazie alle meravigliose possibilità della tecnica: viene a felicitarsi con voi,
che, in stretta unione con la Gerarchia Episcopale del vostro Paese, avete
saputo impiegare le possibilità di questa tecnica medesima nella grande causa
del bene, nel servizio della verità, nella diffusione della lieta Novella.
Quarant’anni di operosità di una Radiodiffusione cattolica vogliono dire
quarant’anni spesi in operosa e intelligente collaborazione per stabilire nel
nome del Signore una rete invisibile ma quanto mai reale ed efficiente tra
ciascuno di voi, e ciascuna delle vostre famiglie, per disporre di un mezzo
potentissimo di intesa e di fraternità, per amore di Cristo e della Chiesa.
Sappiamo quanto la Katholieke Radio Omroep abbia lavorato per l’enucleazione di
un saggio ed equilibrato codice morale, approvato per tutte le trasmissioni
televisive in Olanda; sappiamo altresì quanto essa abbia contribuito alla
costituzione della nuova trasmittente della Nostra Radio Vaticana, all’impianto
di una trasmittente cattolica nel Cile, alla attività della Associazione
Cattolica Internazionale Unda, e allo sviluppo dei programmi religiosi
nell’ambito dell’Eurovisione.
Ben a ragione, dunque, avete motivo di rallegrarvi
in questo traguardo, che, nella consapevolezza dei risultati raggiunti, deve
infondere in voi il santo impegno di dare nuovo incremento all’attività della
Radiodiffusione Cattolica Olandese in tutti i campi dell’apostolato, della sana
e orientatrice cultura, dell’informazione agile e interessante sulla vita della
Chiesa, nell’amplissima vastità dei suoi orizzonti.
L’epoca conciliare affida ai Pastori e ai fedeli precise responsabilità,
anche nel campo della diffusione dei mezzi audiovisivi, di cui si fa interprete
il Decreto sugli strumenti di comunicazione sociale. Sono parole che suonano
come uno squillo, a raccolta di tutte le energie buone ed esperte: «I Vescovi -
ve le ripetiamo - siano solleciti nel compiere il loro dovere anche in questo
settore, dovere intimamente connesso con il loro magistero ordinario; mentre i
laici impegnati in questo campo cerchino di rendere testimonianza a Cristo,
prima di tutto assolvendo i rispettivi uffici con competenza, perizia e spirito
apostolico, quindi anche collaborando direttamente, ciascuno secondo le proprie
possibilità, all’azione pastorale della Chiesa, con il loro contributo tecnico,
economico, culturale ed artistico». E il Decreto così aggiunge: «Si promuovano
con abilità e competenza i programmi radiotelevisivi cattolici, che devono
portare gli uditori e gli spettatori a partecipare della vita della Chiesa, e a
far assimilare i valori religiosi. Là dove se ne giudichi la convenienza, si
creino sollecitamente anche emittenti cattoliche, e, una volta create, si faccia
il possibile perché i loro programmi si raccomandino per la loro perfezione ed
efficacia».
Sono consegne precise, limpide, coraggiose: è una testimonianza a
Cristo, che prima di tutto e sopra tutto si richiede; è un servizio alla Chiesa
e alla Gerarchia apostolica, di cui ogni emittente cattolica si onora di essere
come lo specchio e la voce; è uno strumento di solidarietà anche verso altre
nazioni, collaborando con esse per la diffusione del vero.
Noi siamo certi che
queste aspettative trovano in voi, diletti figli, una eco commossa e pronta,
risvegliando energie operose, stimolando generose attività, tese allo scopo di
continuare in umiltà, obbedienza e amore su una via, che tanti frutti promette
per la Santa Chiesa.
Noi Ci auguriamo che, in tal modo, anche nel campo dei potenti mezzi
audiovisivi, adoperati per il lieto e consapevole servizio del Regno di Dio, voi
saprete essere i difensori della causa cristiana e i propagatori della fede
cristiana; voi saprete servire la buona causa della religione, come figli fedeli
della Chiesa, i quali vogliono finalizzare tutti gli strumenti della vita
moderna. verso il grande scopo dell’Evangelo; soprattutto, voi meriterete il premio da Colui, che
attende l’opera di tutti i redenti, e la rimunera con la pienezza della sua
stessa vita, ora e nell’eternità.
Facciamo Nostre le attese del Concilio
Ecumenico Vaticano Secondo, e ve ne rinnoviamo le esaltanti consegne. Il passato
vi incoraggi a essere degni di queste speranze, e vi induca a nuovo ardore nella
vostra grande e meritoria opera; in questa, come in ogni altra forma della
vostra vita cattolica, vi auguriamo con le parole dell’Apostolo Paolo di
impiegare «tutto ciò che è onesto, tutto ciò che è giusto, quanto è puro, quanto
è amabile, tutto ciò che fa buon nome, tutto ciò che è virtuoso, e quanto merita
lode . . . E il Dio della pace sarà con voi» (Phil. 4, 8-9).
In auspicio dei Nostri voti cordiali, ed in pegno della Nostra grande
benevolenza, impartiamo a voi, figli diletti della cattolica Chiesa in Olanda,
ed a tutta la vostra amatissima Nazione, la Nostra particolare Benedizione
Apostolica.
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