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DISCORSO DI PAOLO VI
AI VOLENTEROSI DELLA «COOPERAZIONE INTERNAZIONALE»

Venerdì, 5 agosto 1966

 

L'Augusto Pontefice si compiace vivamente dei progressi e degli sviluppi dell’opera, ascoltando le notizie partecipate dal P. Barbieri, dalle quali sono emersi i seguenti dati. Dal 1963 ad oggi, gli inviati sono stati 40; altri 37 partiranno in questi giorni, ed una cinquantina inizieranno il corso di formazione nell’ottobre prossimo nelle due case di Lione, in Francia, e di Milano, per essere pronti a partire l’anno prossimo.

Sua Santità, considerando appunto i dati fornitigli, vuole rilevare che il primo risultato della giovane e già tanto attiva Opera è quello di dare grande consolazione al cuore del Padre delle anime. Si tratta, è chiaro, d’un apostolato in campi che sempre più annunciano le meraviglie rigogliose del Messaggio di Cristo: è, dunque, un’attività che, assecondando il magistero e la luce di carità diffusa dalla Chiesa, vuol condurre gli uomini al Redentore del mondo, cioè alla salvezza, alla fraternità, alla pace.

Il Successore di Pietro confida che assiduo pensiero dei volenterosi artefici della Cooperazione Internazionale sia la perfetta adesione alla autentica dottrina della Chiesa, sì che il Signore possa sempre assisterli quali fedeli apostoli della sua parola e zelanti propagatori di tutte le virtù evangeliche.

Per il conseguimento di tale sublime mèta, l’Augusto Pontefice formula i migliori voti ed aggiunge, propiziatrice di speciali favori celesti, la Benedizione Apostolica.

                                                   

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