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III ASSEMBLEA GENERALE DEL SINODO DEI VESCOVI

APPELLO PER I DIRITTI DELL'UOMO

Mercoledì, 23 ottobre 1974

 

Diamo il testo dell’appello «Diritti dell’uomo e riconciliazione» letto dal Signor Cardinale John Joseph Krol nella XXI Congregazione generale di mercoledì 23, ed approvato dai Padri per alzata di mano.

Il Santo Padre in unione con i vescovi riuniti in Sinodo per studiare il tema dell’evangelizzazione, indirizza il seguente messaggio:

Due anniversari carichi di un particolare significato per la Chiesa e per il mondo si sono verificati dopo il Sinodo del 1971: il decimo anniversario della «Pacem in terris» di Papa Giovanni XXIII (1963); venticinquesimo anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite (1948). Entrambi i documenti ci ricordano che la dignità umana esige la difesa e la promozione dei diritti dell’uomo.

Eccoci riuniti in un nuovo Sinodo il cui tema è l’Evangelizzazione: proclamazione della Buona Novella di Gesù Cristo. Se è vero che le verità concernenti la dignità dell’uomo e i suoi diritti sono un bene comune di tutti gli uomini ne troviamo per quel che ci riguarda l’espressione più completa nel Vangelo. E attingiamo anche dal Vangelo il motivo più urgente di impegnarci nella difesa e nella promozione dei diritti dell’uomo.

In questo Sinodo, la stretta relazione tra un tale impegno e il ministero della Chiesa si è presentata con evidenza nello scambio delle nostre esperienze pastorali che riflette il carattere transnazionale della Chiesa, la sua presenza nel profondo della coscienza dei popoli e la sua partecipazione alla loro sofferenza dovunque i diritti sono scherniti o violati.

Riflettendo su queste esperienze alla luce del Vangelo vogliamo lanciare un appello sui diritti dell’uomo e la riconciliazione. Noi rivolgiamo questo messaggio alla Chiesa e al mondo, specialmente a coloro che sono in posizione di responsabilità. Vogliamo levare la voce in nome di tutti gli uomini senza voce che patiscono ingiustizia.

La dignità umana ha la sua radice nell’immagine e nel riflesso di Dio che sono in ogni uomo. Per questo tutte le persone sono essenzialmente uguali tra di loro. Lo sviluppo personale integrale è manifestazione di questa immagine di Dio in noi. Nel momento che viviamo la Chiesa ha preso la più viva coscienza di questa verità. Ella crede anche molto fermamente che la promozione dei diritti dell’uomo è un’esigenza del Vangelo e che deve occupare un posto centrale nel suo ministero.

Nel desiderio di convertirsi pienamente al Signore e di meglio compiere il suo ministero, la Chiesa vuol manifestare il rispetto e cura dei diritti dell’uomo nel proprio ambito. E la Chiesa ha anche acquistato una coscienza rinnovata del posto della giustizia nel suo ministero: i progressi già realizzati in questo senso ci incoraggiano a continuare il nostro sforzo per conformarci sempre di più alla volontà del Signore.

La Chiesa sa per esperienza che il ministero della promozione dei diritti dell’uomo nel mondo l’obbliga ad un esame costante e ad una purificazione continua della propria vita, della propria legislazione, delle proprie istituzioni, dei propri piani d’azione. Il Sinodo del 1971 diceva: «Chiunque osi parlare agli uomini di giustizia deve apparire innanzitutto giusto ai loro occhi». Coscienti dei nostri limiti, delle nostre deficienze, dei nostri insuccessi, possiamo meglio comprendere le mancanze altrui, siano istituzioni siano persone. Nella Chiesa come nelle altre istituzioni o gruppi bisogna lavorare a purificare i modi d’agire, le procedure; purificare anche le relazioni che si possono avere con strutture e sistemi sociali fautori di violazioni dei diritti dell’uomo che devono essere denunciati.

Nessuna nazione oggi è immune da rimproveri per ciò che concerne i diritti dell’uomo. Non spetta certamente al Sinodo specificare casi particolari di violazioni; ciò spetta soprattutto a livello locale.

Desideriamo però incoraggiare con le nostre parole come con i nostri atti tutti coloro che operano a favore dei diritti dell’uomo, invitare coloro che detengono l’autorità a promuoverli, a dare anche speranza agli uomini che soffrono violazioni dei loro diritti. Vogliamo qui attirare l’attenzione su alcuni diritti oggi più minacciati.

