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PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO MARIANO DI NOSTRA SIGNORA DI BONARIA

DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AGLI INFERMI, AI SOFFERENTI E AGLI AFFLITTI

Cagliari, 24 aprile 1970

 

Figli Carissimi,

Era doverosa una sosta presso di voi, che, fra quanti si sono stretti al Nostro passaggio o ci hanno fatto corona in questa memorabile giornata, siete i prediletti di Nostro Signore, perché portate misteriosamente scolpite nell’anima le impronte della sua Passione redentrice. Il Cristo sofferente si nasconde in voi: «Ero infermo, e mi avete visitato» (Matth. 25, 36); e per questo Noi, suo umile Vicario in terra, consideriamo come stretto dovere della Nostra missione, rivolgere particolari premure ai membri doloranti e più preziosi del Corpo Mistico. Lo abbiamo fatto durante tutti i viaggi, che finora la Provvidenza ci ha permesso di compiere, come nuova espressione del ministero pontificale. Ci è caro, pertanto, soffermarci anche in mezzo a voi, diletti infermi di Cagliari e della Sardegna, per dirvi il Nostro affetto, per darvi il Nostro conforto, per rivolgervi il Nostro incoraggiamento, con le parole, piene di speranza che i Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II hanno diretto a tutti gli ammalati del mondo dicendo: «Noi sentiamo risuonare profondamente nei nostri cuori i vostri gemiti e i vostri pianti. E la nostra pena si accresce al pensiero che non è in nostro potere di apportarvi la salute corporale, né di diminuire i vostri dolori fisici, che medici, infermieri, e tutti coloro che si consacrano ai malati si sforzano di alleviare . . . Ma abbiamo qualcosa di più profondo, di più prezioso da darvi: la sola verità capace di rispondere al mistero della sofferenza e di apportarvi un sollievo senza illusione: la fede e l’unione all’Uomo dei dolori, al Cristo, Figlio di Dio, messo in croce per i nostri peccati e la nostra salvezza . . . O voi tutti, che sentite più gravemente il peso della croce voi siete i fratelli del Cristo sofferente; e con Lui, se voi lo volete, salvate il mondo. Ecco la scienza cristiana della sofferenza, la sola che dà la pace. Sappiate che voi non siete soli, né separati, né abbandonati, né inutili: voi siete chiamati da Cristo, voi siete la sua vivente e trasparente immagine» (Messaggio Conciliare ai poveri, ai malati e ai sofferenti, 8 dicembre 1965; A.A.S. 5 8 (1966), pp. 16-17).

E poiché tali voi siete, la Vergine Santissima vi considera come suoi figli più amati: Maria, che «fu per noi madre nell’ordine della grazia . . . dal momento del consenso fedelmente prestato nell’Annunziazione e mantenuto senza esitazione sotto la Croce» (Lumen gentium, 61-62), vi è più vicina perché anch’Essa ha sofferto per la salvezza del mondo. Guardate a Lei, con piena fiducia e sconfinato abbandono. Ci è tanto caro dirvelo in questo Nostro pellegrinaggio Mariano, nel sesto centenario della vostra Madonna di Bonaria. Visitando il celebre Santuario, come ogni Santuario mariano, vedendo gli innumerevoli ex-voto, non si può non toccare con mano, diremmo, che veramente Maria è la speranza dei sofferenti, la salvezza degli infermi, la consolatrice degli afflitti, l’aiuto dei cristiani. Vi assista e protegga sempre questa Madre dolcissima: noi L’abbiamo pregata, e continueremo a pregarla per voi, affinché vi sia vicina, vi conforti, vi dia pace, e porti a compimento in voi, per il bene della Chiesa, per la santificazione dei sacerdoti, per la diffusione del Vangelo, quel disegno di grazia, che più strettamente a Cristo vi configura. Siamo certi che voi pregherete per il Papa, e anche per lui offrirete le vostre pene, vero? In tal modo proseguirà, oltre questo brevissimo spazio di tempo, il nostro odierno colloquio reciproco di affetto e di rispondenza.
A tutti impartiamo la Nostra particolare Benedizione Apostolica, che vogliamo estendere ai vostri familiari, associati con voi al mistero del dolore che redime, come pure ai Medici, alle Religiose, agli Infermieri e Infermiere, e a quanti dedicano a voi i loro talenti e la loro sollecitudine. Il Signore sia sempre con voi!

                 

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