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DISCORSO DI PAOLO VI AI PELLEGRINI POLACCHI
Lunedì, 18 ottobre 1971
Niech bengie pochwalony Jesus Chrystus! Salute a voi, diletti Figli della
Polonia! A tutti il Nostro cordiale benvenuto!
Un saluto riverente e sincero al vostro e Nostro amatissimo Cardinale Wyszynski,
Arcivescovo di Gniezno, e di Varsavia, Pastore zelante e forte, che tanto ha
fatto per la causa di beatificazione di Padre Massimiliano Kolbe, e che con
tanta saggezza ed onore rappresenta la Chiesa cattolica e ne difende la missione
e ne promuove l’unità, l’incremento spirituale, lo sviluppo organizzativo. Sia
per lui il Nostro ringraziamento per tutta l’instancabile opera sua e per questa
visita insieme ad un gruppo tanto cospicuo e rappresentativo della Polonia
cattolica, sia nazionale, sia sparsa nel mondo. A lui la Nostra speciale
benedizione!
Un saluto non meno devoto e cordiale vada al Signor Cardinale Carlo Wojtyla,
Arcivescovo di Krakov, degno Pastore della sua storica sede, e successore d’un
famoso Cardinale Arcivescovo che Noi avemmo la fortuna di conoscere, il
Cardinale Sapieha, già membro della Casa Pontificia: Noi avemmo l’onore
d’incontrarlo, nell’estate del 1923, a Oswiecim, nel bel Collegio che colà
avevano i Salesiani, in occasione della benedizione d’un Concerto di Campane;
ricordiamo ancora le belle parole che egli allora ci rivolse come all’Addetto
della Nunziatura Apostolica. Visitammo allora la bellissima Cattedrale, il Wavel,
con le tombe dei Re di Polonia; anche al Card. Wojtyla il Nostro ringraziamento
per questa sua presenza e per l’opera ch’egli presta in varie Sacre
Congregazioni della Curia Romana.
Poi salutiamo gli altri Vescovi della Polonia qui presenti, il Card. John Krol,
Arcivescovo dei Latini a Philadelphia, negli Stati Uniti d’America, oriundo
polacco, Mons. Rubin, Segretario del Sinodo Episcopale, e così gli altri Vescovi
e Dignitari e Professori polacchi; e tutti i Sacerdoti e Religiosi e Religiose:
sappiano tutti d’essere oggetto della Nostra stima e della Nostra benevolenza.
E così a voi tutti, figli della Polonia, venuti per venerare il vostro fratello
nel cielo, il Beato Massimiliano Kolbe, umile e grande figlio della famiglia
francescana dei Frati Minori Conventuali; voi salutiamo, giovani, voi,
lavoratori, voi fedeli tutti, uomini e donne, che con la vostra presenza ci
procurate il piacere di trovarci in mezzo al Popolo della carissima Polonia, e
ci date occasione di compiangere con voi quei figli del vostro Paese che dettero
la vita per la sua difesa e la sua libertà, e per quella stessa d’Italia
specialmente cadendo valorosamente a Montecassino, dove sono custodite le loro
tombe.
Vogliamo porgere anche il Nostro rispettoso saluto alle Autorità civili della
Polonia, che hanno voluto essere presenti attraverso i loro rappresentanti allo
straordinario avvenimento della beatificazione di Padre Massimiliano Kolbe;
all’intercessione e alla protezione del nuovo Beato Noi raccomandiamo la sua
terra natale, ch’egli servì con la sua religiosa attività e che illustrò col suo
«martirio di carità», affinché tutto il Paese possa godere della libertà e della
pace religiosa e civile, e della prosperità che si meritano le tradizionali
virtù umane e cristiane del suo nobile Popolo.
A tutti, ripetiamo, il nostro cordiale e benedicente saluto!
Noi vogliamo ora dirvi in nome di chi e di che cosa Noi vi accogliamo e vi
salutiamo.
Prima di tutto, Noi vi accogliamo e vi salutiamo in nome della vostra storia
millenaria, che vi qualifica un Popolo grande, valoroso, civile, cristiano. Nel
ricordo testé celebrato del vostro primo Capo cristiano Mieszko I (963-992)
della dinastia dei Piasti, e poi del vostro primo Re, Boleslao I, durante il cui
regno S. Adalberto svolse la sua missione evangelizzatrice e chiamò dall’Italia
i Monaci Camaldolesi, esemplari ed interpreti dell’anima mistica della vostra
gente.
E poi Noi invochiamo i vostri Santi, affinché questo Nostro incontro sia
avvalorato dalla loro assistenza; i Santi Ceslao e Giacinto, Domenicani (quest’ultimo
legato alla storia di Oswiecim), e poi San Stanislao, Vescovo e Martire
Protettore della Polonia, e tutti gli altri che fecero grandeggiare con la loro
fede le virtù naturali e cristiane della Polonia.
Ma specialmente Noi ora invochiamo la vostra Madonna di Czestochowa, affinché vi
protegga, vi consoli, vi ottenga ogni grazia dal Signore per il vostro benessere
materiale e spirituale. Noi la preghiamo e la pregheremo a questo fine per voi.
E finalmente nei nomi dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, di cui questa Roma
custodisce le tombe gloriose e che tutto il mondo cattolico onora come le prime
e gloriose colonne della Chiesa, della sua unità e della sua universalità, Noi
vi salutiamo e vi benediciamo.
Ed è così che ora Noi vi parliamo. Una sola parola valga per tutte quelle che
Noi abbiamo nel cuore per voi; ed è questa: Figli della Polonia, siate fedeli!
Fedeli alla nostra fede cattolica, fedeli alle vostre tradizioni religiose e
civili, fedeli alle vostre virtù di Popolo sano, di Popolo unito, di Popolo
forte. Non crediate che questo nostro invito arresti il vostro cammino verso lo
sviluppo economico, sociale, culturale, al quale siete candidati; anzi, Noi vi
diciamo, sappiate attingere da questa fedeltà alla vostra tradizione spirituale
e culturale e alla vostra personalità etnica e civile il vigore per il vostro
progresso e per la soluzione dei sempre nuovi problemi che i nostri tempi
sollevano. Siate fedeli, cioè mantenetevi sinceri cattolici; siate fedeli, cioè
abbiate coscienza della vostra vocazione di Popolo unito, colto e forte in mezzo
al concerto internazionale moderno; siate fedeli nel valorizzare moralmente le
vostre sofferenze passate, col perdono, con la tenacia e specialmente con
l’intelligenza dei bisogni spirituali della gioventù e dei bisogni sociali del
vostro popolo lavoratore; siate fedeli e sappiate trovare nella Chiesa che vi
educa, vi assiste, vi dirige ai fini trascendenti del regno di Dio, presente e
futuro, la speranza che renda buona, laboriosa e lieta la vostra esistenza.
E possa l’esempio e l’aiuto del vostro nuovo Beato corroborare questa Nostra
esortatrice parola e rendere efficaci per voi qui presenti e per tutti i vostri
Cari in Polonia e nel mondo la Nostra Apostolica Benedizione.
Niech bengie pochwalony Jesus Chrystus!
We are happy to extend to all our beloved sons and daughters from
English-speaking countries greetings of grate and peace in Christ. May the Lord
bless your pilgrimage to Rome and keep you always in his love.
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