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DISCORSO DI PAOLO VI AI BAMBINI
PARTECIPANTI ALLE GARE PER «LO ZECCHINO D’ORO»

Martedì, 22 marzo 1966

 

La Vostra presenza, carissimi fanciulli, che avete partecipato alla trasmissione televisiva «Lo zecchino d’oro», Ci procura grande delizia, e costituisce per Noi come una cara parentesi negli importanti avvenimenti di questi giorni. Voi Ci portate il sorriso della vostra infanzia, il profumo della vostra innocenza, come una fioritura della primavera iniziata, che riveste di colori incantevoli il volto della terra. Al termine della manifestazione, che, come Ci hanno detto, è stata seguita finora con crescente interesse dai vostri coetanei di tutta Italia, avete voluto venire a potarci il vostro saluto, e a ricevere la Nostra Benedizione. Questo pensiero Ci è assai gradito, e ve ne ringraziamo: esso Ci dice che siete non solo bravi nel canto e lieti nello svago, ma anche e soprattutto che amate Gesù e il suo Vicario in terra, e volete essere sempre buoni, diligenti nei vostri doveri di famiglia e di scuola e, in particolare, figli sempre fedeli della Chiesa. Bravi, carissimi, questo vi fa onore: e Noi, a nome di Gesù stesso, di cui facciamo le veci, vi diciamo il Nostro incoraggiamento pieno di tenerezza. Ricordate, come Gesù amava stare tra i fanciulli, e come se li poneva sulle ginocchia, abbracciandoli, e imponendo loro le mani? È il gran libro del Vangelo che ce lo dice: ebbene, pensate la felicità di quei ragazzi, di quelle bambine, nel ricevere la carezza benedicente del Salvatore. La benedizione, che tra poco vi daremo, rinnoverà qui la scena commovente del Vangelo: e, tornando a casa, potrete dire di averla ricevuta da Gesù stesso, per mezzo del suo Vicario.

Abbiate sempre il santo desiderio di fare onore al Signore, accostandovi a Lui con cuore pieno di affetto e di buoni propositi; fate ogni cosa per suo amore. Anche quando cantate - quelle vostre care canzoni, così liete e birichine - come quando dovete compiere il vostro dovere, fate tutto nel nome del Signore Gesù Cristo, come dice San Paolo, «cantando per gratitudine a Dio nei vostri cuori» (Col. 3, 16).

Così sia sempre, dilettissimi fanciulli.

Ma un vivo compiacimento è dovuto a quanti vi hanno qui accompagnati: ai vostri genitori, agli zelanti Frati Minori dell’Antoniano di Bologna, agli organizzatori e artisti della indovinata manifestazione de «Lo Zecchino d’oro». Il favore, che questa ha incontrato nel mondo dei piccoli, e anche degli adulti, dice che avete trovato la formula buona: semplicità, spontaneità, candore, fuggendo ogni contaminazione di mondanità e di artificio, secondo uno stile agile e sereno, di timbro familiare, e, appunto per questo, tanto gradito alle famiglie. I vostri sforzi in questa direzione sono degni di ogni elogio, e Noi siamo lieti, per parte Nostra, di tributarvelo con tutto il cuore; continuate così, certi di compiere una cosa bella e meritoria, davanti agli uomini e davanti a Dio, perché ogni sforzo educativo rivolto all’infanzia, anche nel delicato importante settore del divertimento, è degno di ammirazione e di stima, ed è fonte di consolazione terrena e di premio eterno.

Questi Nostri voti sono accompagnati dall’Apostolica Benedizione, che vi invoca le ricchezze dei celesti doni: nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

                                              

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