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SALUTO DI PAOLO VI AI
CICLISTI DEL XVIII GIRO DI SARDEGNA
Sabato, 22 febbraio 1975
Siamo lietissimi di
sostare qualche istante con voi, partecipanti e organizzatori del XVIII Giro di
Sardegna, prima dell’inizio della popolare gara ciclistica. Lo facciamo assai
volentieri, anzitutto perché - come abbiamo più volte sottolineato nei nostri
incontri con varie categorie di sportivi - teniamo a ripetere l’interesse, la
simpatia, l’incoraggiamento della Chiesa verso lo sport, che rappresenta per la
gioventù che lo pratica un coefficiente non comune per la educazione non solo
fisica del corpo, irrobustito alle più ardue e nobili fatiche, ma anche per la
formazione dello spirito, considerati i valori che l’esercizio sportivo
favorisce - agonismo leale e rispettoso delle norme, autocontrollo, disciplina,
capacità di severe rinunce e di un modulo di vita diremmo quasi ascetico per i
sacrifici che impone. Ciò tanto più nel vostro campo specifico, il ciclismo, da
cui sono bandite le facilonerie e improvvisazioni per la rigorosa selezione che
il suo esercizio esige negli atleti. Ci fa piacere di potervi dare questo
riconoscimento, che tanto vi rende cari al nostro cuore, e vi raccomanda altresì
alla pubblica ammirazione.
Ma c’è un motivo di più, oggi,
a render gradito questo incontro: una ragione diventata ormai familiare alle
nostre udienze, che getta una luce ben significativa sulle vostre convinzioni
cristiane. È l’Anno Santo, nella cui coincidenza avete voluto che quest’anno il
vostro «Giro» prendesse il via da piazza San Pietro, meta di continui
pellegrinaggi da ogni parte del mondo. Ci conforta perciò vedere che anche voi
abbiate voluto inserirvi in modo così eloquente in questa corrente spirituale di
rinnovamento interiore, di riconciliazione con Dio e con i fratelli, di
generosità nella fede, nella preghiera, nella carità, che congloba quanti sono
convinti dell’opportunità di un miglioramento effettivo delle persone singole e
della società, per impegnarli a sempre più esemplari, più coerenti propositi di
virtù umane e cristiane. Sia questo il traguardo più alto e più vero al quale
tendano i vostri sforzi, che solo Dio giusto e buono saprà coronare, concedendo
il premio a quanti avranno compiuto bene la loro corsa (Cfr. 1 Cor.
9, 24). È il nostro augurio paterno che auspica altresì ogni soddisfazione anche
per i traguardi immediati, quelli parziali e quello finale, del Giro a cui vi
accingete. Buona fortuna, dunque! Con la nostra Apostolica Benedizione.
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