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DISCORSO DI PAOLO VI AI
GIOVANI PARTECIPANTI AL CONCORSO CATECHISTICO «VERITAS»
Sabato, 10 settembre 1966
L'augusto Pontefice, vuole felicitarsi con i giovani che hanno compiuto un
pellegrinaggio inserito nel premio, esprimendo anzitutto ai vincitori delle gare
catechistiche nazionali il suo compiacimento e il suo benvenuto. Sua Santità
nota che quei giovani sono veramente degli eletti per l’impegno dimostrato nello
studio della religione, distinguendosi tra la grande massa degli studenti
italiani e confermando la loro volontà di ricevere una formazione sempre più
cristiana nell’accurato approfondimento delle scienze sacre che sono la base di
una vita santa.
Dopo i propri rallegramenti per i risultati raggiunti, il Papa mette in
risalto come il concorso «Veritas» pone in condizione molti giovani di
distinguersi con slancio e con sacrificio, tra le tendenze delle nuove
generazioni, il cui interesse ai problemi dello spirito non è certo tra i più
rassicuranti.
Vi siamo grati per quello che voi siete - prosegue il Papa - e per quello che
promettete di essere. Lo studio del catechismo tocca profondamente la cultura
italiana e la formazione scolastica; impegna la mente e le facoltà morali in un
agonismo intellettuale che induce a prospettare tutti i problemi storici,
filosofici, religiosi che concernono gli aspetti della vera vita.
Il Santo Padre nota, poi, che i diletti giovani con la partecipazione al
concorso hanno messo a servizio di una grande e utilissima causa il loro
pensiero proporzionatamente alla loro età, portando nell’ambiente studentesco un
elemento di serietà, arricchendo con il loro dinamismo spirituale la scuola
stessa, esercitandosi con slancio e sacrificio, cui l’Augusto Pontefice desidera
dare atto e che benedice di tutto cuore. Questo impegno contribuisce allo studio
dei problemi fondamentali dell’esistenza umana.
Il Santo Padre incoraggia infine i giovani a perseverare in questo studio che
è vincolante, benefico e profondo. Così i giovani sentiranno di essere uomini e
potranno assuefarsi ad orizzonti illuminati da una luce misteriosa e reale.
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