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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AI SACERDOTI ANZIANI E NOVELLI
DELLA DIOCESI DI BRESCIA

Mercoledì, 3 luglio 1974

 

Carissimi Sacerdoti,

Ben volentieri abbiamo aderito al vostro desiderio di avere un incontro tutto particolare col Papa in occasione del XXV anniversario della vostra ordinazione sacerdotale.

Questa vostra aspirazione ci indica la serietà con cui avete voluto ricordare questa data solenne, che forma il punto centrale della vostra esistenza, quello in cui vi siete consacrati a Gesù Cristo e gli avete fatto dono in maniera irrevocabile di tutta la vostra persona per essere i dispensatori dei suoi misteri, i suoi intimi amici, i suoi più stretti collaboratori, e i continuatori del suo ministero di redenzione nel mondo. Siamo sicuri che questo incontro con l’umile Vicario di Cristo che vi parla, vi farà meglio comprendere il significato e il valore che hanno per la Chiesa e per le anime i venticinque anni del vostro servizio sacerdotale. Sono stati anni senza dubbio pieni di fatiche, di ansie apostoliche, di sacrifici senza numero per lo più noti soltanto a Dio; ma anche anni ricchi di tante grazie e di ineffabili consolazioni, che Gesù non può mancare di elargire in abbondanza a coloro che occupano un posto così privilegiato nel suo Cuore e sono destinati a perpetuare sulla terra i prodigi del suo amore. Di qui l’inno di riconoscenza al Signore, e di qui pure il vostro rinnovato proposito: «impendam et superimpendar» (2 Cor. 12, 15).

A voi, pertanto, noi esprimiamo la nostra riconoscenza sincera per la testimonianza di filiale pietà che ci avete offerto stamane e che noi abbiamo sommamente gradito e soprattutto per il bene compiuto a servizio della Santa Chiesa in questi venticinque anni del vostro sacerdozio. Il Signore mantenga intatta nelle vostre anime la luce che vi ha inondato nel giorno della vostra ordinazione, e faccia sì che come essa è stata la guida del vostro apostolato, così possa ancora esservi di stimolo per nuove ascese e nuove spirituali conquiste.

A voi, alle persone a voi care, e a tutte le anime che vi sono affidate impartiamo con grande affetto la nostra Apostolica Benedizione.


Qualche settimana prima, mercoledì 19 giugno, nella sala dei Paramenti il Santo Padre ha ricevuto venti sacerdoti novelli bresciani che avevano ricevuto l’Ordinazione il 15 nel seminario maggiore dal vescovo Monsignore Morstabilini.

Al familiare incontro erano presenti i genitori dei novelli sacerdoti, accompagnati dal rettore del seminario Monsignore Agostino Cannesi, da Monsignore Alberto Mondani e da Monsignore Fortunato Spertini.

Il Papa si è intrattenuto a cordiale colloquio con i giovani sacerdoti illustrando i vari elementi del privilegio donato dal Signore con la sacra Ordinazione e i doveri che tutto ciò impone nell’esercizio aperto e generoso della vocazione.

Figli carissimi,

Siamo lieti di dedicare anche a voi, questa mattina, un poco del nostro tempo, purtroppo così scarso, per rivolgervi il nostro saluto e il nostro augurio. Ve lo dedichiamo di gran cuore per un duplice motivo: siete sacerdoti novelli, e per di più della Nostra cara Diocesi di Brescia.

Quest’aria di famiglia, lasciatecelo dire, che la vostra presenza ci permette di respirare, ci fa bene e suscita in noi un’onda di sentimenti che voi potete facilmente intuire.

Nel ricevervi insieme ai vostri familiari, esultanti e commossi nel vedervi giunti oramai al traguardo sospirato del sacerdozio, ci pare di leggere nei vostri cuori il fervore, le sante aspirazioni, le ansie apostoliche, i propositi che Gesù Redentore non ha certamente mancato di accendere nella trepida vigilia della vostra Ordinazione.

Voi siete ora i suoi ministri, il suo prolungamento sulla terra, i suoi collaboratori per continuare nel mondo, a titolo unico ed insostituibile, la sua missione di santificazione, di insegnamento, di guida spirituale. Egli ha bisogno di voi, e per questo vi ha chiamati; e voi l’avete seguito, lasciando ogni cosa, come Pietro e Andrea, come Giacomo e Giovanni, e gli altri discepoli. Con quanta compiacenza pertanto, figli carissimi, e con quanta speranza pensiamo al vostro prossimo ingresso nel ministero che l’amatissimo Vescovo di Brescia vorrà affidarvi nella Diocesi.

Quale augurio migliore, allora, potremo farvi che quello di rimanere fedeli a questa prospettiva salvifica del vostro sacerdozio, di corrispondere in pieno alle grandi speranze che la Chiesa ripone nel dono irrevocabile delle vostre giovani vite a Cristo Sacerdote?

Siate i suoi ministri generosi, lieti, pieni di dedizione. Siate sempre trasparenze vive della gran luce che vi ha tutti permeati col carisma dell’Ordine sacro. Portate continuamente in voi la mortificazione di Gesù (2 Cor. 4, 10), perché le conquiste del regno di Dio non si realizzano senza la croce e il sacrificio.

Ecco’ i nostri voti, carissimi sacerdoti. Vi seguiremo con la preghiera, affinché i vostri santi propositi non vengano mai meno, e da parte nostra vi chiediamo un ricordo per noi, mentre di cuore vi benediciamo insieme con i vostri familiari, vicini e lontani, che vi hanno offerto al Signore con animo veramente sacerdotale, e con voi benediciamo tutta la cara Diocesi bresciana.

                         

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