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PREGHIERA E VOTI DEL SANTO PADRE PAOLO VI PER GLI ASTRONAUTI DELL’«APOLLO 13»
Mercoledì, 15 aprile 1970
Noi non possiamo dimenticare, in questo momento, la sorte degli
Astronauti dell’Apollo 13. Noi condividiamo la trepidazione universale per la
sorte di questi eroi del volo spaziale all’imprevisto epilogo della loro
arditissima ed infelice avventura; e facciamo voti che possano essere salve le
loro vite. Noi partecipiamo alla tensione degli animi dei loro Familiari. Noi
comprendiamo l’amarezza dei Promotori della grande impresa, e quella degli
scienziati e di tutti quanti avvertono come in una così portentosa e purtroppo
mancata spedizione sia simboleggiato l’aspetto caratteristico del mondo moderno,
tutto rivolto a scoprire le leggi e le forze della natura e a dominarle, con la
scienza e con la tecnica favolosamente progredite, per dare alla vita dell’uomo
una nuova e superlativa ampiezza di esperienza e di potenza.
Noi ammiriamo questo nobilissimo e irrinunciabile sforzo; Noi onoriamo coloro
che per il progresso della civiltà vi dedicano e vi sacrificano la loro
esistenza; perché Noi sappiamo che una simile ascensione nella conoscenza e
nell’operazione dell’uomo non è soltanto una semplice e talora fatale
esplorazione degli sconfinati abissi dell’universo, ma può e dev’essere la
conquista d’un orizzonte più vasto e più propizio ai voli dello spirito, il
quale, in tale cimento, scopre se stesso infimo e sovrano, .\ e pera0
maggiormente sollecitato al balzo metafisico dal piano sperimentale a quello
ancor più reale se pur sempre misterioso della presenza trascendente di Dio.
Innalzeremo perciò una preghiera al Padre nostro che sta nei cieli per quegli
uomini audaci, ora nel pericolo, e per ciò a noi più fratelli che mai.
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