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DISCORSO DI PAOLO VI AI MEMBRI
ALLA CONFEDERAZIONE COOPERATIVA ITALIANA

Giovedì, 16 gennaio 1975 

 

Abbiamo accolto molto volentieri il desiderio, che ci avete manifestato, di ricevervi in occasione del vostro Congresso Nazionale, cari membri della Confederazione delle Cooperative Italiane. Si rinnova per voi e per noi il ricordo dell’incontro del 9 ottobre di dieci anni fa, quando celebravate il ventennale della ricostituzione del vostro sodalizio. Come allora, voi ci presentate davanti agli occhi l’amplissima schiera dei vostri amici e collaboratori delle undicimila cooperative confederate: e mentre vi esprimiamo il nostro ringraziamento per la visita gentile, che coincide per voi con la celebrazione del Giubileo sacro - ve lo auspichiamo fecondissimo di meriti e di propositi! - cogliamo l’occasione per dirvi quanto ci sta a cuore.

Vari sono i motivi per cui vi dobbiamo il nostro particolare incoraggiamento:

- il numero, anzitutto, che è veramente cospicuo, e indica la vitalità della Confederazione e la serietà dei suoi metodi;

- la storia fin qui percorsa, che ha le sue tappe significative nel 1860, con l’inizio del libero movimento cooperativo italiano a Osoppo; nel 1919, con la fondazione della prima Confederazione Cooperativa italiana; e nel 1945, con la ripresa della sua attività, per cui

vi avviate a celebrare il trentennale di vita e di azione;

- il carattere comunitario, che qualifica l’istituzione con l’apporto dei singoli per il bene di tutti; e questa è proprietà essenziale per l’ora presente, non tanto per le note difficoltà che richiedono la collaborazione volitiva di tutte le forze produttive, se non si vuole rimanere isolati e senza i necessari aiuti, quanto piuttosto per l’affermarsi sempre più spiccato di una mentalità e di un habitus fraterno, umano, solidale della compartecipazione, della sussidiarietà, in una parola di quel fenomeno della socializzazione, al cui esame il nostro venerato predecessore Giovanni XXIII ha dedicato la sua attenzione nell’Enciclica Mater et Magistra, vedendo in esso il «progressivo moltiplicarsi di rapporti nella convivenza, con varie forme di vita e di attività associata, e istituzionalizzazione giuridica» (IOANNIS XXIII Mater et Magistra; AAS 53, 1961, pp. 415-416). Evidentemente, questo sviluppo magnifico della coscienza comunitaria richiede la collaborazione viva e intelligente delle persone umane per la difesa degli interessi comuni e per l’avvaloramento e la crescita delle singole iniziative;

- ma soprattutto è il carattere cristiano, a cui apertamente vi richiamate come all’eredità preziosa che fin dalle origini fu strettamente inerente al movimento cooperativistico in Italia, che vi rende particolarmente cari al nostro cuore. Come vi dicemmo nell’udienza del 1965, «conservate al vostro grande e multiforme movimento cooperativo il suo originario e originale volto cristiano. Non si tratta di mescolare il sacro col profano, né di fare della professione cristiana uno strumento di efficienza temporale; si tratta di spiritualizzare un fatto temporale, quale voi rappresentate, e di infondergli un senso ed un valore morale e religioso, che lo perfezionano, lo stabilizzano, lo nobilitano, lo portano ad un livello umano superiore» (PAOLO VI, Insegnamenti, III, 1965, p. 553).

Vediamo che in questi anni, con l’aiuto di Dio, la vostra forza è ulteriormente cresciuta nei suoi componenti e nel suo peso complessivo, operando sempre più come fattore di sviluppo e di progresso delle varie aziende che la compongono, per il bene della società. Se questo è avvenuto, è dovuto, crediamo, in primo luogo proprio al dichiarato intento della Confederazione di essere aperta a quanti vedono nella vita cooperativa un mezzo di elevazione umana e di collaborazione cristiana, e vogliono perciò come tali qualificarsi, nella fedeltà alle sane e convinte tradizioni religiose del popolo italiano. Continuate in questo solco fecondo! Fate dei forti principi di fedeltà al Vangelo e di adesione all’insegnamento della Chiesa, nell’attaccamento ai suoi Pastori, ancor oggi e sempre il programma ispiratore della vostra vita. Noi siam certi che la consapevole e raccolta celebrazione dell’Anno Santo, che vi ha tratti a Roma, vi darà nuova generosità in questo impegno, nello spirito di rinnovamento e di riconciliazione che caratterizza questo Giubileo, iniziato con promesse tanto liete!

Come sempre, noi vi siamo accanto con la stima, con l’affetto, con la preghiera: ne sia conferma la nostra Apostolica Benedizione, che di cuore impartiamo a voi, qui presenti, come ai vostri colleghi delle varie Cooperative della Confederazione, e soprattutto alle vostre care famiglie, affinché in tutte regni l’amore e la pace di Cristo Signore.

                                                                                    

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