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APPELLO DI PAOLO VI
PER LA PACE NEL MONDO
Mercoledì, 20 luglio 1966
Permettete, . . . di aprirvi il Nostro cuore e di farvi partecipi
della profonda trepidazione del Nostro spirito di fronte a nuove e più gravi
minacce per la pace della umana famiglia. Siamo molto preoccupati per gli
avvenimenti di questi giorni, a voi certamente noti, di grande ripercussione in
tutte le Nazioni.
Abbiamo avuto di recente da una delle parti in causa nel Vietnam
assicurazione di buona volontà e di sincero impegno di mettere fine a tante
rovine che si abbattono su popolazioni già così provate da continue e dure
sofferenze. Vogliamo sperare che ugual impegno di buona volontà sia dimostrato
da tutti.
Un fatto specialmente Ci sembra meritare anche da parte Nostra
un particolare interessamento, per le gravissime conseguenze che ne possono
derivare: quello dei prigionieri americani nel Nord Vietnam. Solo per imparziale
amore di pace e per risparmiare alla umanità ancora più gravi malanni, Noi Ci
sentiamo in obbligo di rivolgere ai Governanti di quella Nazione una viva e
rispettosa preghiera affinché vogliano riservare a tali prigionieri la
incolumità ed il trattamento previsti dalle norme internazionali, dando in ogni
caso a queste norme l’interpretazione e l’applicazione più favorevole, quali un
sentimento di umanità generosa e clemente può suggerire.
A tutti i responsabili rinnoviamo il Nostro accorato appello
alla pace ed alla concordia e chiediamo che ogni sforzo sia fatto, ogni cammino
sia intrapreso, perché finalmente si giunga a quella soluzione, giusta ed
onorevole, dall’intera umanità ardentemente auspicata.
Ed il Principe della Pace, al Quale innalziamo incessante la
Nostra supplica, faccia sì che il Nostro grido non venga soffocato dal frastuono
delle armi, ma trovi una eco nel cuore di tutti gli uomini.
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