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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AI PREMIATI DEL CONCORSO «VERITAS»

Sabato, 14 settembre 1974

 

Siamo veramente lieti di poterci intrattenere oggi con voi, studenti di ogni parte d’Italia, vincitori del Concorso «Veritas».

Desideriamo anzitutto rivolgere una parola di plauso ai Dirigenti del Centro Nazionale di Attività Catechistiche dell’Azione Cattolica per l’iniziativa che, alla sua venticinquesima edizione, manifesta ancora la sua piena validità ed attualità.

La nostra lode sincera ed il nostro paterno compiacimento si rivolgono in modo particolare a voi, giovani, che, accogliendo con entusiasmo l’invito dei vostri Docenti, vi siete impegnati nel corso dell’anno scolastico ad approfondire con serietà e riflessione un aspetto del Messaggio cristiano e, specialmente, quello che noi abbiamo indicato come il tema fondamentale dell’Anno Santo: Conversione e riconciliazione.

Il Concorso «Veritas» ha dimostrato e continua a dimostrare che i giovani studenti di oggi, nonostante certe espressioni di sbandamento e di contestazione, sentono acuto il senso di Dio e il bisogno insostituibile della dimensione religiosa, che dia unità, coesione e una superiore luce alle varie e frammentarie manifestazioni della vita.

Continuate a studiare, ad approfondire la Verità rivelata, dono che Dio ha fatto alla nostra ragione inquieta. Questa vostra ricerca non sia, tuttavia, puramente astratta ed intellettualistica, ma abbia il suo centro di riferimento in Gesù Cristo, Uomo-Dio, sacrificato sulla Croce per gli uomini, nel suo insegnamento di carità e di rinnovamento interiore, nelle sue opere di infinita dedizione verso i bisognosi e i sofferenti. La vostra conoscenza si deve trasformare in coerenza di vita cristiana, ora nell’ambiente della scuola, e poi in quello ancora più vasto e complesso della società. «Accogliete con docilità - esorta San Giacomo - la Parola che è stata seminata in voi e che può salvare le vostre anime. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola e non soltanto ascoltatori» (Iac. 1, 21-22).

Insieme con voi avrebbe dovuto essere qui presente il giovane studente della diocesi di Matera, Mastronardi Giovanni Ferdinando.

Ci è giunta la dolorosa notizia che egli è morto in Svizzera, dove si trovava in vacanza, mentre tentava di salvare un suo compagno, il quale stava annegando. Mentre ci inchiniamo riverenti di fronte al mistero di questa prematura scomparsa, ricordiamo con ammirata commozione il suo gesto di assoluta carità e rivolgiamo sincere condoglianze ai suoi afflitti genitori, assicurando la nostra preghiera di suffragio e invocando per loro il conforto della Fede.

Nel rinnovarvi i sentimenti del nostro paterno affetto e del nostro sincero apprezzamento, vi impartiamo di cuore la Benedizione Apostolica, che estendiamo ai vostri familiari, ai vostri docenti di Religione e a tutte le persone a voi care.

Sentimenti di viva compiacenza ci inondano l’animo nell’accogliere alla nostra presenza i Dirigenti ed i Dipendenti dello Stabilimento Martini e Rossi di Pessione, venuti con gesto tanto spontaneo e significativo a porgerci l’omaggio della loro devozione.

Grazie, cari figli, del vostro gentile pensiero e del conforto che ci avete procurato. Con questo incontro, che voi avete desiderato e che noi volentieri vi abbiamo accordato, avete voluto dare espressamente un carattere di pellegrinaggio al vostro viaggio a Roma, per ritemprare vicino alla tomba del Principe degli Apostoli la vostra fedeltà a Cristo e alla Chiesa. È quindi, la vostra, una testimonianza aperta di fede cristiana, che noi tanto più apprezziamo in quanto proviene dal mondo del lavoro, verso il quale la Chiesa non cessa di rivolgere le sue più premurose sollecitudini.

Cari figlioli, fate onore a questa vostra fede, crescendo nella conoscenza e nell’amore di Cristo, sentendovi sempre più fratelli in Lui, mantenendovi costantemente fedeli ai suoi insegnamenti: e avrete la pace di Dio, che supera ogni intendimento (Cfr. Phil. 4, 7) e sarete costruttori di pace (Cfr. Matth. 5, 9).

Viviamo purtroppo in un’epoca in cui l’attrattiva delle cose terrene e la corsa al benessere rendono sempre più difficile la pratica della fede e la stima dei valori spirituali: donde la tentazione, che spesso diventa triste realtà, di dimenticare Iddio e i doveri che si hanno verso di Lui.

Non sia così per voi ! Col vostro esempio dimostrate invece che il mondo moderno, e in particolar modo il mondo del lavoro, hanno bisogno di principii morali, e che la religione ha oggi più che mai la sua funzione insostituibile, perché solo seguendo le sante consegne del Vangelo si può costruire una società sulle basi di una più grande giustizia, rettitudine e lealtà.

Siamo certi che voi tutti condividete con noi queste verità, e vi auguriamo pertanto che esse vi siano sempre di guida nel vivere quotidiano e vi insegnino la dignità e l’onestà della vostra fatica.

A questo scopo invochiamo su di voi, su tutti i vostri cari e sul vostro lavoro i continui favori del Signore, di cui è pegno la nostra Apostolica Benedizione.

                         

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