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PAROLE DI PAOLO VI SULLO STORICO
INCONTRO CON L'ARCIVESCOVO DI CANTERBURY PRONUNCIATE DURANTE L'UDIENZA
GENERALE
Mercoledì, 23 marzo 1966
Carissimi Figli.
Non possiamo tacervi la commozione che ancora abbiamo nell’anima
per l’udienza che ha preceduto la vostra. Abbiamo pochi momenti or sono
incontrato ufficialmente, nella Cappella Sistina, l’Arcivescovo Anglicano di
Canterbury.
Sono più di quattro secoli che la Chiesa Romana ha il dolore di
essere separata dalla Chiesa d’Inghilterra; una Chiesa che Roma tanto ha amato e
che ha, si può dire, generato. Riposano in questa basilica le sacre Spoglie di
San Gregorio Magno, che inviò Agostino, con trenta monaci, alla fine del VI
secolo, per rievangelizzare - c’erano già stati altri Missionari, prima, -
l’Inghilterra.
Proprio da allora - ben si può dire - nacque l’Inghilterra
Cattolica, che poi diede grande segno di sé per tutto il medioevo fino a quel
periodo che chiamano la crisi della riforma del secolo XVI, la quale staccò
dolorosamente la Chiesa d’Inghilterra, come quella di Germania, di Svizzera ed
altre, da Roma.
Molti episodi si succedettero con tanta animosità che colà non
si poteva più nemmeno nominare il Papa. È passato tempo, sono passate tante
esperienze, tante anime buone hanno pregato ed ecco che cominciamo a vedere
benefici risultati: questa grande Personalità che viene a trovarci
amichevolmente.
Abbiamo ancora tutte le questioni dottrinali in piedi, da
esaminare, e, se Dio vorrà, da risolvere - non parliamo di quelle disciplinari,
che sono meno importanti -; ma il fatto è che una corrente di carità si è già
stabilita e reciprocamente vuole affermarsi quale costante fedeltà e dare i suoi
frutti.
Vi diciamo questo perché anche voi siate partecipi di questo
momento di gioia e di speranza della nostra Chiesa Cattolica Romana e perché
ancora vogliate pregare affinché questo inizio, che sembra tanto lieto e
benedetto dal Signore, possa avere il suo seguito altrettanto felice e portare i
frutti che sono quelli della perfetta unità, come il Divino Redentore ha voluto
che vigesse e trionfasse nella sua Chiesa.
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