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DISCORSO DEL SANTO PADRE
PAOLO VI AI PARTECIPANTI AL «GIRO CICLISTICO» DELLA SARDEGNA
Domenica, 22 febbraio 1970
Ci è molto gradito ricevere, questa mattina, cotesto vibrante gruppo di
personalità, di cronisti, di atleti, di campioni, venuti per dare il via
all’ormai tradizionale Settimana Ciclistica Internazionale Sarda. Voi ci
riportate più vivo il ricordo dell’incontro avvenuto lo scorso anno, nella
stessa festosa circostanza, quando abbiamo benedetto la lampada votiva da voi
offerta al Santuario della Madonna di Bonaria, e ci porgete altresì l’occasione
di rinnovarvi il Nostro saluto e il Nostro augurio. Diamo pertanto il benvenuto
alle autorità rappresentative della Regione, al signor Sindaco di Cagliari, al
Padre Rettore del Santuario, e a tutti voi, organizzatori, dirigenti,
giornalisti e partecipanti alla importante manifestazione sportiva, che inaugura
le competizioni ciclistiche della stagione. E vi ringraziamo della vostra
presenza, nella quale vediamo l’espressione dell’affetto di tutti i vostri
colleghi sportivi, come dell’intera popolazione della Sardegna.
Non abbiamo bisogno di ripetervi - del resto la ristrettezza del tempo a
disposizione ce lo impedirebbe - con quanta simpatia, con quanta speranza, con
quale incoraggiamento la Chiesa guardi a chi professa lo sport con generosità,
lealtà e sacrificio, come voi fate, diletti e bravi corridori ciclisti, che
siete il simbolo diciamo così romantico e idealistico, in questo nostro tempo
meccanizzato e tecnicizzato, delle vere competizioni sportive, con quanto
comportano di rischio, di ardore, di schiettezza, di spirito di abnegazione e di
fraternità, tanto da colpire ancor oggi le masse popolari. L’immagine che voi
date dell’atleta, pur nel mutar delle gare, è ancora quella che San Paolo ha
scolpito nelle sue Lettere; e la Chiesa, nel Magistero dei suoi Pontefici, non
ha cessato di richiamarsi a quelle parole, per porre in luce i valori altamente
positivi dello sport, specialmente per sottolinearne il significato, come di una
scuola di forza spirituale e morale, di continuo autocontrollo, di dominio di
sé, di cameratismo, di collaborazione, che torna a grande onore dell’uomo e
delle sue risorse fisiche e, soprattutto, spirituali. Non dubitiamo che anche
voi, anzi soprattutto voi, valorosi ciclisti, saprete continuare su questa via,
dando così una testimonianza preziosa ai contemporanei; e confidiamo altresì che
cotesto nutrito gruppo di giornalisti e cronisti sportivi di varie Nazioni saprà
bene sottolineare, col suo stile avvincente, il primato di questi valori, che
durano oltre gli stessi risultati delle pur notevoli affermazioni agonistiche.
Ma un altro motivo di letizia ci viene oggi offerto dalla vostra venuta: ed è
il saluto che a voi, e, per mezzo vostro, possiamo inviare ai carissimi figli
della forte terra di Sardegna. Li abbiamo presenti, tutti, al Nostro spirito:
nella loro religiosità sincera e profonda, di cui il vostro pellegrinaggio alla
Sede di Pietro e allo storico Santuario di Bonaria è ben rappresentativo; li
abbiamo presenti nella loro forza d’animo, nella tenace custodia dei sacri
valori familiari, nella silenziosa dignità del loro saper soffrire, nella
fedeltà alla terra e alle buone tradizioni, nell’innato senso morale; li abbiamo
presenti nel loro sforzo di adeguamento alla odierna rinascita economica e al
progresso sociale, come nella ferma riprovazione di sporadici metodi di
violenza, che sembrano ormai cedere alla più matura e diffusa coscienza civile,
degna di un popolo di così antica storia e di fiera nobiltà. Tutti salutiamo
e incoraggiamo a persistere nel meritorio sforzo di rinnovamento, sociale e
spirituale, nell’armoniosa collaborazione della parte ecclesiastica e di quella
civile; e tutti offriamo alla protezione della Vergine Santa, che dal Santuario
celebrato di Bonaria, nel suo VI Centenario, stende le mani ad un abbraccio
materno a tutti i diletti figli dell’Isola, con le loro gioie e le loro
speranze, con le loro ansie e i loro dolori, con la loro fatica e la loro
perseveranza. Su tutti Essa invochi le benedizioni del Figlio suo, nostro
Salvatore, delle quali vuole essere pegno e auspicio la Nostra Apostolica
Benedizione, che impartiamo a voi e ai vostri cari, con ogni più grande
benevolenza.
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