Diritto di vivere. È un diritto fondamentale inalienabile. Subisce oggi gravi violazioni: contraccezione, sterilizzazione, aborto, eutanasia, pratica diffusa della tortura, violenze esercitate sopra innocenti, flagello della guerra, genocidi, campagne di massa contro il diritto alla vita. La corsa agli armamenti è una follia costosa per il mondo; essa crea pure gli strumenti suscettibili di provocare una distruzione della vita ancora più grande.

Diritto di nutrirsi. È strettamente legato al diritto di vivere. Milioni di uomini sono oggi minacciati dalla morte per fame, bisogna che nazioni e popoli imprendano un’azione concertata di solidarietà alla imminente conferenza delle Nazioni Unite per l’Alimentazione. Invitiamo i governi ad una profonda conversione del loro atteggiamento verso le vittime della fame; noi chiediamo loro di accogliere gli imperativi di giustizia e di riconciliazione e di trovare rapidamente il mezzo di alimentare quelli che sono senza nutrimento.

Diritti socio-economici. La riconciliazione esige la giustizia. Le ineguaglianze ingenti di potere e di ricchezza che esistono nel mondo, spesso anche nell’ambito delle nazioni sono un grande ostacolo alla riconciliazione. La concentrazione di potenza economica nelle mani di un piccolo numero di nazioni e di gruppi multinazionali, lo squilibrio strutturale delle relazioni commerciali, le disparità nell’evoluzione dei prezzi ai quali le nazioni industriali e non industriali scambiano i loro prodotti, l’impotenza di congiungere crescita economica e giusta distribuzione nell’interno delle nazioni come sul piano internazionale, la disoccupazione, le discriminazioni in materia d’impiego, i livelli di consumo delle risorse, tutto ciò esige riforme se si vuole che la riconciliazione sia possibile.

Diritti politici e culturali. La riconciliazione nel seno della società e i diritti della persona esigono che ogni uomo possa avere una parte effettiva nella determinazione del suo destino. Ognuno ha il diritto di partecipare alla vita politica con libertà e responsabilità. Ha pure diritto di accedere liberamente all’informazione; diritto di parola, diritto alla libertà di stampa; diritto ad un’opinione diversa. Gli uomini hanno diritto a essere educati e a determinare i criteri dell’educazione dei loro figli. Nessuno, individuo o gruppo, deve temere di essere arrestato, torturato, imprigionato per motivi politici o ideologici. E a tutti nella società, ivi compresi i lavoratori emigranti, deve essere garantita una protezione giuridica dei diritti personali, sociali, culturali e politici. Condanniamo ogni rifiuto o limitazione di diritti per motivi di razza. Supplichiamo le nazioni e i gruppi contestatori di ricercare la riconciliazione, rinunciando a ogni forma di persecuzione e di violenza, e amnistiando con misericordia ed equità i prigionieri ed esiliati politici.

Diritto alla libertà religiosa. Questo diritto riflette particolarmente la dignità personale quale è conosciuta da noi dalla Parola di Dio e dalla stessa ragione. Questa libertà oggi è rifiutata o colpita da limitazioni in sistemi politici diversi, che mettono ostacoli al culto, all’educazione religiosa e al ministero a significato sociale. Invitiamo tutti i governi a riconoscere il diritto alla libertà religiosa a parole e di assicurarla nei fatti, eliminando tutte le forme di discriminazione accordando a tutti la tutela delle loro convinzioni e la pienezza dei diritti di cittadino, riconducendo al contrario i credenti al rango di cittadini di seconda classe.

In questo momento noi celebriamo un Anno Santo di rinnovamento e di riconciliazione. Esso ci ricorda il grande anno del perdono (Lev. 25) come pure il dono e il potere della riconciliazione datoci da Cristo (Luc. 4, 18-19; Eph. 2, 13-17). Riaffermiamo così che la Chiesa deve essere segno e sorgente di riconciliazione tra i popoli. Gli uomini hanno diritto alla speranza; la Chiesa deve essere oggi segno e fonte di speranza.

Perciò essa vuol perdonare a tutti quelli che l’hanno perseguitata e calunniata; e promette apertura, simpatia e comprensione a quanti la mettono in questione, la sfidano o l’attaccano. Invitiamo infine ogni uomo, ogni donna a riconoscere la responsabilità che ha in coscienza per ciò che riguarda i diritti degli altri alla luce di ciò che percepiamo del nostro dovere di evangelizzare e con la forza del nostro obbligo di proclamare la buona Novella affermiamo la nostra determinazione di promuovere i diritti dell’uomo e la riconciliazione dovunque, nella Chiesa e nel mondo contemporaneo.

                         

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