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AUGURIO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AI MISSIONARI SCALABRINIANI

Mercoledì, 29 maggio 1974

 

Figli carissimi,

Vi diciamo la nostra sincera letizia per questo incontro, da voi desiderato, come conclusione ideale nel corso di aggiornamento, che avete seguito in questi mesi, prima di ritornare a svolgere il ministero in mezzo ai fratelli emigrati.

La Provvidenza vi ha affidato una missione impegnativa, delicata e talvolta non priva di difficoltà. Ma voi, con entusiasmo e generosità, saprete certamente manifestarvi come testimoni della materna sollecitudine della Chiesa nei riguardi di quanti, a somiglianza di Cristo esule in Egitto insieme con Maria e Giuseppe, cercano lontano dalla patria il necessario sostentamento per sé e per la famiglia, dalla quale sono spesso costretti a vivere separati; desiderano ritrovare quel senso concreto della solidarietà e della fraternità umana, che il Vangelo ha proclamato di fronte al mondo, e vogliono inserirsi con onestà e dignità nei luoghi del loro nuovo lavoro.

La Chiesa ha sentito e vissuto profondamente, in questo secolo, la gravità e l’importanza sociale e spirituale del fenomeno dell’emigrazione.

L’intuizione pastorale del vostro indimenticabile Fondatore è diventata preoccupazione di tutto il Popolo di Dio e dei suoi Pastori: Pio XII di venerata memoria, nella Costituzione Apostolica «Exsul Familia», il Concilio Vaticano II, nel Decreto «Christus Dominus», hanno affrontato il complesso problema; e noi stessi nell’Enciclica «Populorum Progressio» e nella Lettera Apostolica «Octogesima Adveniens» abbiamo rivolto un pressante appello a tutti i responsabili affinché i problemi degli emigrati fossero studiati e risolti al di sopra di ogni discriminazione; e col Motu Proprio «Pastoralis Migratorum Cura» abbiamo approvato le nuove norme elaborate al riguardo dalla Sacra Congregazione per i Vescovi.

Le linee direttrici di questo costante insegnamento del Magistero Ecclesiastico vi siano di guida luminosa nel vostro apostolato.

I fratelli emigrati attendono da voi una grande comprensione umana, una illimitata dedizione, ma specialmente una autentica presenza sacerdotale, fondata sulla carità evangelica, permeata di preghiera e di sacrificio.

Con questi voti, mentre vi esprimiamo ancora una volta la nostra sincera benevolenza, vi accompagniamo paternamente con la nostra Benedizione Apostolica.

                       

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