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DISCORSO DI PAOLO VI ALLA
SQUADRA DI CALCIO DEL «BOLOGNA»
Sabato, 15 febbraio 1975
Cari figli,
Come più volte ci
occorre nei nostri consueti incontri con i fedeli, anche oggi si rinnova la
gioia di ricevere un gruppo così qualificato di rappresentanti dello sport,
quali siete voi, giocatori e dirigenti della squadra di calcio del «Bologna».
Apprezziamo molto questo
vostro gentile pensiero, e nel ringraziarvi di questa visita che ci rallegra e
ci onora, siamo lieti di poter esprimere il nostro ampio e paterno attestato di
stima e di benevolenza verso la professione sportiva, e di intrattenerci un poco
con voi che con le vostre ammirate prestazioni ne sapete tenere così alto il
prestigio.
Come sportivi, voi offrite il
magnifico spettacolo di una gioventù sana, forte, generosa, dando esempio, ai
giovani soprattutto, di una vita severa, disciplinata, ardimentosa. Non si può
essere sportivi senza affrontare dure fatiche e senza arrivare alla padronanza e
al controllo del proprio fisico e della propria sensibilità. Lo sport è una
scuola anche di forza morale e spirituale.
Perciò ecco l’augurio che noi
facciamo per voi: sappiate inserire le virtù virili, proprie della vostra
attività sportiva, nella scala dei veri valori della vita; siano cioè un gradino
per salire sempre più in alto verso i valori spirituali, a cominciare dalle
forme sociali dell’amicizia e della solidarietà, verso quelle poi dell’onestà,
dell’amore e della dedizione a servizio degli altri, per giungere anche e
soprattutto a quelle del sentimento religioso e della professione della fede
cristiana, la quale dall’alto, come una grande lampada, deve gettare luce su
ogni settore della vostra esistenza.
Vi ripeteremo adunque con San
Paolo: «Glorificate e portate Dio nel vostro corpo» (1 Cor. 6,
20), nobile, sano, forte!
In pegno della nostra paterna
benevolenza impartiamo a voi tutti e alle vostre famiglie l’Apostolica
Benedizione, auspicio delle più elette grazie celesti.
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