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DISCORSO DI PAOLO VI AI MEMBRI DELL’ISPETTORATO GENERALE DI PUBBLICA
SICUREZZA PRESSO IL VATICANO
Lunedì, 8 febbraio 1971
Cari Signori,
Ci è veramente gradito quest’oggi porgere il Nostro paterno saluto a voi, che
siete venuti con gesto tanto spontaneo e significativo a presentarci l’omaggio
degli auguri per il nuovo anno, insieme al vostro benemerito e caro Signor
Ispettore Generale.
Se la nostra casa si apre indistintamente a tutti i figli che quotidianamente vi
affluiscono da ogni parte del mondo, un posto particolare lo riserva a voi,
poiché giustamente possiamo considerarvi come figli a noi vicini e meritevoli.
Comprenderete allora con quali sentimenti di affetto il nostro animo si apra per
darvi il benvenuto e vi esprima la soddisfazione che Noi proviamo per questo
incontro.
Ci è, infatti, così offerta propizia l’occasione per manifestare ancora una
volta la nostra particolare gratitudine, la nostra stima e il nostro
compiacimento a voi, cui è affidata la responsabilità del servizio d’ordine
presso la nostra dimora vaticana. Servizio silenzioso, discreto, poco
appariscente, ma sempre attento e vigilante, di cui noi apprezziamo tutto il
valore e l’importanza, perché contribuisce in maniera efficace a mantenere
quell’atmosfera di ordine, di sicurezza e di cortesia che deve in ogni occasione
circondare la Sede Apostolica. Di tutto ciò noi vi diciamo grazie vivissime.
E grazie a Lei, Signor Ispettore, delle amabili ed elevate parole che
testé ci ha rivolte. Ascoltiamo in esse l’espressione di sentimenti che fanno
altrettanto piacere a Noi, che li accogliamo, quanto onore a chi li alimenta e
li proferisce. Vi ascoltiamo la vibrazione onesta e virile dei vostri propositi
di fedeltà e di devozione, come pure vi sentiamo l’eco del vostro sincero amore
alla Chiesa e dei vostri grandi e nobili ideali. A questi ideali vi
incoraggiamo, ben sapendo che essi formano il tessuto della vostra vita e il
vostro sostegno nell’adempimento quotidiano dei compiti inerenti alla vostra
professione.
Dobbiamo, infine, ricambiare i vostri auguri. Ed anche i nostri sono fervidi e
cordiali. Ci sono ben noti i disagi e i sacrifici che comporta il vostro
delicato servizio; e sappiamo anche - perché così di frequente Noi stessi ne
siamo testimoni - con quanta fedeltà, generosità e coscienza del dovere voi lo
adempite. Ed allora Noi vi auguriamo che la luce che si irradia dalla Sede di
Pietro, presso la quale voi avete l’onore di prestare il vostro servizio, vi
confermi nelle vostre lodevoli disposizioni ed abbia ad irrobustire sempre più
la vostra rettitudine di funzionari dello Stato e la vostra dedizione di figli
leali e devoti della Chiesa cattolica.
I Nostri paterni voti sono avvalorati da una particolare preghiera, che eleviamo
al Signore per voi, per le vostre care famiglie, e particolarmente per i vostri
figliuoli. E la Benedizione Apostolica, che ora vi impartiamo, sia l’eco e il
riflesso delle benedizioni di Dio che vi accompagnino ogni giorno, apportandovi
ogni più eletto dono di letizia, di pace e di prosperità.
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