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DISCORSO DI PAOLO VI
AGLI SCIENZIATI DEL CENTRO RICERCHE AEROSPAZIALI
DELL'UNIVERSITÀ DI ROMA

Giovedì, 20 gennaio 1966

 

Gentlemen,

You are meeting with your Italian counterparts to draw up final plans for the San Marco project. We are grateful to you for your visit, and for taking time from your important discussions to meet Us.

We praise this example of international cooperation for the progress of science and the peaceful uses of energy. You are discovering the laws which the Lord of Creation established, and employing the forces He placed in nature. It is Our prayer that your work may help you, and all mankind, to acknowledge the sovereign rights of God over the whole universe, and to observe His commandments of love and brotherhood.

Wishing you and your Italian collaborators every success, We gladly invoke upon you and your families an abundance of divine blessings.

Siamo lietissimi di aggiungere un saluto anche a voi, scienziati, ingegneri e tecnici del Centro Ricerche Aerospaziali dell’Università di Roma, che, col vostro degnissimo Direttore, il Professor Luigi Broglio, avete accompagnato a questa udienza i vostri illustri colleghi dell’Ente Spaziale degli Stati Uniti.

Noi ci conosciamo già bene; è rimasto infatti vivo in Noi, come certo lo è per voi tutti, il ricordo dell’incontro avvenuto nello scorso mese di aprile, in occasione della partenza per la zona equatoriale del vostro equipaggio per i preparativi del lancio in orbita del «San Marco II». Questa pacifica impresa, unicamente diretta ai progressi della scienza, si è svolta in stretta collaborazione con gli sperimentati pionieri spaziali d’oltre Oceano; e la odierna presenza dei vostri due distinti gruppi ne è la testimonianza più bella. Vediamo di qui come la collaborazione in campo scientifico sia diventata qualcosa di più profondo, di più significativo, di più umano: sia divenuta, cioè, una mutua conoscenza, un mutuo rapporto, un mutuo aiuto, basato sulla stima reciproca, sull’intesa fraterna e leale.

Questa stretta fusione di menti e di cuori, nel comune alto lavoro scientifico, è una nuova prova di quella preminenza e dignità sacra dell’uomo, su cui vi intrattenevamo lo scorso anno, considerando il complesso valore dei vostri studi e delle vostre progettazioni; è una garanzia di fratellanza vissuta e consapevole; è una promessa di pace e di progresso, cui la fede in Dio, e la collaborazione prestata alla sua opera di creazione, conferisce il valore più alto e duraturo.

Per questi motivi vi ringraziamo della vostra presenza; vi incoraggiamo ai vostri sempre costanti e tenaci sforzi per il dominio della materia e la conquista degli spazi siderali; e tutti con paterno affetto vi benediciamo.

                                                  

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